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lunedì 23 maggio 2022
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Calcio Serie D

Rimini-Borgo San Donnino, la vigilia di Marco Gaburro. Callegaro titolare

In foto: Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
sab 5 mar 2022 12:20 ~ ultimo agg. 6 mar 12:15
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Al “Romeo Neri” domani (domenica) sarà un quasi testacoda: la capolista Rimini (64 punti conquistati in 26 partite) ospiterà il Borgo San Donnino, penultimo con 21 punti, un terzo quindi rispetto a quelli conquistati dai biancorossi. Ma è proprio con le “piccole” che i romagnoli ogni tanto hanno incontrato qualche difficoltà in più, anche se il discorso vale solo per le gare in trasferta perché davanti al pubblico amico Tanasa e compagni finora non hanno fatto sconti a nessuno tranne che al Ravenna (1-1 con tanti rimpianti), che continua a tallonare il battistrada, sempre distanziato di tre lunghezze.

All’andata, giocata a Fidenza il 24 ottobre scorso, i biancorossi superarono il Borgo San Donnino di misura grazie a un gol di Gabbianelli al 43′ del primo tempo.

“Io penso che noi non siamo mai nella condizione di guardare gli acciaccati, abbiamo una rosa troppo importante per pensare di dover guardare chi manca, non lo abbiamo mai fatto e non lo facciamo di certo in questo momento – attacca l’allenatore del Rimini, Marco Gaburro -. Sulla difficoltà dell’approccio mentale a questo tipo di partite lo diciamo tutte le volte perché sappiamo che non bisogna sbagliare mai e l’approccio mentale conta tanto perché arrivare sul pezzo alla partita ed essere molto presenti, soprattutto dal punto di vista dell’attenzione, dal punto di vista difensivo, fa gran parte di quello che poi vai a fare durante la giornata. Sappiamo che giocheremo contro una squadra un po’ imprevedibile, che comunque ha delle individualità che possono trovare dei colpi, e noi dobbiamo essere molto molto attenti e molto bravi, perché se vogliamo che la partita vada bene dobbiamo incanalarla in un certo modo e per poterlo fare bisogna arrivare molto molto sul pezzo al fischio d’inizio”.

Chi sarà assente? “Manca Tomassini, manca Andreis, manca Tanasa, che è squalificato, Arlotti non lo ritengo ancora convocabile, anche se ci siamo quasi, per il resto bene o male ci siamo tutti”.

Come sta Andreis? “Andreis ha preso una distorsione in allenamento, purtroppo sono sempre situazioni che si spera non capitino mai, però quando capitano bisogna cercare di risolverle nel minor tempo possibile. È una distorsione bella grossa: sicuramente per queste due partite non ci sarà, dopo si vedrà”.

Sull’avversario, che rispetto all’andata ha cambiato guida tecnica. “L’avversario è cambiato parecchio: ha cambiato allenatore e ha cambiato diversi interpreti rispetto all’andata. Ha mantenuto secondo me una predisposizione al gioco, cosa che non era scontata dopo il cambio di guida tecnica. Invece è una squadra che, pur avendo cambiato modulo e giocando a cinque adesso invece di giocare nella situazione magari più propensa della linea a quattro dell’andata, cerca in tutti i modi di costruire: quando una squadra vuol costruire può metterti in difficoltà su quello che può essere lo sviluppo e quindi tu devi lavorare dal punto di vista difensivo. È una squadra che ti farà lavorare: devi pressare bene, devi andare a raddoppiare bene. Non è una squadra che si libera subito della palla, dove diventa importante solo la fisicità sul recupero palla. È una squadra che prova a costruire, che ha delle idee, che ha giocatori sia davanti sia sugli esterni che possono fare sempre giocata, quindi secondo me è una squadra che da questo punto di vista va presa con le pinze”.

Il Borgo San Donnino non vince però da otto partite e ha un attacco piuttosto sterile. “I numeri sono quelli lì, quindi non è una squadra che sbraca: penso che mercoledì abbia preso quattro gol per la prima volta quest’anno. È una squadra che raramente va in doppio svantaggio durante la partita, che sta sempre attaccata alla partita, non ha avuto una grandissima prolificità, però il fatto delle vittorie più o meno trovare nell’ultimo periodo è un’arma a doppio taglio. Già contro di noi le squadre dicono che non hanno niente da perdere, poi in campo non sempre si comportano così, sembra che invece abbiano molto da perdere (e ride, ndr), nel caso specifico se guardiamo i numeri ancora meno, quindi diventa ancora più delicata dal punto di vista psicologico la partita”.

Domenica scorsa per la prima volta avete adottato un modulo diverso in partenza, schierano la linea difensiva a tre. “Noi abbiamo cambiato dopo un percorso, non abbiamo cambiato tutto di colpo. Avevamo sempre cambiato in corsa, durante la partita, l’assetto dalla difesa a quattro alla difesa a tre. Mi sembrava il momento anche, passatemi il termine, di “forzare” quel tipo di inizio lì perché secondo me è molto importante per noi sapere che si può iniziare la partita in un modo o nell’altro, soprattutto in certe situazioni dove secondo me può essere controproducente partire a quattro, costruire a quattro. E anche l’avversario deve avere il dubbio su quello che possiamo fare all’inizio, questa secondo me è una cosa importante in questo momento della stagione perché avere due spartiti da poter recitare è un grande vantaggio rispetto a partire sempre nello stesso modo e cambiare solo in corsa. Anche perché la mia idea era che eravamo costretti a cambiare solo nella situazione estrema, cioè dovevamo per forza poi lavorare sul doppio centravanti e sulle seconde palle e basta. Invece secondo me ci serve uno step in più, che può essere quello di muovere prima la partita dal punto di vista tattico e poter cambiare assetto anche senza bisogno di verticalizzare subito solo sul centravanti, penso che per poterlo fare bene lo devi fare in settimana molto e lo devi poter fare dall’inizio, e lo devi soprattutto poter fare senza dover fare cambi, perché secondo me la cosa importante è quella, cioè che non hai bisogno di sostituzioni per cambiare assetto, ma basta solo che cambi la posizione di alcuni giocatori. Per me questo è un passaggio importante dal punto di vista della maturità della squadra, è sempre molto delicato farlo, il rischio è sempre quello di creare un po’ di confusione o comunque di togliere dei riferimenti, delle certezze. E il fatto di averlo fatto in trasferta, in un campo difficile come quello di Forte dei Marmi, e aver comunque vinto la partita, e aver vinto la partita con quel modulo in quel momento lì secondo me è una cosa che mentalmente ci dà un qualcosina in più”.

Tornerà al 4-3-3. “Ho appena detto che avrete sempre questo dubbio da adesso. È evidente che questa domanda non me la potrete più fare da qua a fine anno perché non darò più la risposta”.

Sul centrocampo. “Tonelli ha recuperato, però ha avuto un problema muscolare, quindi dobbiamo stare attenti. Callegaro gioca sicuramente”.


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