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Lella Palladino: la violenza maschile contro le donne, oltre gli stereotipi

In foto: Lella Palladino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 24 nov 2021 10:49
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La violenza maschile sulle donne ha molte forme, ma combatterla è possibile. Lo scrive la sociologa femminista Lella Palladino nel suo ultimo libro, “Non è un destino. La violenza maschile contro le donne, oltre gli stereotipi” (Donzelli, 2020).

Palladino da molti anni lavora nei centri antiviolenza e da questa sua pratica è nato il volume, in cui ripercorre le storie di alcune delle donne con cui è entrata in contatto. E in cui racconta i modi per combattere la violenza maschile, a partire da una rifondazione del lessico e degli immaginari legati al femminile.

Lella Palladino sarà a Rimini lunedì 29 novembre e alle ore 17.30 presenterà il suo libro “Non è destino” nella Sala della Cineteca comunale (Palazzo Gambalunga, via Gambalunga 27), in dialogo con Vera Bessone del Coordinamento Donne Rimini e Giada Lami di Rompi il silenzio.

L’appuntamento fa parte del ciclo di incontri con le autrici “Parla con lei. Sapienza contro violenza”, ed è organizzato dal Coordinamento Donne Rimini, dal Comune e dalla Casa delle donne, in collaborazione con la Biblioteca civica Gambalunga, Rompi il silenzio e il Coordinamento Donne Acli Rimini.

La presentazione del libro di Lella Palladino è inserita nel calendario provinciale di eventi promossi in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Ingresso libero con Green pass.

Lella Palladino

Lella Palladino, sociologa femminista, attivista dei centri antiviolenza, ha fondato nel 1999 la Cooperativa sociale E.V.A. che gestisce in Campania centri antiviolenza e case rifugio. È stata presidente dell’associazione D.i.Re, donne in rete contro la violenza, ed è membro del Forum Disuguaglianze Diversità. Ha preso parte in qualità di componente nominata del Tavolo tecnico istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le Pari opportunità ai lavori del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020.

Non è un destino. La violenza maschile contro le donne, oltre gli stereotipi” (Donzelli, 2020)

«La violenza contro le donne è l’estrema, grossolana, scalpitante, scomposta e irriducibile manifestazione del potere maschile che se ora, qui in Occidente, resta fortemente limitato dalle norme, resiste in mille forme di legittimazione, si genera nella cultura e si nutre di nuove e vecchie visioni del mondo e della vita».

Tina, Lia, Francesca, ma anche Paola, Lucia, Sonia. Donne con storie complicate e donne con storie comuni, ma ognuna in grado di capovolgere la rappresentazione collettiva della violenza maschile contro le donne. Una violenza che corre come un fiume carsico nella società italiana, ancora taciuta e nascosta, gridata soltanto quando un crescendo di violenze si conclude con un femminicidio. Lella Palladino, sociologa femminista che ha fatto della battaglia contro la violenza sulle donne il fulcro della sua vita, ripercorre le storie di molte delle donne con cui è entrata in contatto negli anni di lavoro nei centri antiviolenza, mostrando le diverse forme della violenza maschile, ma anche i modi per combatterla. A partire da una rifondazione del lessico e degli immaginari legati al femminile. Attraverso il racconto dell’operatività dei centri antiviolenza viene svelata la più trasversale delle disuguaglianze e delle disparità, sostenute dal sistema economico e dall’ordine simbolico patriarcale che, nonostante gli innegabili progressi del sistema normativo, concepisce le donne quali eterne seconde in un mondo declinato al maschile. Questo libro racconta la vicenda di donne che, grazie al potere della relazione con altre donne, all’accoglienza empatica, esperta e non giudicante dei centri antiviolenza, sono riuscite a rielaborare la violenza subita attribuendone la responsabilità a chi ne è stato la causa, e a riscrivere così la propria vita. Storie di forza, di libertà, testimonianze concrete che «la violenza non è un destino», che è possibile uscirne, recandosi «nel posto giusto al momento giusto».

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