Indietro
mercoledì 27 ottobre 2021
menu
Dal Fermata Est

La presentazione di RBR Hero School e RBR Phoenix Basket Femminile

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 7 minuti
gio 7 ott 2021 11:25 ~ ultimo agg. 8 ott 13:29
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 7 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

School & Girl, la conferenza stampa di presentazione del progetto RBR Hero School e RBR Phoenix Basket Femminile, dal locale Fermata Est di Rimini, partner di Rinascita Basket Rimini.

Fa gli onori di casa Davide Turci, direttore sportivo Rinascita Basket Rimini: “Innanzitutto voglio ringraziare gli amici del Fermata Est, in particolar modo il mio amico Lorenzo Spadazzi per l’ospitalità in questa bellissima location. In questo anno e mezzo abbiamo avuto modo di riflettere: la normalità per noi è tornare nelle scuole per avvicinare i bambini a questo sport bellissimo che è la pallacanestro e soprattutto iniziare un percorso che stiamo seguendo da un po’ di anni con il mitico Paolo Piomboni, una collaborazione con la realtà principe del basket femminile, che è l’Happy Basket”.

Simone Campanati, resp. Comunicazione e Marketing di RBR, parte dalla storia del progetto RBR Hero School. “Due-tre anni fa entriamo nella scuola di Miramare con il progetto Hero School, chiamato così perché la nostra mascotte si chiama Hero. Quel progetto fu entusiasmante perché al di là dell’aspetto tecnico si creò un ambiente subito estremamente familiare, di festa. Andammo a Miramare nella scuola elementare e incontrammo i genitori dei bambini, a cui fu spiegato il progetto RBR. Inizialmente c’era diffidenza, come spesso succede, ma nel giro di pochi minuti grazie al racconto del mondo RBR e del nostro coach di allora Massimo Bernardi e dei giocatori cambiò l’umore. Tant’è che dopo quella giornata al Miramare Basket arrivarono subito una decina di iscrizioni. E il giorno dopo giocammo al Flaminio e vennero a vedere RBR 50 persone da Miramare. Come abbiamo sempre detto, il settore giovanile è una parte importante del nostro progetto, le nostre società affiliate sono un tesoro, un valore importante per RBR, e abbiamo deciso di prendere in mano la situazione con questo progetto nelle scuole”.

Massimiliano Intorcia, responsabile del progetto RBR Hero School. “Il progetto prevede l’intervento per quattro lezioni gratuite dei nostri istruttori, che affiancheranno le maestre per insegnare il basket attraverso i nostri principi, che sfociano poi nella prima squadra: integrazione, socializzazione e intrattenimento. Vogliamo instillare i principi di lealtà a tutti i giocatori fin dai bambini più piccoli. Questo progetto ha anche una valenza sociale. Ci sono due filoni, dalla prima alla seconda, poi la terza, quarta e quinta. Abbiamo creato un filo conduttore che porta al discorso della solitudine che hanno provato questi bambini nel periodo del Covid. Abbiamo proposto alle scuole oltre alle lezioni tecniche anche un momento di riflessione insieme ai genitori, quando si potrà fare, per parlare di questa problematica e come l’attività sportiva possa riportare alla normalità”.

Simone Campanati: “Noi vogliamo portare alla luce quello che è insito nei bambini: la creatività ed il divertimento. Il Covid ha un po’ oscurato tutto quello che è il mondo dello sport e del divertimento. Faremo questo incontro con i genitori insieme ad un esperto per parlare di questa problematica”.

Ciro Luongo, istruttore di basket. “Noi siamo visti come quelli che fanno divertire perché abbiamo la palla. Il nostro intento è di coinvolgere tutto il territorio, abbiamo pensato di sviluppare il progetto anche nella provincia. Andremo a Santarcangelo, a San Vito e a Riccione. Cerchiamo di coinvolgere i bambini e anche le famiglie. Riusciamo in questo modo quasi a tamponare il vuoto che c’è nel pomeriggio dei bambini”.

Nadia Di Matteo, vicepreside della Scuola Primaria del Centro Storico di Rimini. “Lo sport è fondamentale perché insegna a stare insieme secondo delle regole ben chiare”.

Simone Campanati: “Il progetto parte dalle nostre società satellite. Per tutti i nostri progetti che stiamo sviluppando da un anno a questa parte non possiamo che dire grazie al supporto del nostro main sponsor, RivieraBanca”.

Matteo Merlini responsabile Retail, Marketing Territoriale e Digital Innovation Bank di RivieraBanca. “Non abbiamo messo solo il nome, ma sposato i valori che rappresenta RBR. I ragazzi stanno affrontando un periodo non facile e solo grazie allo spirito di squadra ne puoi venire fuori”.

Simone Campanati: “RBR Hero School vuole diventare un brand. Ringrazio Matteo che rappresenta RivieraBanca e tutte le società intervenute”.

Massimiliano Intorcia: “Tutte le società sono coinvolte. Le scuole sono già sette, due a Miramare, a Santarcangelo e a Rimini (Toti, Grifa, De Amicis e Ferrari). Sono le scuole che ci hanno fatto cominciare l’attività perché possiamo svolgere l’attività solo all’aperto. Stiamo parlando anche con la Montessori, con la scuola di San Giuliano. Le classi sono tante, un centinaio. Ringrazio ancora RivieraBanca perché tutto il materiale, verrà fatta una comunicazione ad hoc sulla società di riferimento, è a suo carico. Sono coinvolti più di tremila bambini. Ci sarà anche il coinvolgimento dei genitori. Alla fine delle quattro lezioni ci sarà una festa, poi saranno invitati anche al Flaminio”.

Nadia Di Matteo: “È un progetto che li aiuta a crescere: stare insieme e stare bene sono già due obiettivi fondamentali. I bambini devono tornare ad essere sereni. Speriamo la collaborazione continui perché grazie a questo progetto anche l’insegnante cresce”.


Simone Campanati: “È da un po’ di tempo che RBR vuole creare questo mondo. Ci mancava molto questo aspetto del mondo del basket femminile, era nella nostra testa da tanto tempo. Si è potuta realizzare questa realtà solo quando all’interno di questo progetto è entrata la società che rappresentava questo mondo: Happy Basket. Responsabile del progetto RBR Phoenix, con la fenice come simbolo, tramutandola un po’ nel mondo femminile, è Massimiliano Intorcia”.

Massimiliano Intorcia, responsabile di RBR Phoenix Basket Femminile. “Sono responsabile, ma non unico responsabile. Insieme a me collaborano Filo Rossi e Gianluca Sansone per sviluppare un progetto che da tempo avevamo in testa. Sono molto contento di potervelo presentare perché è una realtà importante il mondo femminile, in più è sempre stato rappresentato da una realtà storica come quella di Paolo Piomboni, che si è mantenuta viva anche nelle difficoltà. Quello che abbiamo voluto ricreare è stata una sorta di percorso importante, come avevamo creato per i maschi: abbiamo voluto creare lo stesso percorso per tutte le bambine fino alla prima squadra insieme all’Happy Basket. Abbiamo creato quattro gruppi: under 19, under 17, under 15 e under 13, formate da tutte le società, anche se la parte predominante è formata ovviamente dall’Happy Basket. Ma negli anni tutte le bambine che si sono avvicinate allo sport sono convogliate nelle stesse squadre. Quello che vogliamo fare è riuscire pian piano ad avere gruppi femminili in società che non li avevano sia lavorando attraverso il reclutamento nelle scuole che facendo crescere questo progetto. Per ora abbiamo alcuni gruppi numerosi, abbiamo iniziato anche una collaborazione con le Esordienti e siamo arrivati a 15-16 bambine, ma poi vogliamo aumentare anche questi gruppi”.

Pier Filippo Rossi, allenatore di Happy Basket Rimini. “Ho fatto il giocatore di basket a livello professionistico. Sono in questo mondo perché mio padre è stato uno dei più grandi allenatori a livello europeo di questo comparto. Continuando a giocare a basket ho seguito un’altra realtà. Giampaolo Piomboni, presidente di Happy Basket, mi ha dato la possibilità anni fa di iniziare a collaborare con loro e i risultati sono andati anche oltre le aspettative. Ci sono stati anni anche difficili. Per me questa collaborazione vale molto perché qui c’è una possibilità molto concreta, il progetto sta nascendo adesso dentro mille difficoltà. Stiamo cercando di trovare i modi giusti anche per fare una selezione giusta per chi ha possibilità di ambire qui a Rimini per il momento alla serie B. Abbiamo sempre bisogno di allenatori, che non bastano mai. Ma è un primo passo che andava fatto se vogliamo migliorare. Le ragazzine hanno più difficoltà ad essere reclutate perché ci sono altre discipline sportive che sono attraenti, il progetto delle scuole per me è fondamentale. Abbiamo gruppi abbastanza completi, ma abbiamo bisogno del serbatoio che ci aiuti per poter continuare a farlo. Tecnicamente spero di poter contribuire con la mia esperienza, altri allenatori forse ne hanno anche più di me. È un comparto che dobbiamo cercare di migliorare ulteriormente. Queste ragazze hanno una grandissima possibilità, siamo tre società per il momento che fanno attività concreta e tutte le giovani hanno la possibilità di confrontarsi con atlete senior”.

Giampaolo Piomboni, presidente di Happy Basket Rimini. “Per me a livello personale sono quasi 50 anni di basket femminile. Questa cosa nasce dalla necessità: dal primo richiamo di Paolo Carasso di quasi tre anni fa, Max Intorcia era con lui. Io ci ho pensato tanto perché noi siamo stati sempre abituati a lavorare da soli, nelle difficoltà, nelle incertezze, fino al Covid. Ce l’abbiamo sempre fatta con un sacrificio enorme. Il pensiero per me negli ultimi anni, invecchiando, è sempre stato relativo a che fine avrebbe fatto la pallacanestro femminile a Rimini visto che nessuno vuole prendere in mano le redini della nostra società, per non buttar via 50 anni di passione mia e di tanti amici e tante ragazze, per vedere di dare continuità ad uno sport che all’Italia dà tante soddisfazioni, alla pallacanestro ne dà tantissime. Io vengo dal maschile, ma la pallacanestro la vedo giocare più dalle donne che dai maschi: se devo vedere l’esecuzione di un compito le donne lo sviluppano meglio. È la pallacanestro a cui sono legato io. A un certo punto nella vita devi fare i conti: ci siamo ritrovati con quattro gruppi. E allora, con grande stupore di Paolo (Carasso, ndr), forse meno di Intorcia, li ho chiamati io e ho accolto volentieri la proposta di entrare a far parte del mondo di RBR. Per quello che ho visto io dal di fuori, ma sono molto attento e puntuale, con i maschi hanno fatto bene. Lascia stare che sono stati capaci anche di far confluire una montagna di soldi, ma soprattutto hanno saputo coinvolgere la gente. Questo progetto nasce non completo, come loro hanno fatto con i maschi. Ci siamo detti: loro devono creare un movimento e per questo c’è bisogno di questo tempo, il tempo per poter avere una squadra RBR femminile al palazzetto e disputare un campionato in A2, non erano pronti, come nessuno di noi era pronto ancora a condividere quel discorso che è sempre stato spezzettato delle leve nelle scuole. È un progetto che è nato con questa grande idea e voglia di mettere insieme le forze che c’erano nella provincia, nel femminile soprattutto gli Angels e IBR. Nelle altre società non c’era un impulso all’interno per sviluppare l’attività femminile. Adesso spero che questa filosofia cambi perché c’è bisogno che tutti “pompino” in questa direzione per poterci permettere squadre élite e anche a livello regionale. Ognuno rimane ancora titolare del suo settore Esordienti, ognuno rimane titolare della sua prima squadra, è il nostro caso, con tutta la struttura. Pensavamo fosse più difficile mettere insieme le ragazze. Non è vero, le donne se si trovano in un ambiente sano, lavorano. Vogliamo che la nostra realtà sia sempre lo sbocco per non dire: “ha smesso perché non c’era la squadra”, ma al limite: “ha smesso perché non ha più voglia” o per raggiunti limiti di età”.

Gaia Panzeri, già giocatrice dell’Happy Basket Rimini e che seguirà la parte social del progetto. “Ho avuto modo di conoscere il mondo Happy Basket perché ho partecipato a tutte le giovanili ed è per me un grande onore poter approfondire anche da questo punto di vista, dato che posso unire la mia passione, quindi la pallacanestro, con quello che sto studiando: io sto studiando Informazione Media Pubblicità a Urbino. Ci sarà una pagina Facebook che tratterà del basket femminile non solo a livello locale con il progetto Phoenix ma a 360 gradi. Il basket è uno sport prettamente maschile e la parte femminile è molto sottovalutata. Quindi è importante secondo me riqualificarla e dare uno sguardo a 360° al mondo femminile”.

La chiusura di Simone Campanati è un appello ai tifosi ad abbonarsi. “Vi ricordo che è aperta la campagna abbonamenti “Voglio esserci”. L’abbonamento vi aiuta a saltare la fila, vi costano meno le partite, ci fa capire l’amore che avete per la nostra squadra e il nostro progetto. Se non vi abbonate vi ricordo che è attivo anche il progetto online per acquistare il biglietto. Ci si può abbonare anche domenica alla partita”.

La conferenza stampa sarà trasmessa in integrale su Icaro TV (canale 91) questa sera alle 22:00.