Indietro
menu
Dopo incontro maggioranza

Gnassi: niente ricatti alla città, farò il sindaco fino all'ultimo giorno

In foto: il sindaco Gnassi
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 7 mag 2021 17:32 ~ ultimo agg. 8 mag 12:07
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Ieri sera si è svolto, come richiesto dai capigruppo della maggioranza, il confronto per verificare la tenuta della stessa in consiglio comunale alla luce delle recenti tensioni tra i sostenitori di Jamil Sadegholvaad da una parte e di Emma Petitti dall’altra (vedi notizia). All’incontro era presente il sindaco Andrea Gnassi che ha bollato come una “aberrazione istituzionale” la richiesta arrivata da alcuni esponenti del gruppo consiliare del PD di bloccare di fatto l’attività amministrativa e di sottoporre le delibere che devono essere portate in consiglio ai candidati alle primarie. Una richiesta “fuori da ogni principio delle culture e delle storie politiche” scrive il sindaco che richiama tutti alla responsabilità” scrive il sindaco richiamando tutte le forze che siedono in consiglio alla responsabilità. “Non farò subire ricatti a questa città. Prima di ogni cosa viene Rimini e solo Rimini” conclude.

Il resoconto del sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Gentile redazione,

credo opportuno fornire alcune informazioni dirette circa la riunione dei gruppi consiliari di maggioranza, svoltasi ieri, per non lasciare spazio esclusivo alle ricostruzioni indirette , interessate magari a fornire ‘versioni’, o ai ‘sentito dire’.

L’incontro di ieri era stato sollecitato dai capigruppo consiliari per definire le modalità di proseguimento dell’attività amministrativa di qui al voto di ottobre, considerato lo spostamento dell’appuntamento elettorale dalla primavera all’autunno. Ci sono partite amministrative da chiudere adesso, e che riguardano il futuro della sanità in città e la realizzazione di nuova viabilità, ci sono progetti, delibere, anche per riuscire a intercettare i fondi del PNNR. Atti e delibere non certo figli di improvvisazione ma con alle spalle da un lato un lungo lavoro di approfondimenti, verifiche, discussioni, confronto, dall’altro i nuovi scenari posti dal Covid e dal PNRR. .

Cosa e come calendarizziamo i progetti da portare in consiglio di qui ad agosto?

Alcuni esponenti del gruppo consiliare del Partito Democratico, che è il mio partito da sempre, hanno risposto così: l’attività amministrativa si ferma ora, fatto salvo alcune cose (quali? Perché? Chi le decide?), non si tocca più nulla, si rimane fermi, immobili e visto che ci saranno probabilmente le primarie, le delibere che devono essere portate in consiglio vanno sottoposte preventivamente e per approvazione ai candidati delle primarie stesse. Se dicono sì, si va avanti, se dicono no, ci si ferma. In buona sostanza, la città di Rimini e i bisogni dei cittadini per qualcuno (e solo qualcuno nella sinistra e nel Pd) non contano perché prima vengono le primarie del PD.

Siamo ben oltre i confini dell’inopportunità, ho forti dubbi che una cosa del genere rientri anche nei limiti della liceità. Un’aberrazione istituzionale, comunque. Fuori da ogni principio delle culture e delle storie politiche, persino degli storici partiti che hanno forgiato la Costituzione Italiana dopo la guerra, garantendo i diritti di tutti i cittadini, anche quelli che erano dalla parte sbagliata. Perché sono le Istituzioni a venire prima di ogni cosa. Perché rispondono a tutti i cittadini. Tutti! Mai solo a una parte, a un partito, a questo o a quel candidato. O sono ostaggio delle lotte di correnti. E questo me lo ha insegnato la parte da cui vengo! Se questa intenzione di bloccare le istituzioni con la motivazione- non commentabile- di sondare preventivamente i candidati del Pd per averne un pollice alto o verso, nei fatti saremmo ad una degenerazione che neanche il “mi vergogno” di Zingaretti basterebbe a definire.

Farò semplicemente ciò che ogni sindaco e ancor più del PD deve fare. Farò il sindaco fino all’ultimo giorno del mandato, che è l’impegno preso da me e da tutto il consiglio comunale 5 anni fa con i cittadini di Rimini e davanti alla legge. Nei prossimi cinque mesi quindi porterò in consiglio comunale i progetti e le delibere utili allo sviluppo della comunità, della sanità, dell’economia. Atti, risorse e progetti che daranno più opportunità ai riminesi e all’amministrazione comunale che verrà. Qualunque essa sia. E’ un dovere. Atti, delibere, progetti di cui non taglierò il nastro, ma lo farà chi ci sarà per il bene di Rimini. Chiunque esso sia.

Se queste non dovessero passare per evidenti, lampanti ragioni legate alla guerra intestina per le prossime comunali, ne prenderò atto, ne trarrò le conseguenze e un secondo dopo lo spiegherò senza alcuna remora, pubblicamente e chiaramente alla città di Rimini, senza tralasciare nulla. O ci sarà la responsabilità delle persone e delle forze in consiglio comunale che guardano a Rimini. O non farò subire ricatti a questa città. Prima di ogni cosa viene Rimini e solo Rimini. Già solo doverlo scrivere dimostra a che livello ormai siamo arrivati.

Andrea Gnassi