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Richieste al Governo

Bonaccini: serve cambio passo su vaccini, indennizzi e misure

In foto: Stefano Bonaccini
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 21 feb 2021 10:55 ~ ultimo agg. 13:07
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Con un post su facebook, il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini sintetizza le tre ore di confronto tra le regioni che chiederanno un confronto al Governo in vista del nuovo Dpcm. Bonaccini chiede un cambio di passo su tre aspetti: la campagna vaccinale, gli indennizzi e le norme che determinano i colori delle Regioni.

I vaccini sono la priorità assoluta, spiega, e purtroppo la campagna sta andando a rilento: “Non per disguidi organizzativi, per carenza di personale o indisponibilità della popolazione. In Emilia-Romagna siamo in grado di fare fino a 45 mila somministrazioni al giorno (oltre un milione al mese), non possiamo andare avanti facendone un decimo. Andamento comune nel Paese. Il problema sono le forniture. Per questo chiediamo al Governo di intraprendere ogni sforzo per reperire più dosi. Le Regioni sono a disposizione nelle forme e nei modi utili e possibili, a partire dal coinvolgimento diretto di aziende e filiere nazionali, per produrre qui i vaccini. Inoltre, stiamo già collaborando attivamente col Governo per arrivare ad un accordo quadro nazionale con i medici di medicina generale, coi quali nella nostra regione abbiamo sottoscritto l’intesa per la vaccinazione del personale della scuola“.

Bonaccini spiega poi che, insieme alle altre Regioni, “siamo già al lavoro su proposte di revisione dei meccanismi di ingresso e uscita dalle diverse fasce. Un sistema di regole che va rivisto, che determina un calo temporaneo dei contagi e subito rialzi, senza che la curva pandemica venga davvero fermata: serve un respiro più lungo, un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Come Regioni, poi, siamo tutte d’accordo su un fatto: quando introduciamo restrizioni particolari per i singoli territori, devono essere attivati contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte. Per questo è necessario che tali provvedimenti siano adottati con l’intesa del ministro della Salute“.
Troviamo insieme le soluzioni migliori per fermare il contagio e far ripartire il Paese” conclude il presidente.

Venerdì Bonaccini aveva proposto una “zona arancione” per tutta Italia trovando l’appoggio di Toscana, Campania e Lombardia ma la contrarietà del vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti, presidente ligure.

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