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RM25 e Cattolica

Anche i centri giovani hanno scoperto le dirette Instagram… e non solo

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 6 ago 2020 11:23 ~ ultimo agg. 19 ago 16:23
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Si è da poco conclusa la rassegna delle dirette Instagram organizzate dai Centri giovani RM25 e Cattolica, gestiti dall’Associazione Sergio Zavatta Onlus di Rimini. Lunedì 20 luglio, come ultima puntata, si è parlato di Mafie e dei campi di E!state Liberi. Da anni con i ragazzi si sono organizzati campi estivi sui beni confiscati alle mafie, così come da anni si affrontano temi relativi alla sessualità, musica, identità e tanti altri argomenti.

E’ proprio per continuare ad arrivare ai giovani che sono nate, durante il lockdown, le dirette di Instagram dai profili dei centri giovani. Si è partiti con una prima puntata “rompighiaccio” gestita dai coordinatori dei due centri, i quali si sono sfidati a Sarabanda, con l’aiuto dei suggeritori che commentavano attivamente, per poi passare ad un intervista al rapper KD-ONE e concludendo gli appuntamenti sula musica con uno scambio di informazioni tecnico-pratiche per poter fare registrazione fai da te tra i due responsabili delle sale prove/di registrazione dei centri giovani.

Si è poi passati alla sessualità con una interessante intervista a Vanessa Russo Psicologa-sessuologa, grazie alla raccolta di domande e spunti avvenuta durante l’educativa di strada al Parco ad opera di RM25. E’ stata poi la volta del tatuatore/pittore Lorenzo Anzini in arte Loreprod, il quale ha dato diverse dritte ai ragazzi per capire meglio il lavoro che sta dietro ad un giovane imprenditore. Si è poi tornati a “giocare in casa” con una chiacchierata tra due operatrici dei centri giovani sul tema del trucco, legato al modo di porsi, all’immagine e all’autoaccettazione ed una confronto con il fondatore dei Centri giovani Guido Fontana, sulla storia del centro giovani RM25 che ormai ha compiuto 20 anni. Tutte le dirette sono state trasformate in IGTV e sono tuttora fruibili dai profili dei centri giovani ottenendo centinaia di visualizzazioni.

Queste sono alcune delle attività alternative alla normale apertura dei centri che sono state pensate dalle equipe educative dei due Centri Giovani a fine quarantena. Ma non l’unica. “L’impossibilità di poter giocare a biliardino, il dovere tenere i ragazzi fuori dal centro giovani, le mascherine, il distanziamento sociale, ha portato alla scelta di riaprire i Centri con muove modalità, più flessibili ed innovative” dice il coordinatore Valerio Minicucci. “Però dovevamo arrivare ai nostri ragazzi anche durante la chiusura. Quindi bisognava ripensare ad un modo diverso di fare aggregazione”. Grazie a videocall con altre realtà giovanili a livello nazionale, alla creatività e all’intuito degli educatori, si sono reinventate alcune azioni per non perdere la relazione con i ragazzi, come le videochiamate e le passeggiate tematiche del centro giovani di Cattolica, l’educativa di strada al Parco Marecchia e la Ciclogita al fiume con gli amici di Ciclofficina Rimini.

Instagram, facebook (ormai poco), messenger, WhatsApp, Zoom sono diventati strumenti di comunicazione importanti, e si continuerà ad utilizzarli. Ma i giovani hanno bisogno di autenticità e di relazione e questo Covid ha messo a dura prova il lavoro educativo. Gli educatori si sono messi in gioco, scoprendo le potenzialità di nuovi strumenti, ma ci si augura per un futuro prossimo che questi siano solo un sostegno alla relazione in carne ed ossa e non sostituiscano strette di mano, pacche sulle spalle e abbracci!!!

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