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martedì 24 novembre 2020
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Retrocessione Rimini

Un volto diverso di Giorgio Grassi nel giorno dell'addio?

In foto: L'annuncio in diretta di Giorgio Grassi
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 9 giu 2020 17:47 ~ ultimo agg. 10 giu 14:10
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Se si fosse mostrato così dall’inizio della sua presidenza forse il suo rapporto con la tifoseria biancorossa sarebbe stato diverso.

Giorgio Grassi annuncia in diretta su Icaro TV le sue dimissioni irrevocabili da presidente del Rimini F.C. Lo fa con grande commozione, fermandosi a più riprese per riprendere fiato e trattenere le lacrime.

Un’immagine a tratti straziante, ben lontana da quella del presidente pieno di sé che ama condire i suoi monologhi con frasi ad effetto, alcune delle quali hanno fatto il giro d’Italia e d’Europa (non sempre in maniera edificante per i colori rappresentati). Su quel volto, in quello sguardo, abbiamo scoperto un presidente diverso, più umano: un uomo affranto che deve lasciare andare la sua creatura provando un dolore anche fisico. Quella stessa creatura sulla quale più volte nell’ultimo anno ha messo il cartello “vendesi” per non trovare poi nessun acquirente da lui giudicato all’altezza. Un po’ come un padre costretto a dare la figlia in moglie che non si decide però mai a dare il suo benestare alle nozze perché non ritiene nessun uomo degno di portarla all’altare.

In quei pochi minuti abbiamo forse capito Giorgio Grassi: non un presidente distaccato, ma un presidente quasi morbosamente attaccato al suo Rimini, a modo suo però, perché ognuno è fatto alla sua maniera.

Quelle frasi rotte dalla commozione, quello sguardo velato di lacrime, anche per l’ingiustizia subita dalla sua creatura, non cancellano certo gli errori di questi anni, ma ci fanno avvicinare all’uomo. Un uomo, e questo va ricordato almeno quanto gli errori commessi, che ha riportato la Rimini Calcio dall’Eccellenza al calcio professionistico e che ha mantenuto sana (dal punto di vista economico) la società. Non un’impresa di poco conto in questi tempi.

“Dimenticatemi” ha detto Grassi prima di congedarsi. Perché i presidenti passano, i colori restano. Così come resta la consapevolezza che no, in questa Italia sempre pronta ad accontentare i potenti e a bastonare chi rispetta le regole un altro calcio non è proprio possibile.

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