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lunedì 26 ottobre 2020
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Fu fondata il 1 aprile 1950

La Polisportiva Libertas Rimini compie 70 anni

In foto: Minardi 1952
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 1 apr 2020 00:01 ~ ultimo agg. 17:37
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Era il primo aprile del 1950 (70 anni fa!) quando un gruppo di giovani riminesi, da poco usciti dalla Seconda Guerra Mondiale, diedero vita alla Polisportiva Libertas Rimini. Un atto che in seguito si dimostrò essere un altro tassello importante per la rinascita della nostra martoriata città. Di quel gruppo di “padri fondatori” fecero parte: sen. Gino Silvestrini, rag. Marcello Arcangeli, rag. Paolo, D’Elia, ing. Giorgio Della Biancia, Lazzaro Giannesi, cav. Arnaldo Gobbi, rag. Guiscardo Borsatti. Nel documento costitutivo si dichiarava: “…offrire ai ragazzi un ambiente dove avere una formazione sportiva e in più ritrovo dove il divertimento è possibile rispettando i principi educativi basilari…”

Nel giro di qualche anno venero costituite le sezioni agonistiche di numerose discipline sportive: pallacanestro (la si chiamava ancora così), pallavolo, canottaggio, pattinaggio, baseball (allora palla-a-base), boxe, nuoto, atletica leggera, atletica pesante.

Si trattò dell’impulso fondamentale che fece ripartire e sviluppare lo sport di base riminese lungo gli anni ’50 – ’60 – ’70 – ’80. E bisogna riconoscere alla Polisportiva che in questo modo contribuì a dare lo slancio iniziale a quelle che poi sarebbero diventate alcune tra le grandi storie sportive cittadine: il Rimini Basket in Serie A; gli scudetti del Rimini Baseball; i campioni mondiali del pattinaggio; la grande epopea della boxe riminese degli anni ’70 e ’80; alcuni campioni italiani di atletica leggera. Tutto ciò, senza dubbio, è merito anche di quei ragazzi e di quel “pesce d’aprile” del 1950.

Alla presidenza della Polisportiva si sono alternati nel corso di questi sette decenni: il sen. Gino Silvestrini (1950-52), il geom. Luciano Ugolini (1952-72), il sen. Gino Zannini (1973-82), l’ing. Giorgio Della Biancia (1982-2019) e dallo scorso anno il prof. Davide Monti. Tuttavia la grande colonna portante fu indubbiamente Marcello Arcangeli, la locomotiva delle iniziative, il vero leader lungimirante, dal 1950 fino alla sua morte nel 2012. A lui si affiancarono altre figure straordinarie di dirigenti sportivi come: il prof. Franco Montebelli (per anni presidente della Cassa di Risparmio di Rimini); il prof. Vasco Minardi; l’ing. Marzio Morri; il rag. Filiberto Pioppo; il rag. Silvano Santarelli.

Grazie all’impegno di tutti questi la Polisportiva realizzò (ogni volta con un notevole sforzo economico) anche alcuni impianti sportivi poi consegnati alla disponibilità della città: la pista di pattinaggio al mare; il Centro Olimpia nello Stadio; la palestra per il sollevamento pesi sotto la tribuna lato-Riccione dello Stadio; la rinnovata pista di atletica leggera prima nel 1990 e poi nel 2016; la Palestra Polivalente di via Aldo Moro. E altri impianti sarebbero sorti, se di volta in volta impedimenti burocratici e scarse volontà politiche non avessero bloccato vari progetti purtroppo rimasti nel cassetto.

Però il dato più significativo, toccato nel corso degli anni ’80, resta quello degli oltre 1.800 adolescenti (tra i 9-14 anni) iscritti annualmente ai C.A.S. (Centri di Avviamento allo Sport promossi dal C.O.N.I.) organizzati dalla Polisportiva nelle palestre della città. Era la vera educazione motoria, fondamentale per la formazione psicofisica dei giovani; che viene tanto rimpianta oggi. Poi arrivarono le merendine e i cartoni animati delle tv (le “Generazioni Cristina D’Avena”) a condizionare lo sviluppo dei nostri figli. Una trasformazione epocale che cambiò il mondo dello sport di base italiano e di conseguenza anche il ruolo e la vocazione della Polisportiva; che di lì in poi cominciò a guardare con nuovo interesse allo sport di ritorno (l’agonismo master) e all’attività motoria per gli adulti.

Oggi la Polisportiva continua ad esistere, con la sede ancora nel Centro Olimpia dello Stadio; in un contesto sempre più difficile, per di più esasperato dalle ultime vicende sanitarie, economiche e sociali. Ma il patrimonio ideale di allora resta vivo tra gli attuali dirigenti, così come la volontà di continuare a perpetrare la straordinaria storia della Polisportiva Libertas Rimini.

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