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domenica 24 maggio 2020
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Intervista al Presidente

Budget e impianto, ostacoli insuperabili tra la Omag ed il sogno della A1?

In foto: foto Pietro Masini
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 8 apr 2020 15:08
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All’indomani della Assemblea dei Club consorziati nella Lega Pallavolo Femminile Serie A – che ha sancito la chiusura dei campionati di A1 (scudetto non assegnato, Imoco Conegliano dichiarata vincitrice della Regular Season, e blocco delle retrocessioni) e di A2 (blocco delle retrocessioni e promozione in A1 di Delta Informatica Trentino ed Omag San Giovanni in Marignano), abbiamo raggiunto telefonicamente il Presidente Stefano Manconi – si legge in una nota della Consolini -.

Presidente, si aspettava questa conclusione della Assemblea di Lega?
“Nelle numerose video-conferenze organizzate in queste ultime settimane dal CdA di Lega con i presidenti dei 19 club della A2, l’attenzione si era sempre concentrata principalmente sulla ricerca di una soluzione che bloccasse le retrocessioni e garantisse alle società attualmente in A2 la possibilità di presentarsi ai nastri di partenza della prossima stagione. All’inizio della Assemblea di lunedì pomeriggio ci è stato inviato il documento contenente le proposte che di lì a poco sarebbero state votate dai club ed abbiamo appreso, con grande emozione e non senza un certo stupore, la proposta di promuovere noi e Trento in A1. È importante precisare comunque che quella votata lunedì non è una decisione definitiva, ma la proposta che il Presidente di Lega Mauro Fabris presenterà alla Federazione Italiana Pallavolo, unico organismo con potere di decisione sulla conclusione dei campionati e relative promozioni e retrocessioni”.

Quale è stata la reazione della società a questa delibera della Lega?
“Il primo pensiero è andato alle atlete, allo staff, agli sponsor, a tutti i collaboratori della società, ed ai tifosi. Una promozione nel campionato di pallavolo femminile di A1 e tra le prime 16 squadre dello sport femminile maggiormente praticato in Italia è un traguardo impensabile per un paese di 9.000 abitanti come San Giovanni in Marignano. Ogni persona che ha contribuito a questo incredibile risultato conserverà sicuramente un ricordo indelebile ed andrà orgogliosa per avere messo il sigillo finale ad una scalata imprevedibile che in 7 anni ha portato la nostra società dalla B2 alla A1. Ovviamente, lo stesso sentimento di riconoscenza va a tutti i protagonisti delle promozioni precedenti che hanno lanciato la volata per questo sprint finale. È indubbio che questa promozione sia “anomala” in quanto non ottenuta sul campo. Ma è altrettanto vero che possa essere considerata, e lo stesso concetto vale per le nostre degne rivali trentine, un meritato riconoscimento per una squadra che ha dominato uno dei due raggruppamenti della prima fase a gironi, raggiunto la finale di Coppa Italia, e blindato con un margine di vantaggio considerevole uno dei primi due posti della pool promozione”.

Quali scenari si aprono adesso per la vostra società?
“La Lega ha confermato per noi e Trento una doppia opzione: la possibilità di iscriverci al campionato di A1 oppure, nel caso in cui non si concretizzino le condizioni minime per sfruttare questa opportunità, l’alternativa di mantenere il diritto sportivo per il campionato di A2. Per quello che ci riguarda, i nodi da sciogliere per valutare una iscrizione al campionato di A1 sono due: il budget – che dovrebbe essere più o meno raddoppiato rispetto a quello attuale – e l’impianto – che dovrà avere una capienza di almeno 1.500 spettatori. Chiunque può rendersi facilmente conto che due parametri del genere potrebbero rivelarsi due ostacoli insormontabili, soprattutto in considerazione del fatto che nel medio termine saremo impossibilitati ad uscire di casa, che la quasi totalità delle aziende sono attualmente chiuse, e che le iniziative che avevamo intrapreso alla fine di gennaio contestualmente al nostro ingresso da primi in classifica nella pool promozione sono state inevitabilmente congelate dal dilagare del corona virus”.

Come valuta dal punto di vista sportivo la stagione della sua squadra?
“Per me sono stati sei mesi bellissimi, vissuti a stretto contatto di una squadra che ha dimostrato – al di là degli eccezionali risultati ottenuti sul campo – delle qualità morali straordinarie. L’infortunio della nostra palleggiatrice titolare Ilaria Battistoni a soli 8 giorni dall’inizio del nostro percorso in Coppa Italia (forse il principale obiettivo stagionale della società) ed a poche settimane dall’inizio della pool promozione avrebbe potuto rappresentare un alibi anche piuttosto sostanzioso per affrontare i successivi impegni in maniera passiva e rinunciataria. Ed invece, proprio in una situazione così complicata, la squadra ha fatto quadrato in primo luogo attorno alla nostra giovane e bravissima Asia Bonelli (voglio a questo proposito evidenziare anche il contributo tecnico ed umano garantito da Francesca Saveriano che ha accettato di sostituire Ilaria per la durata del suo infortunio) ed ogni atleta della rosa ha messo a disposizione delle compagne ben più del 100% del proprio potenziale tecnico ed umano per superare Busto Arsizio e Mondovì e centrare la finale di Coppa Italia. Se da un lato sono ovviamente molto dispiaciuto di non avere potuto completare neppure la pool promozione, in particolare è grande il rammarico per non avere disputato nessuno dei due match con Trento e nessuno dei due derby con Ravenna, sono però felicissimo di poter concludere questa stagione con la convinzione che – a parte la trasferta di Busto Arsizio nella pool promozione – la squadra ha ottenuto sul campo sempre il miglior risultato possibile. Anche la sconfitta nella finale di Coppa Italia non mi lascia alcun rammarico per quello che si è visto sul campo: la squadra ha fatto il massimo anche quel giorno e Trento ha vinto meritatamente perché quel giorno è stata più forte di noi e non perché non abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità fare. Il rammarico di aver giocato quella partita senza Ilaria è ovviamente grande, ma è legato appunto alla sua assenza e non alla prestazione offerta in campo dalla squadra in quel momento a disposizione. Personalmente, come sempre mi accade, mi sento molto legato a queste atlete ed a questo staff: il mio augurio finale è quindi che la situazione sanitaria migliori in tempi ragionevoli per permetterci almeno di rivederci e di concludere convivialmente e non tramite contatti virtuali questa stagione solo parzialmente goduta”.

Ecco l’intervista in diretta “a caldo” realizzata da Roberto Bonfantini al presidente della Consolini Volley Femminile, Stefano Manconi:

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