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Basket D e Giovanile

La Dulca Angels Santarcangelo rilancia: oltre mille tesserati. Il 10% di quote a Carasso

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
lun 9 dic 2019 18:27 ~ ultimo agg. 10 dic 09:42
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Gli Angels Santarcangelo rilanciano: oltre mille i tesserati e la volontà di continuare a lavorare con i giovani. Questa mattina conferenza stampa presso l’azienda Dulca, che si conferma main sponsor dell’attività della società gialloblu.

Maurizio Fabbri, presidente Angels Santaracangelo Basket: “Vi voglio dire alcune cose riguardo una miriade di voci che sono venute fuori in questi giorni e in precedenza, che dicono che io e Paolo Carasso stiamo facendo di tutto per portare il Basket Santarcangelo a Rimini. Questo non è assolutamente vero: io sono a Santarcangelo da 35 anni, che voglia portare ora il Basket a Rimini mi sembra un controsenso. Abbiamo fatto sì 18 mesi fa di creare RBR a Rimini, il nostro Cda ha dato il “la” a Paolo Carasso per poter creare questo progetto, ma lo abbiamo fatto per avere il basket in maniera più ampia e più propositiva a Rimini. Però il settore giovanile deve rimanere il fulcro del Basket Santarcangelo a Santarcangelo. Quindi io e Paolo rimaniamo a Santarcangelo. Qualche mese fa ho regalato il 10% delle quote degli Angels a Paolo Carasso, quindi questo dimostra che Paolo Carasso rimane con noi e non va via”.

Roberto Fabbri, titolare di Dulca: “Un anno e mezzo fa è stato ricostruito un percorso per il comune di Rimini nulla togliendo alle realtà periferiche, anzi per tutti i giovani da Miramare a Santarcangelo e così via questa è un’opportunità. È avvenuta per merito del Santarcangelo, ma con questo l’identità del Santarcangelo Basket non viene meno. Sono contento di aver ricandidato la Dulca come sponsor principale del Santarcangelo, a noi non interessa una visibilità nazionale, siamo ripartiti dalla D. Siamo contenti di essere questa palestra importante per i giovani”.

Paolo Carasso, responsabile Settore Giovanile Angels e ora anche socio: “Innanzitutto voglio ringraziare Maurizio, che mi ha omaggiato del 10% di una società storica come il Basket Santarcangelo. Ho accettato con grande entusiasmo, portando molto rispetto per quello che Maurizio ha fatto per il basket a Santarcangelo, per gli investimenti, ma soprattutto per la vision che ha avuto: ha sempre messo i ragazzi ed il settore giovanile al primo posto. Ho accettato sapendo che mi lego a vita al Basket Santarcangelo. È vero che a Santarcangelo è nata l’idea e si è dato vita a quel bellissimo progetto che è RBR. Prima di iniziare lo abbiamo studiato a tavolino con Maurizio, con grande rispetto per quello che abbiamo fatto e stiamo facendo a Santarcangelo. Abbiamo tantissimi sponsor che partecipano al progetto RBR, ma non hanno fatto venire meno una risorsa al Basket Santarcangelo. Il capofila è stata questa magnifica persona che è Roberto Fabbri, con Dulca: è stato il primo ad accettare e ha capito e sposato quella che è la mission. Ma sono tanti altri: Fisiokinetica, Nuova Cei, Poliambulatorio San Gaudenzo, Medical Center Misano World Circuit e non vorrei dimenticare altri. La volontà e la mission del Santarcangelo non cambia: noi vogliamo creare giocatori di pallacanestro. Il Basket Santarcangelo oggi ha prodotto 38 ragazzi che giocano dalla serie D alle serie superiori: abbiamo un giocatore che gioca in Legadue, 11 giocatori che militano in serie B, due giocatori che giocano in C Gold, sei in C Silver e 18 in serie D. Con RBR vogliamo dare la possibilità ai giovani di vivere due step: uno a Santarcangelo, poi in serie B o in una Legadue a Rimini. In questo momento il Basket Santarcangelo ha 176 tesserati per il settore giovanile, 192 nel minibasket, più 38 in giro, in totale 406 ragazzi, abbiamo in aggiunta 440 tesserati di Fluxo e 162 tesserati del centro estivo. In totale il Basket Santarcangelo nella passata stagione ha superato i mille tesserati, e non è una polisportiva. In tutta la Romagna non esiste una società sportiva che fa questi numeri. Abbiamo 16 allenatori, 14 istruttori di minibasket e due preparatori fisici. Abbiamo grandi professionisti come Larry Middleton, Marco Miriello, la nostra punta di diamante che è Massimo Bernardi, e il nostro allenatore della prima squadra Riccardo Badioli, con il quale stiamo facendo un difficile campionato di D”.

Alice Parma, sindaco di Santarcangelo: “Il progetto è molto chiaro: credo che l’attenzione fondamentale della pubblica amministrazione in generale debba essere sui giovani. Non lo dico solo al basket, ma lo dico ovunque vada perché il futuro delle prime squadre si gioca sulle potenzialità e su quanto investimento fai sulle giovanili. Qua abbiamo cercato di aprire e di dare delle possibilità: credo ci siano tanti ragazzi che hanno una passione dentro e che vedono la realizzazione di quella passione purtroppo lontano dalla famiglia, verso magari le grandi città italiane. Poter pensare che nasci e cresci all’interno di un comune e all’interno della tua provincia puoi trovare l’opportunità di giocare una partita soddisfacente con i tuoi amici che ti vengono a vedere secondo me è una sfida molto grossa da giocarsi in questo territorio. Per cui credo sia determinate il lavoro sui giovani per dare una possibilità reale, non solo per arrivare alla prima squadra, ma la possibilità di crescita in ruoli diversi all’interno di una società”.

Maurizio Fabbri: “Voglio ringraziare il nostro allenatore che sta portando i nostri giovani a un livello importante e penso che alla fine del campionato saremo in serie C”.

Sarà possibile una collaborazione tra Angels e Santarcangiolese?
Alice Parma: “Io auspico collaborazione, sempre”.
Roberto Fabbri: “Da sponsor dico: abbiamo cercato di evitare fino all’ultimo che a Rimini ci fossero due squadre, siamo riusciti a farne due a Santarcangelo. Credo sia una dispersione inutile. La Santarcangiolese non ha un vivaio. Per me sarebbe utile ci si ricongiungesse”.
Paolo Carasso: “La prima squadra noi la facciamo. Da una parte ci sono oltre mille tesserati, dall’altra ce se sono 15-20”.
Maurizio Fabbri: “Sono successe delle cose un anno e mezzo fa che in questo momento a me e agli altri dirigenti della società impongono di aspettare un po’. Bisogna fare una bella chiacchierata prima di poter collaborare nuovamente con le persone dell’altra società”.

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