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Sardine e paganelli

di Giovanni Tonelli   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 20 nov 2019 16:31
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Così dopo Bologna e Modena sarà Rimini ad ospitare il terzo flash-mob ittico della storia. Mentre scriviamo queste poche note è ancora martedì, ma sui social è già partito l’ennesino tam-tam che radunerà almeno qualche migliaia di “sardine” in piazza domenica 24 novembre, quando è previsto l’arrivo di “capitan” Salvini per la inaugurazione della nuova sede della Lega in via Bonsi.

E sarà un tris. Dopo i 10-12.000 di Bologna e i 6/7.000 di Modena, è lecito attendersi non gli stessi numeri, ma un’importante, spontanea, mobilitazione.

L’obiettivo chiaro del movimento è frenare la conquista della destra in Emilia Romagna e anche sfottere un poco il “capitano”, ridimensionando i numeri e le “narrazioni”, a disposizione di media compiacenti, di conquista certa della “Regione rossa”.

Le sardine, dicono i ragazzi promotori delle iniziative, si uniscono in branco e insieme non hanno paura del pesce più grosso. Si autoconvocano via social con la metafora scherzosa del pesciolino, senza organizzazione e senza fondi.

Si dichiarano un gruppo volontario e spontaneo, apartitico (non apolitico, è ovvio!), senza bandiere, né particolari insulti, com’è un po’ di moda oggi. Il loro primo obiettivo  è ritenere inaccettabili le idee propagate dalla Lega.

Chi partecipa certamente un’idea politica ce l’ha.  Molti simpatizzano o votano PD e ci sono pure rappresentanti della sinistra del M5S, ma anche del mondo cattolico. A molti semplicemente non piacciono le idee di Salvini.

Il Pd guarda dall’esterno, si frega le mani, felice per questa grazia inaspettata, plaude anch’esso su Twitter o Facebook , ma sta bene attento a non interferire. Tutto ciò lo aiuta, ma sa che mettere il cappello su di una iniziativa del genere significherebbe l’evaporazione, la dissoluzione immediata del movimento e dei benefici che gliene possono derivare.

Salvini, per ora, ne è rimasto sorpreso, come pure la grancassa mediatica che lo sostiene. Il contrattacco dei suoi media è ancora confuso, ma certamente la macchina del consenso che sostiene il “capitano” qualcosa escogiterà, in fretta.

I toni del Matteo e della candidata alla Regione Lucia Borgonzoni per ora sono morbidi: “Gli slogan delle sardine sono un passo avanti. Una volta, e nemmeno tanti anni fa, in Emilia ci tiravano le pietre”.

A Rimini, Salvini ha detto che “in piazza ci vado anch’ io con loro. Io vado a proporre. Queste sono piazze contro, io vengo a Rimini per e non contro. Le piazze contro sono rispettabili e sono curioso di sapere qual è la proposta”.

Ma le sardine di proposte, per ora, intendono averne solo una: difendersi insieme da chi se le vuol mangiare in un sol boccone.

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