sabato 17 agosto 2019
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In foto: Cioffi, Grassi e D'Agnelli
di Icaro Sport   
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sab 20 lug 2019 10:16 ~ ultimo agg. 21 lug 17:14
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È il giorno della presentazione del nuovo mister del Rimini FC, Renato Cioffi, nella sede. Presentato anche il nuovo direttore sportivo, Rino D’Agnelli.

La presentazione sarà trasmessa anche su Icaro TV (canale 91) questa sera alle 23:00 circa.

il presidente Giorgio Grassi è il primo a parlare e conferma l’avvenuto passaggio di quote all’imprenditore italo-americano Massimo Nicastro. “Si è concretizzata la vendita del 30% delle azioni al gruppo Nicastro e ci sono una serie di step che prevedono entro la fine del campionato ulteriori quote, naturalmente legate all’osservanza di quanto stabilito nel preliminare firmato. Posso affermare che si tratta di una vendita che è nell’interesse del Rimini per il futuro: con Nicastro c’è stata una sintonia assoluta. La sintonia nasce dal fatto che sapendo che è un imprenditore italiano che vive per buona parte del tempo in America abbiamo parlato in inglese. Sei giorni dopo la nascita di mio figlio andavo in America e aprivo una filiale, da quel momento i miei interessi sono anche in America. Ho capito che con un uomo come lui, un “bocconiano” che ha un curriculum altissimo, possiamo parlare la stessa lingua e siamo andati molto rapidamente a un accordo che secondo me farà molto bene al Rimini. Io rimango in società con il 70% delle quote”.

Ed è ecco il nuovo condottiero del Rimini, Renato Cioffi. “Quello che mi preme dire è non essere prevenuti nei miei confronti perché le persone vanno prima conosciute. Nei 18 anni della mia carriera ho lavorato solo nel centro-sud Italia, ma a 35 anni avevo già vinto tre campionati. Qualcuno potrebbe dire: e gli ultimi anni? Sicuramente ho fatto degli errori, sicuramente ho sbagliato qualcosa, ma quello che posso dire e affermare con orgoglio, e ho scritto anche sul mio profilo whatsapp “a testa alta”, è che non ho mai voluto essere collegato a tutti questi faccendieri del calcio che per allenare li aiutano… e non fatemi dire altro. Siccome io sono testa dura e non voglio compromessi sono rimasto da solo. Per poter allenare tra i professionisti ho dovuto vincere e a 36 anni avevo già il patentino di prima. Io due volte in carriera sono stato esonerato”.

Il nuovo tecnico racconta il suo legame col Rimini, nato con l’approdo in biancorosso di Nando De Napoli. “Rimini l’ho seguita dal lontano 1982 perché è venuto a giocare un mio conterraneo: Nando De Napoli, che giocava con mio fratello nella Primavera dell’Avellino. Mi sono appassionato un po’, l’ho seguita. Poi qui è venuto a giocare un mio carissimo amico: Alessandro Mastronicola, a cui voglio molto bene, è un ragazzo d’oro. Col fatto che c’era lui ho ricominciato a seguire questi colori. Poi c’è stato Gianmarco Tedesco, che ho fatto esordire in C insieme a Ciro Immobile, è venuto a vincere il campionato di serie D qui con allenatore Marco Cari, che è stato anche un mio allenatore. Quando poi ero a Bellaria, e ci sono stato per tre mesi e mezzo, spesso venivo a vedere il Rimini. Devo dire la verità: quando sono venuto allo stadio ho visto voi tifosi biancorossi fare le collette, e una l’ho fatta anch’io, per poter portare avanti la squadra. Ora che c’è una società che ha portato la squadra dai dilettanti nei professionisti senza fare debiti dico: “teniamocelo stretto questo presidente perché in giro così ce ne sono pochi”. Oggi fare la Lega Pro non è facile, è forse il campionato più dispendioso. Io dico che tutte le persone come il presidente qui presente vanno coccolate perché tanti sono chiacchieroni, poi alla fine vengono meno. Cerchiamo di stare tranquilli tutti quanti. Io quello che posso promettere è il massimo dell’impegno. Dateci un po’ di tempo, siamo in ritardo. Domani partiamo per il ritiro, ma non sono due settimane piene perché la domenica c’è la Coppa Italia, che noi non potremo affrontare al massimo. Nessuno ci terrà a perdere però io devo pensare a preparare la squadra per il 25-26 agosto, quando inizierà il campionato. Io spero che la società mi segua negli acquisti per fare una squadra che ci faccia divertire. L’unico che al cento per cento vuole vincere nonostante gli errori è il tecnico. Sono venuto qui anche a rimettermi in gioco. Quello che chiedo a voi tifosi è di darci una mano. Solo con voi possiamo raggiungere l’obiettivo. Migliorare quello che è stato fatto nell’ultima stagione, questo secondo me è il nostro obiettivo”.

Cioffi racconta com’è arrivato a Rimini ed il suo “credo” calcistico. “Penta ha fatto il nome, poi ci siamo visti con il presidente. I nomi siccome siamo in campagna acquisti e se si fa un nome non il giorno dopo ma dopo un’ora arriva un’altra squadra sopra è meglio non farli. Ieri ho fatto il primo allenamento, stasera ne ho un altro che mi serve anche per valutare certe situazioni. Oggi da quello che ho visto in generale servono giocatori in determinati ruoli, per essere funzionali al mio credo. Il mio sistema di gioco inizialmente sarà il 3-5-2 perché secondo me negli ultimi tempi può essere un sistema molto equilibrato. Io nasco col 4-3-1-2, quindi non mi fossilizzo su un solo sistema. Siccome adesso ho la possibilità di ricominciare preferisco questo sistema, che mi ha dato buone soddisfazioni. Ci ritroviamo in rosa giocatori che secondo me sono bravi ma poco confacenti al sistema che voglio adottare. Se si fanno scelte in uscita è in entrata è solo perché vogliamo giocatori funzionali al sistema. Adesso è venuto il direttore sportivo e cercheremo di fare in fretta per cercare di allestire una squadra che ci possa fare stare tranquilli, perché secondo me il girone B quest’anno è il più difficile”.

Sergio Cingolani ufficializza il nuovo DS, proveniente dalla Vastese. “Il direttore sportivo è Rino D’Agnelli, che ci dovrebbe raggiungere a breve”.

Riprende Cioffi: “Siamo tutti in valutazione al di là del nome e del curriculum. Tutti vanno valutati. Però secondo me in questa rosa ci può essere pure qualcuno da rivalutare, che magari è stato messo da parte o che non era funzionale ad un altro tipo di gioco. Quelli che sono in prova devono dimostrare di valere il Rimini, chi vuole andare via è meglio lo faccia subito, io non trattengo nessuno”.

I giocatori stanno accusando questi rumors a livello societario? “Io ho parlato con i giocatori: di questa situazione non hanno colpe loro e non ne ho io. Dobbiamo trovare la giusta quadra. Siamo in ritardo, lo sappiamo, dobbiamo fare un corso accelerato per cercare di mettere i cocci a posto. Mi auguro che la maggior parte resti perché vuol dire che si sono messi a disposizione e hanno capito quello che voglio io. È inutile che rimarchiamo questa situazione sempre”.

Grassi su cosa farà la società con Nicastro. “Stiamo lavorando per internazionalizzare il brand Rimini. Ci sono tante cose, ma aspetterei quando Nicastro tornerà in Italia per sentire da lui cosa si aspetta da questa operazione. Io non sono un imprenditore del calcio, come magari non lo è lui, ma quando si gestiscono tante società penso sia normale pensare ad altri strumenti. Quello che dovevamo capire è se eravamo in sintonia. Per Rimini è una novità assoluta perché è la prima volta che arriva un socio importante, con la sua esperienza. Finora i soci venivano poco più in là del Rubicone”.

Sul ruolo di Penta. “Nicola Penta è stato il facilitatore di questa operazione – continua Grassi -. È l’uomo di fiducia di Nicastro, completato il closing di questa operazione lui rientrerà a fare le cose che ha sempre fatto, recentemente ha fatto pochissimo calcio. Io faccio le cose con un imprenditore etico. Perché non ho ceduto l’intera società? Perché secondo me i tempi non erano maturi ed era giusto che accompagnassi in questa transizione, ma il mio tempo come maggiore investitore del Rimini e presidente è già definito”.

Sul budget per la stagione alle porte. “Abbiamo guardato anche questo, stiamo vedendo le necessità. Abbiamo riflettuto sull’organizzazione complessiva del Rimini, ma c’è anche su questo la volontà di fare gli investimenti necessari per migliorare la squadra. La cosa su cui siamo perfettamente d’accordo è che Nicastro vuole partire dal rafforzamento del settore giovanile, questo è il primo obiettivo. Lui vuole portare attraverso il suo scouting ragazzi a Rimini e puntare fortissimamente sulle valorizzazioni e sulla crescita dei giocatori”.

Ha lasciato le scelte di mercato al socio di minoranza? “Questa è una vostra interpretazione – risponde Grassi -. Io domani salirò sul pullman con tutto lo staff e passerò domani e dopodomani con la squadra. Sono pienamente nel controllo di tutti gli avvenimenti”.

Cioffi sull’utilizzo dei giovani e l’obiettivo. “Non dobbiamo imporre i giovani. Se siamo bravi a trovare le quote nei posti giusti, i giovani giocheranno. Dobbiamo migliorare il campionato appena concluso, poi se siamo bravi non ci poniamo dei limiti”.

Nell’ultima stagione una delle cose che ha funzionato meno è stato l’attacco. Cosa serve davanti? E chi vorrebbe rimanesse? “Parlo soprattutto di quelli che conosco già da tempo, non direttamente, ma che ho visionato. Sicuramente Ferrani e Palma. Poi questa è una squadra che ha bisogno di esterni per fare i quinti, in questa squadra ce ne sono pochi. Tranne Silvestro, che ha questa caratteristica, gli altri vanno cercati. Poi serve qualche centrocampista e un attaccante. Se poi a qualche attaccante in rosa verrà il mal di pancia vuol dire che anziché uno ne dovremo prendere due o tre. Dobbiamo andare anche ad incidere sulla formazione dei portieri. Noi dovremo essere 20 più i tre portieri, questo sarebbe l’ottimale. Spero anche che qualcuno del settore giovanile possa arrivare in prima squadra”.

Grassi, come riconquistare i tifosi? “Il sindaco ha fatto un bel comunicato in cui ha detto che ho raggiunto gli obiettivi. Questa croce è diventata pesante e ho dovuto cercare qualcuno che alleviasse questo peso, difficile da sopportare per me e la mia famiglia. Dobbiamo lavorare perché i conti alla fine quadrino, dobbiamo capire che in una città il tifo è fondamentale. Nelle tariffe per la campagna abbonamenti abbiamo anche ridotto i prezzi. Ora che io sia amato, odiato o detestato fa parte delle emozioni, però io tutto quello che potevo fare per la categoria, per il Rimini, per far contenti i giocatori l’ho fatto. La mia figura di presidente e imprenditore qui a Rimini cambierà radicalmente quest’anno. C’è di mezzo la mia persona, che è più importante di tante cose, del tifo, della passione. Io metto l’unico carburante, che sono i soldi. È chiaro che il Rimini vorrebbe acquisire la cittadella dello sport perché è funzionale al progetto. Se non dovesse concretizzarsi la Gaiofana comunque noi sposteremo la nostra attività verso la zona sud, dove abbiamo campi in gestione”.

Cioffi sul manto in sintetico del Romeo Neri. “Il sintetico del “Neri” è un problema. Lo stadio deve essere il nostro fortino. Bisogna migliorarlo, questo può essere un problema”.

Arriva in corsa (poco dopo le 13) anche il nuovo DS, Rino D’Agnelli. “Noi allestiremo una squadra sicuramente competitiva, ovviamente dovremo fare un mercato intelligente, ma non ho paura. I giocatori li conosciamo, il mister lo conosco e so cosa può dare, la piazza è tra le più importanti di serie C. Posso dire che farò il massimo per portare in alto il Rimini. Sicuramente faremo un campionato dignitoso. È un cantiere aperto, Rimini la conosco ma ancora la devo capire. Noi ce la metteremo tutta. Una delle caratteristiche richiesta ai giocatori, condivisa con il mister, è che siano pronti sì dal punto di vista tecnico e tattico, ma soprattutto mentale. Se qualcuno non è contento di rimanere a Rimini è libero di andare via. Se non ci sono preclusioni di altro genere, che io non so e devo conoscere, dal punto di vista tecnico, tattico e mentale, se il mister dice sì per me non ci sono preclusioni per nessuno”.

Cioffi conferma. “Per il lato tecnico non abbiamo preclusioni”.

Sul budget. “Un budget mi è stato detto, oggi abbiamo una riunione – riprende D’Agnelli. Il concetto è sempre come fai mercato: noi dobbiamo fare un mercato intelligente, però posso dire che dal mio punto di vista possiamo dire che noi faremo una formazione competitiva, nonostante il girone sia importante. È vero che i nomi non hanno mai vinto le partite, noi cercheremo di allestire una squadra competitiva. Le partite le puoi anche perdere, ma con dignità perché i tifosi vanno rispettati”. 

Infine, entrambi fanno chiarezza sul ruolo esercitato da Nicola Penta in relazione al loro arrivo a Rimini. Cioffi: “Io conosco Nicola Penta e ci vado anche d’accordo, però dire che siamo figli di Penta mi sembra un po’ esagerato. In 18 anni ho lavorato in tanti posti. Adesso c’è stata questa situazione. Tra tanti nomi ha messo anche il mio nome”.

D’Agnelli: “Io ero stato già contattato dal presidente Grassi, che poi ha scelto Cangini”.

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