martedì 15 ottobre 2019
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di Redazione   
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gio 14 mar 2019 12:39 ~ ultimo agg. 13:23
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Sull’addizionale Irpef i sindacati controreplicano all’Amministrazione Comunale (vedi notizia) e annunciano un presidio di protesta per martedì prossimo con orari e modalità ancora da definire. “Era da attenderselo – premette una nota congiunta di CGIL, CISL e UIL L’amministrazione Comunale di Rimini sentendosi sotto attacco sul fronte dell’aumento dell’addizionale Irpef colpisce a destra e manca e a testa bassa, mettendo in piazza, come ora usa fare, soprattutto sui social media, mail, telefonate e messaggi vari” (il riferimento è a una mail del segretario UIL, ndr).

I sindacati rinnovano l’accusa di mancata volontà di confronto: “Noi vogliamo continuare a discutere nel merito delle questioni, e il merito è che l’Amministrazione Comunale non ha e non ha mai avuto interesse a mantenere positive relazioni sindacali, non ha e non ha mai avuto, al di là delle formalità, alcun interesse reale a confrontarsi con le organizzazioni sindacali su alcuna voce del Bilancio comunale, dagli investimenti, al reperimento delle risorse, ai temi ambientali, del lavoro, dello sviluppo, dell’inclusione sociale, dei problemi delle fasce più deboli della popolazione. Purtroppo, l’euforia della disintermediazione non ha lasciato indenne neppure il nostro territorio”.

“E’ una questione di merito, per noi, il fatto che quando c’è bisogno di reperire risorse non si vada ad attingere alla solita platea dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. E’ più facile chiedere 1 euro a mille persone povere piuttosto che mille euro a una persona ricca, è più facile, lo sappiamo, ma non è giusto. Lo abbiamo ripetuto: è una scelta iniqua, ed è per questo che non siamo d’accordo con l’aumento dell’Addizionale Irpef. Governare è un esercizio difficile e quando si prende la strada più corta per risolvere i problemi è facile sbagliare. Chiedere soldi ai lavoratori dipendenti e ai pensionati su cui già grava il 74% del gettito Irpef, a nostro parere è sbagliato. Proposte alternative le abbiamo avanzate, da una ancor più efficace lotta all’evasione, all’aumento della tassa di soggiorno proporzionata alla tipologia di albergo, un’entrata alla quale concorrerebbero i turisti che già usufruiscono di tanti servizi pagati dai cittadini del territorio”.

Un’ultima annotazione sui toni della risposta dell’Amministrazione: “Abbiamo scritto nel titolo del comunicato precedente “non siamo il bancomat del Sindaco”. Ma davvero il Sindaco ha pensato che volessimo accusarlo di intascare egli stesso i soldi dell’Irpef come si percepisce nella nota del Comune? Se fosse così farebbe bene il Sindaco a denunciarci. Se non è così, da una nota ufficiale del Comune capoluogo ci aspetteremmo risposte rispettose e non stizzose battute”.

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