mercoledì 21 agosto 2019
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Il presidente se ne va

Simone Pillisio lascia i Pirati

In foto: Brasini e Pillisio
di Roberto Bonfantini   
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gio 17 gen 2019 18:13 ~ ultimo agg. 18 gen 18:10
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Simone Pillisio lascia i Pirati. A comunicarlo è lo stesso ora ex presidente del Baseball Rimini in una lunga intervista rilasciata al gruppo Facebook Il Bar del Baseball. Che il rapporto con la piazza riminese si fosse incrinato era piuttosto evidente, anche dalle reazioni dei tifosi all’esonero di Paolo Ceccaroli, ma resta la grande sorpresa (come nel caso del “Ciga”) per la tempistica della scelta.

Nessuna nota ufficiale da parte della società neroarancio.

Si vocifera di un interesse di Pillisio per il Nettuno City. Ma la domanda che più interessa agli appassionati del batti e corri riminese è “cosa ne sarà ora della società neroarancio?”

“Con Paolo Ceccaroli ci siamo lasciati in perfetta tranquillità, non è successo nulla di grave, ma come due persone civili abbiamo terminato un rapporto lavorativo – dice Pillisio -. Le motivazioni sono strettamente riservate alla società, al presidente e a Paolo Ceccaroli. Non mi sembra che Ceccaroli abbia portato lamentele di nessun tipo, anzi lo ringrazio per il lavoro svolto e non abbiamo avuto nessun problema per la risoluzione del rapporto”.

“Quanto alla mia avventura trascorsa per un anno nel club di Rimini vorrei mettere in evidenza che io il 9 dicembre 2017 presi il Rimini perché c’era una mia voglia di cambiare ma anche un’emergenza nella quale un club come Rimini, condotto dal mitico presidente Zangheri per 42 anni, era in una situazione nella quale ad ore per non dire a minuti stava per chiudere. Io sono arrivato e ho salvato questa società con dei buoni propositi, per lavorare bene per un periodo abbastanza lungo, invece le cose per l’opinione pubblica non vanno così perché sono stato anche solo per Ceccaroli ampiamente discriminato, insultato, non riconosciuto come presidente del Rimini, minacciato. Non è vittimismo. Le minacce non mi hanno spaventato per nulla. Emerge chiaramente che io a Rimini non sono una persona molto simpatica, non sono ben visto e me ne faccio una ragione”.

“Vorrei portare due numeri: a proposito dell’impegno svolto con grande dedizione a Rimini a 400 km di distanza: il sottoscritto ha investito, non dico che l’ho fatto tutto da solo perché qualcuno mi ha aiutato, 411.010 euro. Questo è il risultato di una somma investita per allestire una squadra altamente competitiva. Tutti sono a conoscenza che Rimini l’anno scorso ha potuto competere in tre competizioni: Coppa Italia, Coppa Campioni e Play off, perdendo la semifinale con Parma. Abbiamo presentato sul diamante un roster di altissimo livello, purtroppo non abbiamo raggiunto nessun traguardo. Abbiamo costruito un ristorante che viaggia 365 giorni l’anno, dando lavoro a dieci famiglie. Abbiamo risanato tutta una serie di situazioni burocratiche a partire dalla piantina del catasto. Abbiamo ristrutturato quel roster con il quale abbiamo ben figurato. Tutto questo fatto in due/tre persone impiegate a tempo pieno: Paolo Illuminati, che ringrazio davvero tanto perché ha lavorato per 16 ore al giorno da Torino, Ciro Esposito, che è una persona esterna al baseball, però credo abbia reso un grande servizio allo stadio ai partecipanti a tutte le partite sia dello Junior che della prima squadra, il signor Garbella, che è il babbo di due giocatori e che quando aveva tempo pitturava qualcosa all’interno dello stadio, ed il sottoscritto, che da presidente ha cercato di fare del suo meglio. Hanno lavorato poi Paolo Siroli, quando poteva, e il segretario Tiziano Pellegrini. Non abbiamo avuto tantissimo tempo per organizzare una struttura societaria e quindi non abbiamo potuto essere competitivi sotto altri profili come può essere competitivo un gruppo di tante persone”.

Pillisio attacca prima l’amministrazione comunale. “Abbiamo ricevuto davvero pochissima attenzione dall’amministrazione comunale. Io ho visto le autorità quando feci l’accordo e poi non li ho più visti. Non li ho mai visti a una partita e non li ho visti a una convocazione se non un mese fa. Tutto questo alla fine della fiera rappresenta il panorama di una delle società più importanti d’Italia, presente a Rimini. Mi aspettavo di trovare una situazione differente. Qui luccicava parecchio ma non c’era l’oro, c’era qualche lampadina qua e là”.

Poi nel mirino finisce il “riminese”. “Non ho trovato collaborazione da parte del riminese, che è un cittadino che ha una serie di diritti ma nessun dovere. Il riminese si presenta allo stadio, pretende di vedere uno spettacolo di una certa importanza e pretende addirittura di non pagare il biglietto. Abbiamo avuto la bellezza di 39 abbonamenti. È una vergogna. E un picco massimo di 371 paganti nelle finali play off. Anche questo è un sostegno veramente misero per una società campione d’Italia”.

In chiusura l’annuncio: “La mia avventura al Rimini Baseball è terminata. Per rifare il campionato 2019 credo che qualcuno dovrà tirarsi su le maniche in maniera umile. Nelle prossime ore o nei prossimi giorni non risponderò a nessuno. Dicano che ho rovinato Novara, ma ricordo che a Novara quando sono andato via c’era un’eredità, dicano che oggi ho rovinato Rimini, di quel che sarà il mio futuro interessa a me e a chi collaborerà con me. Faccio tanti auguri alla società del Rimini Baseball: buon campionato, buona coppa dei Campioni, buono sport!”

 

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