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sabato 4 aprile 2020
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Il nuovo allenatore

È Marco Martini il nuovo allenatore del Rimini FC. Grassi: "Se retrocediamo lascio"

In foto: La stretta di mano tra Martini e Grassi
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
lun 21 gen 2019 09:51 ~ ultimo agg. 22 gen 21:47
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È Marco Martini, già vice di Muccioli, Righetti e dello stesso Acori, il nuovo allenatore del Rimini.

Apre l’incontro di presentazione del nuovo mister il presidente Giorgio Grassi: “Abbiamo 18 persone che lavorano nel settore giovanile, che abbiamo ricostruito, quattro persone nel commerciale, dodici nello staff e 25 giocatori: somma 65 persone a libro paga.
Il 5 maggio si deciderà il destino di questa società: se il Rimini retrocederà io non andrò avanti. Tutti i giocatori si svincoleranno, il settore giovanile pure e darò la società al primo che passa, come hanno fatto altri prima di me. L’allenatore è uno dei 65 dipendenti di questa società, è il più importante perché dipende da lui se il 5 maggio saremo ancora in C. Finora io ho scelto con la ragione, ho visto che c’era una deriva inarrestabile. Molti di voi dicevano che stavamo andando benissimo, da sabato siamo in zona play out per la prima volta. Ritorno con uno spirito della battaglia tipico della mia vita e non mi fermerò.

Quando mi sveglio alle 5 di mattina io penso al Rimini e che i fatturati della mia azienda sono in leggera retrocessione. Rimini è più importante di me e di voi. Rimini deve andare avanti, dobbiamo avere l’orgoglio di ricompattarci e di pensare a salvarci. Non dimenticate che Rimini con 150mila abitanti non ci ha dato uno sponsor per la prima maglia: mancano 100mila euro anche lì”.

Pentito dello sfogo di qualche giorno fa? “Ho fatto bene perché abbiamo fatto una buona partita a Trieste, ma non abbiamo tirato in porta. Non credo che sia decisiva Trieste alla fine. Noi siamo la squadra che ha fatto peggio in trasferta in tutta la C e credo si ritenga che non sia quello il manico giusto”.

Grassi fa un passo indietro: “Ci potevano essere altre soluzioni: prima di Acori avevamo parlato con Marcolini. Non mi sembra che l’Albinoleffe abbia fatto chissà cosa. Il rischio era di far entrare un volto nuovo in un gruppo “stressato” da due cambi. Martini invece conosce questo gruppo da un anno e mezzo, ha il patentino, ha un passato da calciatore, è apprezzato: i ragazzi sanno con chi hanno a che fare, e sarà nelle condizioni di mettere in campo la squadra nei ruoli più congeniali”.

Il paragone del giorno è quello del vigile del fuoco che interviene per spegnere un incendio. “La scelta del pompiere, la mia scelta è che lui in quella casa che brucia ha la famiglia”.

Sulla scelta di Acori. “Tornando indietro la rifarei. In quel momento ho guardato il suo score ed il suo entusiasmo. Parecchi mi avevano detto: “se vuoi fare una scelta per la piazza va bene, per altro non è detto”. Quanti di voi quando abbiamo fatto le scelte della territorialità mi ha detto che con qualche piccolo innesto questa squadra si sarebbe salvata tranquillamente? Nessuno mi ha detto invece che con questa squadra avremmo avuto qualche problema”.

Sull’arrivo in attacco di Piccioni. “Piccioni ci ha detto che sarebbe venuto anche a piedi, che per lui sarebbe stata la città ideale ed è venuto anche a condizioni economiche particolarmente vantaggiose”.

Non è stata la difesa a quattro a decretare l’uscita di scena di Acori. “C’è stata una pacatissima analisi – è sempre Grassi a parlare -. Non ci si lascia per un modulo. Gli allenatori devono tenere in mente le caratteristiche dei giocatori. Mi era stato detto da una persona di fiducia che Acori era una persona duttile, che non avrebbe avuto problemi ad adattarsi”.

Prende poi la parola il nuovo condottiero del Rimini, Marco Martini: “In questo momento devo rimanere equilibrato. Ringrazio le persone con cui ho lavorato, che mi hanno preceduto e delle quali ho la massima stima. La responsabilità è elevata, non ho esperienza, il campo me la potrà dare e devo avere la capacità di rimanere equilibrato. Il focus in questo momento è la partita di domani, è talmente ravvicinata… è quello l’obiettivo sul quale dobbiamo focalizzare le nostre energie”.

Si aspettava la “promozione” a capo-allenatore? “Non me l’aspettavo, ma in questo momento non ho tempo per pensare a queste cose. In questo momento devo cercare di tenere tutti presenti, tutti all’erta e cercare di rimanere uniti per un obiettivo. Non possiamo disperdere energie perché è un momento delicato, certo di grande entusiasmo da parte mia: sono alle stelle”.

Che Rimini vedremo in campo? “Non ho preferenze di modulo. Devo capire le caratteristiche dei giocatori. Il massimo che posso fare è salvaguardare l’equilibrio nello spogliatoio e nel campo. Chiedo di avere il massimo di concentrazione e di attenzione perché affronteremo una squadra forte”.

Martini fa capire però che la difesa tornerà a tre. “Con Acori in certi momenti ci siamo confrontati, abbiamo parlato tutti i giorni”.

Sul differente rendimento tra casa e trasferta. “La spiegazione non è così semplice da dare. Se ci fosse una spiegazione a questo avremmo già trovato il rimedio. Credo la componente emotiva sia determinante sul rendimento fuori casa. Dobbiamo lavorarci, sabato abbiamo una trasferta impegnativa a Pordenone”.

Che rapporto avrà con lo spogliatoio, visto che già lo conosce da viceallenatore? “Sicuramente i rapporti si creano per empatia. Io non ho mai giustificato i giocatori perché devono pensare ad essere professionisti e a fare quello per cui sono pagati. Ho cercato sempre di non creare alibi. Creare un buon rapporto secondo me è utile, ma non sono un loro amico”.

L’appello ai tifosi: “Credo che per chi voglia bene al Rimini sia un momento per aggregarsi. I giocatori hanno bisogno perché sono persone che hanno valori tecnici, ma anche umani. Tutto l’ambiente credo sia un discorso produttivo per il Rimini per fare qualcosa d’importante”.

Buonaventura sarà convocato. “Assenti Petti per squalifica, Cavallari per infortunio. Badjie l’Atalanta dovrebbe riprenderlo per fine prestito. Per il resto voglio convocare tutti perché è un momento di assoluta compattezza. Credo che in questo momento sia meglio tenere tutti dentro per fare il meglio per il Rimini”.

Cosa chiede ai suoi giocatori? “Chiedo ai ragazzi di mettere qualcosa in più”.

Lo staff tecnico, per quanto concerne preparatore atletico e allenatore dei portieri, resterà invariato.

Grassi chiude su Guiebre: “Mi dispiacerebbe, ma se dovesse andare via vorrebbe dire che le contropartite sono di nostro gradimento”.
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LA NOTA DEL RIMINI FC
È Marco Martini la guida tecnica scelta dal Rimini F. C. per sostituire mister Leonardo Acori esonerato ieri, l’indomani del ko di Trieste. Il nuovo allenatore biancorosso è stato presentato questa mattina dal presidente Giorgio Grassi durante una conferenza stampa, come di consueto densa di contenuti, svoltasi nella sede di via XX Settembre. Partiamo dalla questione prettamente tecnica.

“Siamo la squadra con il peggiore score in trasferta di tutta la Serie C – ha affermato Giorgio Grassi, ci può stare si ritenga necessario cambiare l’uomo al timone. Da sabato siamo in zona play-out, ho visto una deriva inarrestabile e ho deciso. Una scelta condivisa con i collaboratori, sarà il campo a dire se è stata la scelta giusta, noi siamo convinti lo sia. Divergenze sul modulo con Acori? Non ci si lascia per questo. Sono però convinto che un allenatore debba adattarsi agli uomini che ha a disposizione e non viceversa”.

Il numero uno biancorosso, a dispetto del fatto mister Martini sia alla prima esperienza da capo allenatore, punta forte sul nuovo tecnico. “Possiede il patentino Uefa B, è molto preparato e vanta un importante passato da calciatore nei campionati professionistici. Conosce questo gruppo da un anno e mezzo e sono certo sia nelle condizioni per mettere in campo i giocatori nei propri ruoli al fine di farli rendere al meglio”.

La parola è poi passata all’ormai ex allenatore in seconda, il nuovo tecnico biancorosso Marco Martini. “Ringrazio gli allenatori con cui ho lavorato, dei quali ho la massima stima e dai quali ho imparato molto. Sento tanta responsabilità ed è vero non ho grande esperienza, quella la si può fare solo sul campo. Sono ovviamente molto carico per questa opportunità ma sono soprattutto concentrato sull’impegno di domani con il Vicenza. Una gara molto importante contro un avversario forte e dotato di elementi di grande qualità. Ai ragazzi chiedo di avere grande concentrazione e la massima attenzione, servirà una prestazione sopra le righe”.

Il tecnico dà la sua spiegazione sul cosiddetto mal di trasferta. “Non è semplice, diversamente avremmo rimediato. Credo riguardi più che altro la componente emotiva, psicologica, un aspetto sul quale dobbiamo lavorare”.

L’ultima battuta riguarda i tifosi. “Chiedo loro di esserci vicini, di stare accanto ai ragazzi che, oltre ai valori tecnici, possiedono valori umani importanti. Siamo in un momento di difficoltà e nelle difficoltà serve stare tutti uniti”.

Accanto alla questione “tecnica” il presidente Grassi ha toccato tanti altri temi, riassumibili sotto il capitolo futuro. “In questi due anni e mezzo abbiamo ricostruito un settore giovanile, con tanti ragazzi che rappresentano il nostro avvenire. Stiamo andando avanti praticamente da soli, una città di 150mila abitanti non è stata in grado di darci nemmeno il main sponsor. Questa stagione chiuderemo con una perdita di 4/500mila euro e se il sistema non verrà riformato in maniera sostanziale il futuro sarà insostenibile per tutti. In questa società lavorano a vario
titolo 65 dipendenti, l’allenatore è uno di questi. Il bene del Rimini è più importante di me, degli allenatori e dei giocatori, il Rimini deve restare in una dimensione che abbiamo conquistata con fatica e sacrifici. Il 5 maggio si deciderà il futuro di questa società, dovessimo retrocedere nei dilettanti cederò il Rimini”.

Sergio Cingolani
Ufficio stampa Rimini F. C.

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