martedì 19 febbraio 2019
Presentazione del libro

I primi 40 anni di Caritas

di Redazione   
lettura: 4 minuti
gio 24 gen 2019 12:08 ~ ultimo agg. 27 gen 18:13
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Con la presentazione del libro 40 anni insieme ai poveri si conclude un anno di festeggiamenti per i primi 4 decenni della struttura diocesana.

Il libro della Caritas sarà presentato venerdì 25 gennaio alle ore 11 presso la Sala Ressi del Teatro Galli.

Porteranno il loro saluto il

dott. Andrea Gnassi, sindaco di Rimini
mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini

Intervengono
don Pierpaolo Conti, don Luigi Ricci e don Renzo Gradara – già direttori Caritas Rimini -, e Cinzia Sartini curatrice del libro.

Modera:
dott. Mario Galasso, direttore Caritas Rimini

Il racconto di Cinzia Sartini, curatrice del libro

Racchiudere in 150 pagine la storia di 40 anni di Caritas, confesso non è stato facile. Fare sintesi tra i fatti, la ricerca e la verifica storica dei dati, insieme al rischio di diventare ripetitivi e il dispiacere di ‘tagliare storie’ è stato difficile.
Per fortuna tutto questo verrà recuperato sul web, dove stiamo preparando la versione estesa del libro, con le interviste integrali a utenti e volontari, con aneddoti raccontati dai protagonisti insieme a tutte le foto di questi 40 anni.
Un libro in divenire, a cui tutta la cittadinanza potrà contribuire con i propri ricordi. Una memoria allargata che culminerà con i festeggiamenti della tappa del mezzo secolo, fra dieci anni circa.
Ringrazio don Renzo Gradara già direttore Caritas, con il quale ho condiviso un pezzetto di strada durante il mio volontariato in Caritas. Spero di meritare la fiducia che ha riposto in me quando mi ha proposto questa impresa, certamente impegnativa, (che andava a completare un percorso già scritto per i 30 anni e condiviso solo on line nel 2008 sul sito della Caritas Diocesana).
Grazie allo stesso modo al primo direttore laico della Caritas, Mario Galasso, che durante il passaggio di testimone dei direttori, a fine 2017, mi ha incoraggiata e motivata a continuare a ricordare e scrivere.

Un po’ di storia

Il 25 gennaio 1978 la Caritas di Rimini è ufficialmente nata, e a fine 1979 è stata aperta presso la Parrocchia di San Giuliano Martire la prima Mensa “della Fraternità”, da don Oreste Benzi con l’aiuto di don Romano Nicolini. Da allora a Rimini è cambiato tutto. È cambiato il mondo intorno a noi, le povertà, le tipologie di persone, le necessità stesse. Sono sbarcati gli immigrati, quelli stranieri: dall’Albania, dall’Africa, dall’est Europa e poi dalla lontana Cina, dall’America Latina.
Una sola cosa non è cambiata e non cambierà mai, il bisogno di fondo di chi si trova nella ‘povertà’: quello di essere accolti e compresi.
Dai primi tempi in cui dovevi farti fare un buono in curia da Piero Vannoni per poter mangiare alla mensa, a quando in via Santa Chiara venne aperto il dormitorio, fino ad oggi, in via Madonna della Scala 7, i bisogni e le risposte sono cresciute di pari passo. Centro di ascolto, docce, indumenti, distribuzione cibo, mensa, attenzione per i nonni soli e non più autosufficienti, giro mobili, osservatorio risorse e povertà, servizio immigrati, avvocati solidali, progetti educativi con e per i giovani, obiezione di coscienza e nuove tipologie di assistenza con famiglie insieme e il fondo per il lavoro, emporio solidale, ambulatorio nessuno escluso, operazione cuore, prima e seconda accoglienza, sono solo alcune delle tante forme di aiuto che la Caritas Diocesana mette al servizio di tutta la città.

Una città che ha sempre risposto con generosità alle emergenze che gli si presentavano collaborando con impegno, a partire dalle Istituzioni.
Rimini sicuramente sarebbe più povera, nel vero senso del termine, senza una struttura come la Caritas Diocesana. Ma la Caritas non è solo un mero distributore di servizi: la sua principale mission è quella educativa.

Ho visto situazioni ingarbugliate, problematiche, addirittura disperate, risolversi dopo un attento percorso di accompagnamento iniziato con l’ascolto. Storie come quella di Omar venuto dall’Argentina dopo la grave crisi nel suo paese. Qui, nella profonda disperazione, ha trovato una mano amica che lo ha sollevato, quella di una suora Figlia della Carità di San Vincenzo de Paoli, che insieme ad altri giovani volontari ha scommesso su di lui, lo ha incoraggiato e sostenuto in un percorso di rinascita, anche lavorativa. Poi sono arrivati i figli e la famiglia si è riunita, riconciliata, riscattata e la vergogna, la disperazione, la depressione, hanno lasciato il posto alla speranza

In mensa ho visto passare madri bambine, alcolisti e tossicodipendenti, signori decaduti che mantenevano la loro dignità sotto un cappotto logoro, con una valigetta 24 ore nelle mani che racchiudeva i ricordi di una vita che non esisteva più. Tutti con un disperato bisogno di ritrovare ‘casa’, un calore umano, che spesso hanno trovato nei volontari, veri protagonisti dei 40 anni di questa struttura con una grande anima, ricca d’amore per il prossimo.
La nostra città è cambiata, le emergenze sono aumentate: la casa e il lavoro in primis, sono le sfide degli ultimi decenni. La Caritas Diocesana di Rimini con il vescovo Francesco ha aperto la strada a buone pratiche di aiuto, come il Fondo per il Lavoro. Tanto è stato fatto, moltissimo da fare, con l’apporto di ciascuno.

Grazie, ad ogni persona che ho conosciuto in Caritas, fin da via santa Chiara. Mi hanno stimolato, tenuta vigile affinché non mi si addormentasse la coscienza, costretta a non voltarmi dall’altra parte, a sporcarmi le mani, a mettermi in gioco, a toccare con mano il Vangelo, ad accogliere aprendo oltre al cuore anche la mia casa, con il supporto della mia famiglia. E a ricevere in cambio mille volte di più.

Mi piacerebbe che leggendo questo libro, tanti si incuriosissero e avvicinassero a questa bella realtà diocesana e cittadina.
Chi dona anche poco, riceve il centuplo già su questa terra, garantito, perché “L’esplodere del volontariato, lo sconfinamento missionario, la solidarietà con i poveri stanno a dirci, che a pronunciare l’ultima parola è sempre la Speranza” (don Tonino Bello).

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