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Operazione Galateo

GdF scopre frode: fatture false per 108 milioni. Coinvolti anche due riminesi

In foto: la conferenza stampa
di Lamberto Abbati   
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mar 11 dic 2018 08:38 ~ ultimo agg. 12 dic 11:13
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La Guardia di Finanza di Rimini, nell’ambito dell’operazione Galateo, ha smascherato una sofisticata frode fiscale internazionale nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti elettronici ed elettrodomestici accertando fatture false per oltre 108 milioni di euro. L’operazione, dopo complesse indagini e accertamenti di polizia economico-finanziaria, è culminata con l’esecuzione di un provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, nei confronti dei principali responsabili, colpiti da sequestro preventivo per equivalente di beni e disponibilità finanziarie fino all’ammontare di oltre 13 milioni di euro.

In tutto sono 45 le persone coinvolte, di cui cinque, è emerso dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli, hanno utilizzato fatture false. Per loro, a capo di tre società di elettronica ed elettrodomestici, è scattato il provvedimento di sequestro. Tra i cinque anche due riminesi di 63 e 64 anni che si alternavano nella gestione della medesima società. Ai due è stata è stata sequestrata una società immobiliare con sede a Brindisi del valore di due milioni di euro. Gli altri 40 indagati, invece, sono tutte “teste di legno” che fungevano da prestanome.

 

La frode carosello (perpetrata dal 2009 al 2015), per effetto dell’Iva non versata a monte (pari a oltre 13 milioni di euro), ha consentito a numerose imprese nazionali, destinatarie finali, di effettuare acquisti a valori sensibilmente inferiori a quelli di mercato, determinando così una concorrenza sleale sul mercato e realizzando ingenti profitti a discapito dell’erario. In pratica, l’aumento iniziale del prezzo di un determinato prodotto era dato dall’iva che i gestori delle società incameravano senza versare.

Le indagini, durate oltre due anni, hanno riguardato in totale 56 società, di cui 38 in Italia e 18 con sede all’estero. Ventidue i decreti di perquisizione locale, personale e sequestro; trenta le utenze intercettate, due le rogatorie internazionali avviate dall’autorità giudiziaria con la Repubblica di San Marino e il Regno Unito.

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di Redazione