lunedì 17 dicembre 2018
di Redazione   
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gio 2 ago 2018 13:17 ~ ultimo agg. 19:33
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Nell’ambito del progetto per il superamento del campo di via Islanda, l’amministrazione comunale di Rimini raccoglie la disponibilità data ieri dal ministro Salvini (vedi notizia) a supportare l’impegno del comune. “In un Paese normale – precisa l’amministrazione – la disponibilità delle istituzioni verso altre istituzioni dovrebbe essere/sarebbe la normalità che non fa notizia. Evidentemente oggi, in Italia, così non è, oramai abituati a esponenti di governo a qualsiasi livello che sopra il vestito istituzionale indossano la casacca del proprio partito o schieramento, neanche più celando dietro cortine retoriche la prevalenza di interessi del secondo sul primo. Il risultato civile più che politico di tale ‘confusione di ruoli’ è un clima generale ostile a iniziative di integrazione per il ripristino di condizioni lecite, perché sbatacchiato da innumerevoli strumentalizzazioni anche istituzionali, poco interessato al ‘problem solving’.
Illustreremo volentieri al Ministro – dice l’amministrazione – il senso di una iniziativa che sta dentro il solco delle leggi europee, italiane e regionali e vuole risolvere un problema storico di questa città in piena coerenza con disposizioni legislative ad ogni livello, sancendo allo stesso modo diritti e doveri da parte delle sei famiglie aderenti”. Il comune riassume poi i contenuti del progetto microaree: niente campi nomadi piccoli o grandi, ma un’integrazione fondata su soluzioni unifamiliari, diffuse sul territorio, con pagamento del canone di locazione e la sottoscrizione di un patto/contratto la cui violazione porta a una revoca del diritto concessorio. “Crediamo – prosegue l’amministrazione – che una volta spiegato nel dettaglio, ogni uomo che rappresenta le istituzioni e i cui riferimenti siano le leggi e l’interesse della comunità, non potrà che convenire su un percorso che tende a richiedere e a rispettare regole precise da ognuna delle parti coinvolte. Se il Ministro supportasse una procedura già incardinata, saremmo soddisfatti nella misura, come abbiamo accennato prima, che questo in un Paese civile dovrebbe essere la normalità e non l’eccezione. Se invece così non dovesse essere (e ovviamente l’auspicio è che questo non sia), e tutto ciò diventasse l’ennesima palestra per scontro reciproco e propaganda politica, prenderemmo atto che verremmo meno al nostro dovere di donne e uomini delle istituzioni che onorano il Paese e la patria, indipendentemente dalle appartenenze politiche”.

E’ chiaro che le istituzioni dialogano e si confronto nelle sedi e con i canali ufficiali – conclude l’amministrazione – e in tal senso il comune seguirà istituzionalmente questo percorso per ogni confronto riguardante l’interesse della comunità riminese, che presuppone un coinvolgimento del livello governativo. Nel caso specifico, con il coinvolgimento anche della Regione Emilia Romagna, alla cui legge e progetto d’integrazione il Comune di Rimini ha aderito”.

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