domenica 24 febbraio 2019
di Redazione   
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ven 3 ago 2018 16:07
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L’Emilia Romagna si conferma tra i primi posti in Italia per la differianzata. In un anno sale in percentuale di due punti e mezzo la raccolta a livello regionale e arriva al 64,3%. 417 i chili prodotti per ogni abitante. Mentre i rifiuti indifferenziati prodotti calano di oltre l’8 percento.

Nel 2017 in provincia di Rimini la differenziata è arrivata al 63,5%, con un più 3,3%. Certo, l’obiettivo del 73% di differenziata entro il 2020, non così vicino per la nostra provincia, è ambizioso, ma si tratta di un traguardo già tagliato da 107 dei 331Comuni emiliano-romagnoli: ovvero uno su tre. L’accelerata alla pratica di differenziare vetro, carta, plastica, secondo la Regione dovrebbe arrivare dalla tariffazione puntuale: ovvero, il più butto più pago, meno butto più risparmio. Nei comuni dove viene applicata, la differenziata è infatti arrivata ad attestarsi all’80%.

Insomma, serve cultura contro lo spreco. E lo sviluppo di un’economia, come si dice, sempre più circolare: ovvero di un sistema dove i materiali siano tutti potenzialmente riciclabili e in cui i rifiuti diventano nuove risorse.

Oggi quel che viene differenziato di più è il verde, ovvero scarti di giardino e grosse potature (22%) ; seguono carta e cartone (21%), umido (15%), vetro (8%), legno (8%), plastica (7%), ingombranti (letti, materassi 4%) e inerti domestici (oggetti di scarto di lavori edili domestici 5%), metalli ferrosi e non (2%), altre raccolte differenziate (3%), i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee (1%).

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