mercoledì 23 gennaio 2019
di Redazione   
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ven 12 mag 2017 16:50
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Esiste un mondo parallelo della cura e della sanità. Un mondo che si popola di tutti quei soggetti che non hanno la possibilità di accedere ai servizi sanitari secondo i consueti canali. Si parla, spesso, di soggetti senza dimora, poveri, persone senza permesso di soggiorno o in attesa di un documento. In generale, nel riminese, il problema dei poveri impossibilitati a curarsi era già emerso lo scorso anno, quando nel Rapporto sulle Povertà – redatto annualmente dalla Caritas diocesana di Rimini – emergeva una criticità legata, essenzialmente, ai senza dimora, ossia a persone che non essendo iscritte all’anagrafe non avevano (e non hanno ancora) diritto all’iscrizione del Servizio Sanitario Nazionale e all’assegnazione di un medico di base. Queste persone, in caso di necessità, devono fare riferimento solo al Pronto Socorso. Se necessitano, invece, di cure e di farmaci specifici, erogati solo dietro prescrizione medica, non possono contare sui servizi territoriali predisposti a tali adempimenti. Quest’anno l’attenzione si è spostata sulle difficoltà delle famiglie. A dare indicazioni sul fenomeno è sempre la Caritas Diocesana che nell’ultimo rapporto dedica una vasta sezione proprio alle difficoltà delle famiglie di accedere al sistema di cura, oltre a segnalare tutta una rete di “alternative”.
Da aprile a ottobre 2016, negli uffici di via Madonna della Scala, sono state intervistate 505 persone, 241 delle quali hanno dichiarato di avere disabilità o problemi di salute. Nel 68% dei casi si tratta di malattie croniche e nel 21% di patologie degenerative. 142 possiedono un riconoscimento d’invalidità, 45 non sono autosufficienti e necessitano di un’assistenza continuativa e dell’utilizzo di apparecchiature specifiche.
Sono diverse le realtà che operano in questo mondo parallelo della cura. L’Ausl opera attraverso l’ambulatorio Extra-Cee, c’è poi l’Ambulatorio Sociale Infermieristico (associazione Anteas Volontariato) a cui si aggiungono i volontari di Croce Rossa. Insieme curano un numero sempre crescente di persone.
Partiamo dai numeri dell’Ambulatorio Extra-Cee che fornisce assistenza medica alle persone prive di permesso di soggiorno ma che domiciliano sul territorio. Si tratta di prestazioni urgenti ed essenziali, tipo: visite di routine, prescrizioni di farmaci, visite cardiologiche specialistiche (nel giorno in cui è presente il cardiologo), ed elettrocardiogrammi se necessario. In questo contesto, nel 2016 sono state assistite 925 persone (nel 205 erano state 579) di 26 nazionalità e di età compresa tra i 14 e i 75 anni, per un totale di 1477 visite effettuate.  Ci sono poi 68 pazienti che vengono seguiti costantemente in quanto afflitti da malattie croniche.

 

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