martedì 22 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 10 feb 2016 13:08
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Lo scriveva Margherita Zoebeli, la “professoressa dei bambini liberi”, che nel 1946 ha dato vita a un villaggio di baracche militari per soccorrere Rimini, città che la guerra aveva ridotto a un cumulo di macerie. Da quelle parole e idee nasceva il Ceis di Rimini, e oggi proprio l’asilo svizzero e la biblioteca Gambalunga di Rimini le riprendono per un ciclo di incontri dedicati alle esperienze educative, in programma dal 12 febbraio al 5 marzo.

 

 

Le conversazioni, che avranno come focus i principi ispiratori dell’esperienza pedagogica ed educativa del CEIS, fondata sul “metodo attivo”, ovvero mossa da un’idea di educazione nel significato originario di aiutare l’individuo all’autonomia, al pensare da sé, per contribuire al bene comune, ciascuno secondo i propri talenti e le proprie potenzialità,  avranno luogo presso la Sala del Giudizio al Museo della Città, alle ore 17.00, con ingresso libero e gratuto.
Ad aprire la rassegna, venerdì 12 febbraio, sarà Romano Màdera, filosofo e psicoanalista di formazione junghiana, fra i fondatori dei Seminari di Pratiche filosofiche e della Scuola superiore di Pratiche filosofiche “Philo”.

Formarsi al mestiere di vivere è il titolo scelto da Màdera, che a partire dalla considerazione dell’unicità della specie umana per la sua capacità di “immaginare altrimenti”, producendo alternative all’esistente, commenterà il significato filosofico e psicoanalitico di una pratica educativa che individua nel pensiero e nell’immaginazione le condizioni necessarie per formare cittadini liberi e protagonisti del proprio tempo.

 

A seguire, sabato 20 febbraio, Mariapia Veladiano, per vent’anni insegnante di lettere e ora preside, autrice di numerosi romanzi, affronterà il tema Coltivare la scuola. La metafora del coltivare ricorre spesso quando si parla di scuola, perché legata profondamente alla trasmissione del sapere e di quella che si chiama cultura, parola che ha radice nel verbo latino colere, che designa l’attività di curare i campi perché portino frutto.

 

Lo spazio che educa sarà il tema trattato sabato 27 febbraio da Franco La Cecla, antropologo e architetto, da sempre attento ai diversi aspetti del rapporto tra l’uomo e lo spazio che abita, altro tema centrale del progetto educativo del Ceis.

 

Per altre informazioni: Quando educare cambia il mondo

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