lunedì 21 gennaio 2019
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mer 26 set 2012 16:10 ~ ultimo agg. 00:00
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In alcune realtà italiane la cronaca ha raccontato anche in questi giorni di proteste eclatanti dei genitori. C’è anche chi pensa alla mensa fai da te con la pasta portata da casa per evitare le tariffe giudicate insostenibili. In provincia ha fatto sentire la sua voce il Comitato Cattolica per la scuola, chiedendo spiegazioni agli amministratori sugli aumenti. Non i costi ma la qualità. Questo sembra essere invece il motto a Rimini, dove proteste, sul tema dei costi, al debutto di questo nuovo anno scolastico non ci sono state. Nonostante la cooperativa Gemeaz, che ha vinto l’appalto per le mense, abbia annunciato un aumento del costo del servizio per il Comune del 3%. Aumenti che naturalmente finiranno nelle tariffe applicate alle famiglie.

L’anno scorso per mense di elementari e materne statali, la cui gestione è del Comune, pagavano 6 euro e 62 centesimi a pasto. 5 euro e 67 i redditi più bassi. Gli aumenti, dice Gemeaz, sono dovuti all’inflazione e maggiori costi per il personale. Non è la percentuale di aumento del 3% ad essere criticabile dice la Cgil, che punta il dito contro alcuni aspetti della gestione del servizio che comprometterebbero la qualità.

Spiega Elisabetta Morolli, Segr. Generale Funzione pubblica della Cgil della provincia di Rimini: “Ci può stare un aumento di questo tipo, vedi anche gli aumenti dei costi delle materie prime. E’ poco giustificabile, però, se viene chiamato in causa, per giustificarlo, il costo del lavoro, in quel settore, infatti, gli aumenti contrattuali sono stati veramente esigui. Il problema secondo noi nasce a monte ed è un problema di qualità. Vedi, per esempio, nel trasporto del pasto dove non c’è la mensa interna. E poi c’è un problema lavorativo. Ci sono persone che lavoravano a tempo determinato col Comune ma a tempo pieno, e che passando a Gemeaz sono passate a un contratto meno remunerativo, ma soprattutto a part-time. Tutto questo comporta anche un’accelerazione della produzione del pasto. E spesso la fretta non va di pari passo con la qualità” .

Intanto il comitato dei genitori delle scuole, per voce del responsabile mense, non si espone, in attesa di un incontro con l’amministrazione in vista a ottobre. Ma ricorda come la sua battaglia, negli anni passati, più che sulle tariffe si sia appuntata in effetti sulla qualità e sui controlli.

(NewsRimini.it)

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