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Fondazione Fellini, la Beltrami scarica Boarini: manifesta incapacità gestionale

Rimini

13 agosto 2010, 12:46

in foto: O me o Boarini. Così l'assessore Beltrami, senza citarlo direttamente, scarica il direttore della Fondazione Fellini, reo della figuraccia di Montaldo ma anche di aver dato prova di inefficacia manageriale e gestionale.

La Beltrami, poi, difende il suo operato nel cercare di rimettere in sesto la Fondazione: da subito, afferma, ho ribadito la necessità di un rigore finanziario e di lavorare per ridare credibilità alla Fondazione.

La nota dell’Assessore Beltrami:

Considerate le molte parole spese e anche quelle non spese negli ultimi giorni, mi trovo costretta – mio malgrado – ad intervenire dopo l’ultima deprecabile vicenda che ha coinvolto la Fondazione Fellini.
Ricordo che al mio ingresso nella Fondazione, avvenuto alla fine del 2009, ci trovammo di fronte ad una situazione già gravemente compromessa dal punto di vista dei conti, e fui la prima a sollevare pubblicamente il problema
prioritario del loro risanamento, e dell’esigenza di maggiore trasparenza e certezza sul reale indebitamento della Fondazione.
Il Comune di Rimini, da me rappresentato in quella sede, ha la ferma convinzione che la Fondazione rappresenti un’occasione unica ed irrinunciabile per la città di onorare il nome del suo prezioso concittadino, il maestro
Federico Fellini, mantenendone vivo e vitale il nome e la genialità, avendone in cambio i benefici conseguenti. A tale scopo il Comune di Rimini investe in maniera consistente sul progetto della casa del cinema (ex Fulgor), a lui
dedicata, la cui governance non potrà che essere affidata alla Fondazione a lui intitolata. Nelle intenzioni del Comune vi è anche l’unificazione con la cineteca comunale, in modo da riunire in un soggetto unico e più sostenibile
economicamente le competenze in materia di cultura e promozione cinematografica.
In coerenza a tali premesse, ho cercato in questi mesi di raggiungere tre obiettivi:
1. un progetto di rilancio della Fondazione Fellini in termini di autorevolezza, anche attraverso la ricerca di nomi di livello nazionale, e di managerialità, altro elemento critico evidenziato nella gestione;
2. il rigore nella spesa ed il risanamento dei conti, poiché la situazione attuale presenta delle gravi incongruenze tra entrate ed uscite, manca di un’attenta gestione economico-finanziaria e ha un situazione debitoria nei
confronti di aziende e professionisti locali che va rapidamente risolta;
3. l’ammodernamento dello Statuto e della forma giuridica della fondazione, nel rispetto delle norme intervenute. Dopo aver svolto per senso istituzionale e di responsabilità anche un non
facile ruolo di mediazione (e non di conflitto) tra direzione della Fondazione Fellini e soci (in particolare la Provincia di Rimini), devo a questo punto prendere atto che la direzione della Fondazione a cui era affidato il compito di seguire tali indicazioni ha dato prova di inaffidabilità gestionale e, soprattutto di non aver compreso che la politica del rigore è indifferibile ed irrinunciabile.
La mia presenza nella Fondazione Fellini è perciò di fatto incompatibile con chi della direzione della Fondazione Fellini porta tale responsabilità, il cui risultato è quello di aver fatto fare una figuraccia nazionale alla città di
Rimini.

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