Basket. Da domenica i Crabs senza marchio Riviera Solare

Rimini Sport

24 marzo 2010, 16:38

in foto: Il patron di Riviera Solare, Giancarlo Grossi, ha inviato nel pomeriggio al Basket Rimini un fax in cui diffida la società biancorossa a utilizzare ancora il marchio della sua azienda. E ha depositato in Procura un memorandum di sette pagine contro ignoti.

I 300mila euro annunciati dal presidente dei Crabs, Adriano Braschi, per fine mese in realtà non arriveranno mai.

Grossi ha depositato un atto in Procura contro ignoti.

In un incontro con la stampa Giancarlo Grossi ha raccontato, passo dopo passo, le sue verità.
“Tutto è iniziato durante una cena tenuta il 10 settembre, se ben ricordo – attacca Grossi -, e alla quale parteciparono il sindaco Ravaioli e la sua signora, Tonelli, Bucci, Morandotti e Bergamini. Io ero seduto ad un tavolo diverso. Mi dissero anche che c’era un motore immobiliare. E che l’amministrazione comunale si è resa disponibile a collaborare”.

“La società Riviera Solare era stata fatta apposta per acquisire il Basket Rimini: io avrei avuto il 51% e Bergamini il 49%. Io mi fidavo di Luca Bergamini.
Vanno loro dal notaio. Io gli dico che non vado perché non me la sento di sostenere un’operazione che non mi posso permettere. Bergamini mi dice che c’è un’azienda di Lodi (la E.gart srl, ndr), leader nella produzione di pappa reale, a cui il progetto piace promozione e distribuzione.
E.gart srl, Bergamini e Braschi vanno dal notaio. L’atto di acquisizione del Basket Rimini c’è eccome: è stato fatto dal notaio Antonio Del Gaudio il 28 settembre ed è stato protocollato dal notaio.
Il 28 ottobre la prima convocazione del Cda del Basket Rimini, il 16 novembre la seconda. A fine ottobre Bergamini inizia ad avere dei problemi. Braschi lo supporta.
Il 16 novembre, anche se non ero titolato a farlo, vado al Consiglio d’amministrazione del Basket Rimini. E lì inizio a captare che erano stati depositati dei contratti di sponsorizzazione. Io chiedo: come avete fatto senza la mia firma? L’obiezione che muovo a Braschi è proprio questa: come mai non ha preso a calci nel sedere (l’espressione è in realtà più colorita, ndr) Bergamini già il 16 novembre?”

“Il 16 novembre succede anche un fatto, che non vi posso dire perché è giuridicamente importante”.

“Perché la conferenza stampa del 21 gennaio al “Paradiso”? Perché successivamente a quella cosa che ho compiuto su richiesta di Braschi il 14 dicembre, Braschi mi rassicurò in prima persona. Vedevo poi che tra lui e Bergamini c’era grande sicurezza. Li ho visti girare insieme, parlare di appuntamenti presso le banche di San Marino, dovevano incontrare imprenditori di Lucca, sono andati a vedere dei terreni che Begamini avrebbe dovuto acquistare.
Visto che dopo la Befana per il sottoscritto non si crearono dei problemi per quella cosa fatta a metà dicembre, presi fiducia. E feci la presentazione”.

“Visto che però i soldi li stavo tirando fuori solo io, e intanto andavo sotto con i fidi in banca, a fine gennaio ho iniziato a stare sopra a Bergamini, che un lunedì andò al Flaminio a parlare con i giocatori. Andai di sotto a sentire. Ricordo Carlton Myers che gli ha detto: “Però Luca mi fai arrabbiare, perché se dici un giorno è quello”. Lui gli rispose che il lunedì successivo sarebbero arrivati i soldi. Allora quel lunedì gli dissi: “vengo con te in banca a Reggio Emilia”. Mi fece uscire al casello di Modena nord. Io non salii con lui, ero troppo teso, lo seguii in auto. Dopo dieci chilometri di strada gli chiesi se mi stava prendendo in giro. Lui mi disse: “ti giuro”. E io gli ribadii: “voglio sentire dal direttore che i soldi ci sono””.

“Un pomeriggio che io seguivo Luca Bergamini perché ero arrabbiato, lui si nascose a casa di Adriano Braschi. Braschi mi chiamò, dicendomi di stare calmo”.

“Il 2 febbraio scorso ci siamo seduti al tavolo con quello che era il mio commercialista: Arnaldo Mascella, per cercare una soluzione. Lui ha detto: ci proviamo, tra gli scudi fiscali, i miei clienti… E’ iniziata così la grande ricerca”.

“Ho fatto una visura di Rimini sport srl: ci sono 25mila soci, con 10mila euro di capitale sociale e 2.500 di capitale versato. Io dico; ma perché ce l’avete tutti con me? Che avessi firmato uno straccio di contratto!
Come mai il sindaco non esce fuori? Perché questa gente si imbosca e io mi trovo in questa situazione?”

“I love Crabs. Perché questi ragazzi non sono venuti da me? Mi sono sempre sentito ghettizzato. Si sarebbe potuta declinare meglio quella cosa”.

“Il contratto di sponsorizzazione è stato firmato da Garini della E.gart. Me lo ha confermato lui. Io quello che contesto ad Adriano Braschi è una gestione da amministratore discutibile. Io non dico di non avere responsabilità, ma non ci sto ad apparire l’unico che ha delle responsabilità. Anzi credo che qualcuno ne abbia più di me”.

“Ecco il memorandum di sette pagine depositato in Procura. Perché contro ignoti e non contro Luca Bergamini? Perché non voglio fare il giudice. Ho citato Bergamini, Bucci, Braschi, Ravaioli, Melucci. Tutti quelli che sono coinvolti nella vicenda”.

“Non capisco neanche la Cocif, con l’avvocato Giovanni Boldrini in conferenza stampa dice: state certi che con me contrattazioni come quella tra Basket Rimini e Riviera Solare non ci saranno. Questa è diffamazione a mezzo stampa”.

“Ieri alle 14 ero davanti a casa di Adriano Braschi e gli ho detto che mi volevo tirare fuori, perché non ce la faccio a pagare. E oggi in un fax inviato alle 14,35 ho avanzato formale richiesta di rimozione del nostro marchio.
Se avessi i soldi li investirei perché ritengo che una società che identifica il territorio come il Basket Rimini, gestita in un certo modo, possa riuscire ad autofinanziarsi. Contesto il management. Dico di più, se mai qualcuno intervenisse e avesse voglia di mostrare disponibilità, io il progetto Riviera Solare lo fornirei al Comune gratuitamente”.

“Perché Braschi continua a dire che i soldi arriveranno a fine mese? Te t’al sè!”.

La conferenza stampa sarà trasmessa su Icaro TV oggi alle 18 e domani alle 23,30.

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