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Sociale, risorse per anziani e famiglie, solidarietà: il programma di Ravaioli

PoliticaRimini

23 marzo 2006, 16:42

in foto: Come nei giovedì precedenti, anche oggi sul sito della Margherita www.margheritarimini.it e sul sito dei Ds www.ds.rimini.it il sindaco Ravaioli, che si ricandida alla guida della città, affronta un tema legato al governo di Rimini.

L’argomento di oggi è quello della solidarietà, il sociale, le risorse da destinare ad anziani e famiglie. Il testo integrale è il seguente:

LA CITTA’ SOLIDALE DELLE OPPORTUNITA’ (E NON DEGLI OPPORTUNISMI)
Nel governo di una Città, l’ideale e l’immaginazione si devono unire strettamente alla concretezza per raggiungere gli obiettivi auspicati. Rimini dal 2001 ha potuto godere- tramite la partecipazione e il coinvolgimento attivo di una forte rete di attori sociali- di un incremento qualitativo e quantitativo nell’offerta dei servizi, con un aumento del 52% della spesa sociale, ovvero da 8,7 a 17,15 milioni di euro. Per ogni cittadino si è così passati da una spesa pro capite di 194, 98 euro ad una di 266,91 euro.
Questo sviluppo rappresenta un chiaro indizio di quelle che sono le priorità assunte in questi anni di governo. L’obiettivo futuro è quello di rendere strutturale tale incremento di servizi, rafforzando ulteriormente nelle politiche di bilancio il settore sociale con una progressione annuale media del 5% (doppia rispetto all’indice inflattivo) sino al 2011.
La mia idea di Rimini -Città solidale- nasce da una lettura unitaria dei bisogni, degli obiettivi e dalla scelta della modalità organizzativa per rafforzare i servizi alla famiglia, agli anziani, per l’accoglienza, per i più deboli. Con un elemento di fondo inderogabile: per garantire un pieno ed effettivo diritto di cittadinanza è necessario proseguire sulla strada della concertazione con le forze sociali e sindacali, il terzo settore, le associazioni, il volontariato, la cooperazione sociale.
Al centro di un città solidale trovano così spazio politiche a sostegno della famiglia e dei loro anziani, azioni efficaci di contrasto all’incedere preoccupante delle nuove forme di povertà, e servizi moderni di integrazione e accessibilità.
L’assistenza domiciliare per gli anziani ha registrato un aumento del 36% delle ore a disposizione e le liste e i tempi di attesa nelle strutture specializzate sono stati ridotti del 50%.
Le badanti (che in questi anni sono state un aiuto fondamentale per le famiglie affinché riuscissero nel loro intento di mantenere a domicilio i propri cari), lungi dall’essere un problema sociale, rappresentano una risorsa da formare e potenziare, riconoscendogli un ruolo ragguardevole nel progetto assistenziale dei nostri anziani. È anche con questa risorsa che nel mio ideale di città l’Assistenza domiciliare, attraverso il potenziamento e la qualifica delle professioni sociali, si configura come punto di forza per un sostegno fondamentale alle famiglie.
Quello che viviamo è un periodo di grandi cambiamenti economici e sociali; è qui che l’ideale deve lasciare spazio alla ricerca e all’analisi della società. Le nuove povertà, oltre che una grave emergenza sociale (anche perché si sommano e non sostituiscono alle vecchie povertà) sono un fenomeno di difficile lettura. Per questo tra gli strumenti di lavoro da inserire nel programma di governo di Rimini vi è quello di un “osservatorio per le politiche sociali e le nuove povertà” che sappia monitorare questi fenomeni, rendendo possibile una migliore e puntuale programmazione di interventi a sostegno del reddito quali sgravi fiscali, sussidi economici, riduzione delle tariffe di alcuni servizi, assegnazioni di libri scolastici in comodato gratuito, trasporto urbano gratuito.
La famiglia, così come emerge dal programma nazionale dell’Unione, va difesa da queste nuove forme di rischio di impoverimento. La responsabilità pubblica nei confronti della famiglia si integra e si completa con le reti di solidarietà familiare, le forme di auto-organizzazione della famiglia e i diversi soggetti del Terzo settore, realizzando un rapporto di autentica cooperazione- sussidiarietà in cui le istituzioni sono al servizio della piena realizzazione e affermazione dell’autonomia e della soggettività della famiglia. Detto questo, l’impegno del Comune per i prossimi anni dovrà essere anche quello di rafforzare decisamente gli incentivi e le esenzioni tributarie verso le famiglie numerose o con particolari problematiche.
La nostra è una città molto ricca dal punto di vista dell’associazionismo, del privato sociale, della cooperazione, una città particolarmente sensibile alle tematiche sociali sulle quali si stanno creando competenze, strutture e servizi di alto livello.
Questo è il contesto con cui si deve interagire e lavorare insieme per la costituzione di un ‘tavolo sociale permanente’ che coinvolga i soggetti pubblici e privati ‘portatori di interesse’ nella valutazione periodica dell’efficacia delle azioni svolte, a garanzia di una piena partecipazione di tutti e di una condivisione democratica di quello che è l’impegno comune per il bene dei cittadini.
Una Città solidale deve essere prima di tutto una città che accoglie. Per fare di Rimini una città aperta alle esigenze di tutti è necessario definire l’attuazione di un piano di accessibilità urbana (nuovi mezzi, punti di mobility service, ampliamento di parcheggi, informazioni puntuali) che completi l’articolato processo di piena integrazione dei diversamente abili nel tessuto cittadino. A ciò bisogna aggiungere il rafforzamento delle tutele, dei controlli e delle prescrizioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche in tutte le nuove edificazioni, sia pubbliche che private. Altrettanto importante sarà prevedere un fondo comunale o comunque agevolazioni tributarie che, insieme ai finanziamenti regionali, diano un sostegno forte alle ristrutturazioni di immobili finalizzate ad eliminare le barriere architettoniche.
La Rimini a cui guardo è una città aperta a tutti, che con nuovo entusiasmo continua a costruire, insieme ai valori e agli ideali, i servizi e le opportunità che determinano la qualità di un luogo di piena e solidale cittadinanza.

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