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Niente festa birra in centro, é subito polemica con Provincia e Ascom

Rimini

5 ottobre 2005, 19:06

in foto: Lo stop del comune di Rimini alla festa della birra in centro storico non è stato ben digerito dalla Confcommercio riminese dagli assessori provinciali Morri e Gnassi:

la Provincia avevano dato il patrocinio alla manifestazione promossa dal comitato “Facciamo centro”.
Ai locali della piazzetta nei giorni scorsi è stata notificata la sospensione dell’iniziativa in programma questa sera: decisione motivata dal comune con i gravi fatti di cronaca avvenuti nei giorni scorsi, con l’aggressione al figlio del sindaco.
Una decisione che Morri e Gnassi lamentano di avere appreso solo dalla stampa e che non condividono. Il loro intervento:

“Apprendiamo dai giornali, e solo dai giornali, che una manifestazione patrocinata da due assessorati della Provincia di Rimini – turismo e attività produttive – è stata annullata dal Comune capoluogo.

Tale manifestazione rientrava in un ciclo di eventi iniziato a maggio. Il primo è stato dedicato ai prodotti tipici e ai vini. Il secondo, attraverso la festa delle cozze e delle vongole, intendeva valorizzare una tipicità e una eccellenza del nostro territorio e delle sue tradizioni. Entrambi gli appuntamenti si sono svolti con grande successo, senza alcun incidente. Il terzo, quello annullato, voleva, verso la fine della stagione turistica, e in coincidenza con l’appuntamento tedesco dell’Oktoberfet, promuovere “un incontro ideale tra i locali di un luogo tipico dell’identità riminese e l’evento tradizionale bavarese”, una sorta di mini oktober fest alla romagnola. Un ciclo, quindi, di un percorso nell’identità riminese, enogastronomica e turistica, per valorizzare e vitalizzare il centro storico.

A nome degli esercizi della piazzetta, il comitato Facciamo centro ci aveva chiesto di patrocinare queste iniziative e noi, ben lieti che questi appuntamenti servissero sia a vitalizzare la città che a creare occasioni di incontro, abbiamo aderito alla richiesta. Tra l’altro, anche quest’ultimo evento si sarebbe svolto tra le 18 e le 24, evitando musiche e rumori durante la notte, e, dati anche i precedenti, avrebbe coinvolto un pubblico popolare fatto di giovani e anche di famiglie.

Ora, delle due l’una: o diamo valore a iniziative di questo genere perché ne abbiamo bisogno e lavoriamo con la parte sana della città disposta a intervenire per combattere il degrado, oppure chiudiamo tutto ricordando cos’era il centro di Rimini otto-nove anni or sono: bottiglie e delinquenza. Più si danno regole precise e si sostengono iniziative di cui si conoscono senso, spirito e orari e più si evita il “fai da te” e il degrado, tutelando perciò le giuste esigenze dei residenti. Crediamo che la strada giusta sia quella che vogliono percorrere quei commercianti e cittadini intraprendenti che amano la loro città e che la vogliono bella, accogliente, serena, sociale e gentile anche di sera e di notte.

Anche il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza si è dato il compito di distinguere: colpire i balordi e i delinquenti, stabilire precise regole che tutti e soprattutto i locali del centro devono rispettare, aumentare il presidio e la visibilità delle forze dell’ordine e di tutti quei momenti di aggregazione e incontro che come è noto aumentano la socialità e contrastano il degrado.

Noi su questi principi ci siamo mossi e per il raggiungimento di questi obiettivi crediamo che le istituzioni debbano fare la loro parte assieme ai cittadini che vogliono vivere serenamente la loro città”.

Questo invece l’intervento della Confcommercio di Rimini, firmato dal presidente provinciale della FIPE Gaetano Callà.

La FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi della Provincia di Rimini esprime vivo sconcerto per la decisione del Comune di Rimini di vietare lo svolgimento della “Festa della Birra” mettendola in relazione ai ben noti “recenti fatti di cronaca” (come testualmente riportato dalla comunicazione Sportello Turismo).
Il “vaso di Pandora” scoperchiato dall’aggressione al Sindaco e alla sua famiglia, doveva essere l’occasione per aprire finalmente un confronto serio sia sul tema dell’ordine pubblico nel centro storico, esacerbato dalla “escalation delle spaccate”, sia sulla necessaria pianificazione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, come già evidenziato dalla nostra Organizzazione.
Invece cosa succede? L’amministrazione comunale, sull’onda dell’emozione, decide di far scendere il coprifuoco sul centro storico, inibendo un evento che si preannunciava pacifico e festoso e che aveva perfino ricevuto il patrocinio della Provincia.
Per fortuna che Vitali aveva affermato “sappiamo dove nasce il problema”, riferendosi ad alcuni locali già noti alle autorità di pubblica sicurezza e non dunque alla generalità degli esercizi della piazza e della vecchia pescheria. Alle parole non hanno fatto riscontro purtroppo i fatti.
Ci troviamo infatti di fronte ad una repressione a tappeto che colpisce più duramente quegli esercenti che si adoperano per far sì che il centro storico possa continuare ad essere, come dice lo stesso Vitali, una “grande risorsa”.
Considerato che la “teppaglia” che ha aggredito il sindaco e la sua famiglia, cui peraltro rinnoviamo la nostra solidarietà, nulla ha a che fare né con i locali che danno lustro al centro storico (sono la maggioranza) né con i giovani che li frequentano, ci si chiede come mai si è voluto punire indistintamente tutti se si sapeva dove andare a parare.
Se questo è l’aiuto che il Comune chiedeva ai pubblici esercizi per rendere il centro storico un luogo sicuro, siamo francamente preoccupati per il futuro che ci aspetta.
Tra l’altro l’8 ottobre dovrebbe avere luogo la seconda edizione di “passaggi di vino” un’importante manifestazione, promossa dalla provincia, dedicata ad una bevanda che a quanto ci risulta possiede una gradazione alcolica più elevata. Sarà sospesa forse anche quella? O invece il teutonico luppolo sarà alla fine discriminato a favore del nostrano Dio Bacco?

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