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Gnassi: Castello è contenitore, cosa dovremmo farci il museo delle cere?

attualitàRimini

20 marzo 2018, 15:13

in foto: Andrea Gnassi

Qualche anno fa il dibattito a Rimini era solo sulle fogne, sull’abusivismo, sulla città in declino, oggi almeno si parla anche di cultura.” Questo uno dei passaggi dell’intervento del sindaco Andrea Gnassi alla presentazione dello spettacolo Malatesta che si svolgerà all’interno della Rocca. Il primo cittadino è tornato a ricordare quanto fatto dall’amministrazione per i motori culturali e per l’identità della città: dal Teatro Galli (“che speriamo di inaugurare quest’anno” ha detto) al Fulgor passando per il Museo d’arte contemporanea che sbarcherà al Palazzo del Podestà e l’arena sull’acqua al ponte di Tiberio. “Una volta – ha detto – avremmo vissuto un episodio teatrale a Castelsismondo e poi uscendo avremmo trovato una lingua d’asfalto e un parcheggio. Ora invece c’è la Corte a Mare, il castello riqualificato e il secondo stralcio dei lavori su piazza Malatesta.” Un’idea di città chiara quella dell’amministrazione che, ha sottolineato ancora il sindaco, inizia ad emergere concretamente nei progetti che si stanno completando.

Il sindaco Gnassi sui motori culturali e Castel Sismondo

Nel corso del suo intervento Gnassi ha risposto anche alle critiche sul progetto di inserire parte del Museo Fellini nel Castello malatestiano da parte di chi vorrebbe un utilizzo filologico della struttura. “La Rocca è un’opera straordinaria ma di fatto è un contenitore” – ha spiegato – “cosa dovremmo farci? Il Museo della tortura o quello delle cere? Noi puntiamo a fare irrompere nel castello la tecnologia, tramite un bando internazionale, per riproporre la dimensione fellinesca dei set. Arte e cinema. L’arrivo di Fellini farà accendere ancora di più la storia di Sigismondo.

Castel Sismondo. Gnassi: cosa dovremmo farci, un museo delle cere?

Per sostenere i nuovi contenitori culturali Gnassi non nasconde che sarà necessario far partire anche un “motore economico”. Prodotti turistici, ad esempio, che possano valorizzare i nuovi fiori all’occhiello riminesi. Una spinta potrebbe darla in questo senso proprio Sigismondo Pandolfo Malatesta la cui figura, indissolubilmente legata a Rimini, è stata al centro di convegni anche nell’università della California ed è al centro del libro di Ferruccio Farina che ne riabilita la figura.

Andrea Polazzi

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