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il piano del governo

Spiagge, gare dal 2024 e stop al caro ombrellone

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 15 feb 2022 14:17 ~ ultimo agg. 16 feb 11:15
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Arrivano dal Governo le linee guida di riforma delle concessioni balneari. L’obiettivo è tutelare gli investimenti fatti e chi deve il suo reddito prevalentemente (negli ultimi 5 anni) alla gestione di uno stabilimento balneare. La norma prevede anche misure ‘paracadute’ per i proprietari di piccoli lidi e per chi ha mutui per recenti investimenti. Ma, tra le priorità c’è anche una forte spinta agli investimenti futuri collegati al miglioramento del servizio e con un contenimento dei prezzi a tutela dei consumatori.

Le gare per le nuove assegnazioni, dopo una proroga fino alla fine del 2023, partiranno dal 2024. Nei bandi per le nuove concessioni uno dei requisiti sarà quello di garantire a tutti l’accesso al mare.

Nel comunicato stampa post consiglio dei ministri si legge che “la proposta di modifica mira a migliorare la qualità dei servizi con conseguente beneficio per i consumatori, a valorizzare i beni demaniali e, al contempo, a dare certezze al settore. Il testo prevede che le concessioni in essere continuano ad avere efficacia fino al 31 dicembre 2023. Per assicurare un più razionale e sostenibile utilizzo del demanio marittimo, favorirne la pubblica fruizione e promuovere, in coerenza con la normativa europea, un maggiore dinamismo concorrenziale nel settore, il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore del Disegno di legge Concorrenza, decreti legislativi aventi la finalità di aprire il settore alla concorrenza, nel contempo tenendo in adeguata considerazione le peculiarità del settore“.

Sul tema interviene anche la consigliera regionale del Pd Nadia Rossi secondo cui “è necessario coinvolgere pienamente le regioni e gli enti locali per definire una proposta condivisa in tema di concessioni balneari: sono dopotutto i soggetti pubblici che meglio conoscono le realtà locali e che, insieme alle associazioni di categoria del settore, possono contribuire a redigere una riforma organica del demanio, in accordo con in principi fondamentali della Commissione europea“. “L’ho già sottolineato nel testo depositato in Assemblea legislativa lo scorso novembre – prosegue –: è bene proseguire in questa direzione per trovare una soluzione che tuteli la professionalità e gli investimenti fatti dagli operatori balneari nel rispetto di una normativa nazionale adeguata. Positiva in questo senso la notizia che la Ministra agli Affari regionali Mariastella Gelmini ha annunciato di voler incontrare prima del Consiglio dei Ministri i rappresentanti di Regioni, Anci e Upi, per condividere le linee guida del provvedimento al quale sta lavorando l’esecutivo“.  “Dall’altro lato – aggiunge la consigliera regionale riminese – continuo a sottolineare con forza la necessità, condivisa anche dal Ministro al Turismo Massimo Garavaglia, di tenere in considerazione che moltissimi concessionari hanno fatto investimenti che portano valore al patrimonio pubblico e oggi rischiano di perdere tutto. Il mantenimento della qualità dei servizi turistici e dell’accoglienza, che in Romagna è motivo di vanto generale, non può prescindere dal confronto con il territorio e chi lo rappresenta”.