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rapporto di legambiente

Rimini 11esima tra le città green. Bene isole pedonali, male rifiuti prodotti

In foto: lungomare rimini
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 8 nov 2021 13:03 ~ ultimo agg. 9 nov 13:08
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Tre le 20 città più virtuose d’Italia e ad un passo dalla top ten. Nel 28esimo rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente e pubblicato oggi sul Sole 24Ore Rimini è all’undicesimo posto tra le città green, migliorando di tre posizioni la classifica 2020, in cui era 14esima. A guidare la classifica Trento, seguita da Reggio Emilia e Mantova. Ultimo posto per Palermo, preceduta da Catania.

La ricerca fotografa le performance ambientali delle 105 città capoluogo di provincia, prendendo in esame 18 indicatori raggruppati in 5 macroaree (aria, acqua, ambiente, rifiuti, mobilità). L’anno del Covid,  su scala nazionale, non pare aver avuto un  impatto particolare sui fenomeni legati all’ambiente.

Per Rimini si consolida quindi il trend positivo degli ultimi anni. Era cinquantesima nel 2010, 31esima nel 2014, 23esima nel 2019.

C‘è un incoraggiante settimo posto per l’estensione di isole pedonali (1,1 mq per abitante, nel 2020 erano 0,9 mq). Cresce anche l’utilizzo del solare termico e fotovoltaico (18°, con 8,1 Kw su edifici pubblici ogni mille abitanti). Positiva anche la performance per quanto riguarda la mobilità, nonostante l’effetto delle restrizioni della pandemia sul trasporto pubblico: regge l’offerta (19°), così come il numero dei passeggeri trasportati (20°). Stabile anche il tasso di motorizzazione con 62,3 auto ogni 100 abitanti (29°), mentre sono 15,6 m ogni 100 abitanti.

Pessime, invece, le prestazioni per produzione di rifiuti urbani, dove Rimini, complice anche il suo essere città turistica, si colloca al 100esimo posto, in parte compensato dalla crescita della raccolta differenziata, che vede Rimini al 26esimo posto, con il 71,7% di rifiuto differenziato (era il 68,8% nella precedente classifica con 32esimo posto).  Un poco onorevole 100esimo posto anche per l’indicatore vittime della strada. Mentre 96esimo posto il classifica per uso efficiente del suolo.

Sul versante qualità dell’aria tanto deve essere ancora fatto visto che i dati non sono molto confortanti, anche se in linea con gli anni precedenti: 73esimi per PM10 con un livello medio di concentrazione annua di 29 ug/mc, 67esimi per emissioni di ozono, 68esimi per biossido di azoto.

Se a livello di Paese emerge come criticità la dispersione di acqua e i buchi nella rete idrica, Rimini risulta tra le realtà più positive, con un’attenzione alla dispersione della rete idrica (16esima per minor differenza tra acqua immessa in rete e consumata per usi civili, industriali, agricoli), con un’elevata capacità di depurazione (95%, 47° posizione).

I numeri danno conto di un percorso di cambiamento frutto di una progettazione avviata anni fa e che oggi è anche visibile – sottolinea l’assessora all’Ambiente del Comune di Rimini Anna MontiniUn’attenzione alla sostenibilità e all’ambiente che ha avuto nel piano di risanamento idrico fognario oggi in fase di completamento il suo progetto più impegnativo, simbolo di un nuovo modo di approcciarsi al territorio e alle politiche di rigenerazione urbana. Il nuovo sistema fognario, la rinaturalizzazione del waterfront con l’avanzamento del Parco del Mare, l’ampliamento delle aree di verde urbano, l’estensione della rete di piste ciclabili e delle zone pedonali, gli investimenti sulla mobilità sostenibile non sono un punto di arrivo, ma rappresentano una piattaforma su cui avviare la pianificazione strategica di uno sviluppo che abbia al centro la transizione ecologica, la vera sfida a cui sono chiamate oggi le città. Con un obiettivo ambizioso: contribuire a fronteggiare le emergenze ambientali e al contempo migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

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