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Museo della città

Tecnologie immersive per valorizzare il trecento riminese

In foto: il Part
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 18 ago 2021 13:50 ~ ultimo agg. 13:51
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Comincia il percorso di valorizzazione del Trecento riminese e dei tesori artistici conservati nel Museo della Città: un rinnovamento dopo oltre vent’anni dalla realizzazione del primo allestimento, stimolato anche dall’esposizione temporanea all’interno del PART dell’affresco del Giudizio Universale e in vista del ricollocamento dell’affresco nella sua sede originaria, alla sala del Giudizio. L’obiettivo è rimodulare i percorsi museali e le modalità di fruizione delle opere con il supporto di tecnologie immersive e interattive, pur mantenendo l’ossatura cronologica e storica del museo individuata da Pier Giorgio Pasini. E’ stato individuato l’architetto di Firenze Lorenzo Greppi per la realizzazione del progetto.

Il percorso svilupperà un impianto narrativo unico – sottolinea il Sindaco Andrea Gnassi – un filo conduttore che dia uno strumento di lettura al visitatore, un racconto che ha uno sviluppo spazio-temporale condotto su piani percettivi e sensoriali in cui l’allestimento suggerirà la funzione e la collocazione delle opere nel contesto originale”.

Contestualmente prende corpo il trasferimento del Museo degli Sguardi dalla Villa Alvarado di Covignano all’ala Nuova del Museo della Città di Rimini. Da tempo aperto solo su richiesta il museo si trova nella villa dal 2005, con un allestimento sotto la direzione scientifica dell’antropologo Marc Augé. E proprio Augè guiderà un comitato scientifico che nei prossimi mesi sarà chiamato alla elaborazione del nuovo progetto.

Da ottobre, inoltre, sempre nell’ala Nuova del Museo della Città sarà ospitata la collezione permanente di arte contemporanea che l’Assessorato alla Cultura e Paesaggio della Regione Emilia Romagna metterà a disposizione del Comune di Rimini in comodato gratuito. Le opere sono state acquisite da giovani artisti emiliano romagnoli nel 2020, anche come sostegno alla loro attività colpita duramente dalla pandemia. Si tratta di 15 opere di fotografia, 6 di scultura, 5 di pittura, 2 di disegno, 4 di tecnica mista e 4 opere di videoarte, per un totale di 36 creazioni originali.