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Indicatori Fondazione Gimbe

In Regione occupati il 55% dei posti letto dei pazienti covid

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 12 nov 2020 16:23
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Nella settimana tra il 4 e il 10 novembre in Emilia Romagna i casi di persone positive al covid sono aumentati del 24% (la media italiana è il 31%) con 937 attualmente positivi ogni 100mila abitanti (in Italia sono 978). I casi testati, sempre ogni 100mila abitanti, sono stati 1.281 (la media nazionale è 1.445). Le note dolenti riguardano i posti letto negli ospedali: in area medica la percentuale di quelli occupati da pazienti covid è del 55% (a livello nazionale il 52) mentre in terapia intensiva è del 38% (37 in Italia). Sono gli indicatori presi in esame come ogni settimana dalla Fondazione Gimbe.

Questi invece i dati a livello nazionale rispetto alla settimana precedente:
• Decessi: 2.918 (+70,4%)
• Terapia intensiva: +746 (+33,5%)
• Ricoverati con sintomi: +7.519 (+35,6%)
• Nuovi casi: 235.634 (+31%)
• Casi attualmente positivi: +171.968 (+41,1%)
• Casi testati +54.309 (+6,6%)
• Tamponi totali: +121.410 (+9,1%)

Nell’ultima settimana – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE si conferma l’incremento di oltre il 40% dei casi attualmente positivi che si riflette sul numero dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, con gli ospedali sempre più vicini alla saturazione, oltre che sul numero di decessi, che nell’ultima settimana hanno superato quota 2.900″. Rispetto alla settimana precedente in quasi tutte le Regioni si rileva un lieve rallentamento dell’incremento percentuale dei casi che potrebbe dipendere sia dall’effetto delle misure di contenimento introdotte a fine ottobre, sia dalla saturazione della capacità di testing, visto che i casi attualmente positivi continuano ad aumentare ovunque. Destano particolare preoccupazione i tassi di occupazione ospedalieri: in 11 Regioni è stata superata la soglia di saturazione del 40% dei posti letto in area medica e in altre 11 Regioni quella del 30% per le terapie intensive.
La Fondazione evidenzia anche i 19.217 contagi che hanno riguardato negli ultimi 30 giorni gli operatori sanitari, rispetto ai 1.650 dei 30 giorni precedenti.

In audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera, il presidente Cartabellotta ha rilevato le criticità tecniche dell’attuale sistema di monitoraggio della pandemia da parte del Governo: dalla limitata tempestività – dovuta ai tempi di consolidamento dei dati e ai crescenti ritardi di notifica da parte delle Regioni – che favorisce la corsa del virus, alla qualità e completezza dei dati regionali, dalla complessità tecnica al peso eccessivo attribuito all’indice Rt. Secondo Cartabellotta “l’attuale sistema fotografa un quadro relativo a 2-3 settimane prima. Ovvero, usando lo specchietto retrovisore, invece del “binocolo, si rallenta la tempestività e l’entità delle misure per contenere la curva epidemica. Senza un immediato cambio di rotta sui criteri di valutazione e sulle corrispondenti restrizioni, solo un lockdown totale potrà evitare il collasso definitivo degli ospedali e l’eccesso di mortalità, anche nei pazienti non COVID-19“.

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di Andrea Polazzi