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Franceschini al CorSera

Spazi pubblici aggiuntivi: esentati da richieste alle Soprintendenze

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 11 mag 2020 14:56 ~ ultimo agg. 15:02
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Procedure più snelle per concedere a bar e ristoranti di ampliare i propri spazi esterni su suolo pubblico. Il progetto già avviato a Rimini con “Open Space” trova l’assist del Governo che ha allo studio una norma temporanea per l’estate che esenterà dal pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico e dai permessi delle soprintendenze.

Ad annunciarlo in un articolo del Corriere della Sera di oggi è il ministro al Turismo Dario Franceschini, che nel tracciare alcune linee per le prossime vacanze anticipa una norma specifica che riguarda i pubblici esercizi, bar e ristoranti. Secondo le linee guida di massima di cui si sta discutendo in queste ore i locali dovranno privilegiare soluzioni all’aperto, definire un limite di capienza considerando uno spazio che potrebbe essere di quattro metri quadrati a cliente (con tavoli distanti a due metri). Da qui la norma annunciata dal ministro che, da quanto si apprende dal quotidiano, prevede che le domande di concessione per l’occupazione di suolo pubblico andranno presentate solo all’ufficio competente del Comune. Domande che saranno considerate valide se entro cinque giorni il Comune non intervenga con un provvedimento di diniego. Gli esercenti quindi dovrebbero esentati da pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico per la superficie aggiuntiva e dal richiedere permessi delle soprintendenze.

Una norma che se sarà confermata consentirà di dare un ulteriore impulso al progetto Rimini open space andando a velocizzare ulteriormente le pratiche e consentendo quindi di dare una risposta immediata agli esercenti, che già da giorni si stanno muovendo per capire come poter riorganizzare i propri spazi e i propri servizi – commenta a caldo l’assessore Jamil Sadegholvaad. – La possibilità di evitare il passaggio con la Soprintendenza va nella direzione di favorire il lavoro degli operatori, con la consapevolezza che si tratta di soluzioni temporanee. Con la competente Soprintendenza, peraltro, c’era già una condivisione di obiettivi e un’intesa rispetto alla necessità di andare incontro ai nostri operatori, nel rispetto dei ruoli”.

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