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a Riccione

Alloggi comunali a canone calmierato. Approvato nuovo regolamento

In foto: Laura Galli con il sindaco
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 28 dic 2019 13:35
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Via libera in consiglio comunale a Riccione al nuovo regolamento per l’assegnazione e la gestione degli alloggi comunali a canone calmierato. Si tratta di 64 appartamenti dati in gestione dall’amministrazione, a partire dallo scorso anno, alla Geat.

Dopo il confronto a livello provinciale, il Comune di Riccione ha stilato il proprio regolamento che recepisce la normativa regionale e che prevede l’assegnazione degli alloggi a coloro che hanno almeno 3 anni di residenza sul territorio regionale, devono essere cittadini italiani o comunque cittadini della comunità europea, in caso di cittadini non europei che siano in regola con i permessi di soggiorno. Come per la richiesta delle case popolari. Le domande per l’assegnazione degli alloggi scattano il primo dell’anno e si concludono il 30 di aprile. La presentazione va corredata da Situazione Economica Equivalente (ISEE), come da Legge regionale, non superiore 40.125 euro. Inoltre dai tavoli provinciali è stato stabilito anche il requisito di un limite di reddito complessivo non inferiore a 15 mila euro l’anno per i nuclei familiari di uno o due persone e un limite non inferiore a 20 mila euro per i nuclei di tre o più persone. L’assegnazione avverrà dopo il 30 aprile (60 giorni per l’emissione delle graduatorie) previa verifica della validità dei requisiti.

Le tempistiche sono le stesse per l’assegnazione delle residenze popolari per cui si potrà presentare domanda per entrambe le tipologie in base ai requisiti personali. L’assegnazione, effettuata in base alle disponibilità, avverrà su base del Decreto ministeriale del 1975 che considera le metrature degli alloggi in relazione al numero di persone che compongono il nucleo familiare.

Gli alloggi saranno dati in locazione per tre anni con una possibile proroga di successivi due. Entro 30 giorni dall’assegnazione degli alloggi il nucleo familiare ha l’obbligo di occupare quello assegnato. Gli alloggi a canone calmierato come quelli di residenza popolare non possono essere acquistati da privati perché sottoposti a espressi vincoli sociali come previsti dalla legge.

Siamo partiti dal presupposto che dovevano regolamentare questa tipologia di alloggi – spiega il vice sindaco e assessore per i Servizi alla persona e alla famiglia, Laura Galliperché in precedenza venivano assegnati con delibera di Giunta comunale. Come amministrazione abbiamo partecipato ai tavoli di lavoro in Provincia, alla presenza delle organizzazioni sindacali, per dare il nostro apporto in termini politici e per uniformare il territorio. Si è preso spunto da quanto approvato nei tavoli provinciali e poi ogni singolo Ente ha avuto la possibilità di apportare determinate modifiche, soprattutto per quello che riguarda i punteggi per le assegnazioni degli alloggi. Al termine della procedura sarà emessa una graduatoria. Si tratta di una graduatoria aperta, così come per le residenze popolari. Viene cioè dato ogni anno la possibilità alle persone di poter presentare le domande in modo da permettere una rotazione negli alloggi assegnati, sui quali ci sarà un monitoraggio sia in caso di ospitalità superiore ad un mese, sia per la buona tenuta degli stessi”.

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