sabato 14 dicembre 2019
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Coppa Italia di Serie C

Rimini-Cesena 1-2, le pagelle di Nicola Strazzacapa

In foto: La Curva Est
di Icaro Sport   
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dom 4 ago 2019 21:44 ~ ultimo agg. 5 ago 16:32
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SCOTTI 4. Forse la sentiva troppo, forse si è fidato troppo delle sue capacità, di certo i due cazzotti bianconeri che hanno deciso la gara sono figli di una doppia papera del più esperto della banda: di piede e – con la complicità di un rimbalzo maligno – di scelta di tempo. Ci aggiunge un paio di mezzi miracoli quando i buoi hanno lasciato la stalla e il paratone sul gong che stanno a ribadire le indubbie qualità, ma la frittata era purtroppo già cotta e mangiata. Ritrovava la fascia da capitano, spiace che ricorderà questa sfida fra i suoi peggiori incubi. Giornataccia!

BOCCACCINI 5.5. Alterna qualche buona chiusura a qualche sgrammaticatura inevitabile con quella stazza in questo momento della stagione: sarà al top al momento giusto. Luci e ombre!

SCAPPI 5.5. Inizio complicato per prendere le misure a ritmi che non “frequentava” da qualche anno, cresce con il passare dei minuti mostrando anche qualche buon anticipo e una bella uscita palla al piede. Salva il 3-0 sulla linea tenendo viva la sfida fino al 94’. La ricostruzione è iniziata e la scommessa lanciata.

NAVA 5.5. Partecipa alla frittata che porta allo 0-1, poi stringe i bulloni e gioca la solita partita di sostanza. C’è di fisico e di testa, passa dal centro alla fascia con disinvoltura e ci prova fino alla fine. Cambiale!

MANCINI 5. Vorrei ma non posso, sembra sempre frenato e non azzarda niente. Lascia traccia solo con il cross raccolto da Picascia, e dopo una serie infinita di imprecisioni inizia a randellare: preso il giallo, Cioffi lo richiama a sé già al 35’. Acerbo!

VAN RANSBEECK 6. Corsa, grinta e animus pugnandi non gli fanno certo difetto e in un centrocampo a tre senza altri incontristi servono come il pane. Già è difficile portare la croce e cantare, farlo dopo due settimane di preparazione ancor di più. Incoraggiante e sei d’incoraggiamento.

PALMA 5.5. Cerca di prendere in mano il timone sotto l’assedio iniziale di un centrocampo più fisico. Non ha paura di farsi vedere e duetta palla a terra con Candido e& C, poi nella ripresa serve anche due bei palloni in profondità e va al tiro. Deve ritrovare la fiducia persa lo scorso anno, ma è sulla buona strada. Metronomo!

CANDIDO 5.5. Per una quarantina di minuti è il più al centro delle operazioni. Gioca molti palloni senza trovare l’illuminazione e con il cambio di modulo si sacrifica largo senza riuscire a fornire copertura (emblematico il coast to coast di Russitto inseguito a vano per mezzo campo) fino a uscire completamente dalla gara. Ci rientra nel forcing finale ritrovandosi sulla testa l’incredibile palla del possibile 2-2: non è materia per lui. Luci e ombre!

PICASCIA 6. Sua la prima vera occasione biancorossa: un destro in corsa su un bel taglio centrale su cross di Mancini che costringe Agliardi al salvataggio di piede. Suo l’assist da fermo per il 2-1. Nel mezzo ci mette un po’ di tutto, nel bene e nel male. Sufficiente.

ARLOTTI 5.5. Ci mette l’anima come da Dna, si fa in quattro prima da seconda punta e poi sulla fascia sinistra ma alla canonica abnegazione non corrispondono buone giocate. E neanche un rigore parso solare sul gong della prima frazione. Sacrificato all’intervallo per inserire un esterno di ruolo. Volitivo!

ZAMPARO 6. Inizia con un controllo che definire approssimativo è un eufemismo, ma nonostante la stazza mostra poi capacità di gettarsi in profondità o fare da sponda per i compagni e sulla prima imbeccata utile si libera di Brignani con una magia e trova sulla sua strada un Agliardi superbo. Gioca un derby da battaglia fino a quando non si accende il serbatoio della benzina e non si arrende mai anche quando è in riserva. Discreta la prima.

35’ pt PETROVIC 6. Non sempre lucido e preciso sulla trequarti, è spesso fuori tempo nel gioco aereo e sembra incredibile visti i centimetri. E’ invece chirurgico sulla prima palla utile che gli piove nel cuore dell’area e regala una girata da stoccatore che gli farà ricordare a lungo questa giornata. Prospetto!

1’ st BELLANTE 6. Si butta sul derby con la bava alla bocca, a volte appare più fumo che arrosto ma va sempre ai 100 all’ora e impreziosisce la sua gara con un paio di giocate interessanti: con una va a tanto così dal gol che poteva alimentare le speranze una ventina di minuti prima con una furbata da calcio a 5. Peperino!

34’ st CIGLIANO sv. Partecipa al forcing finale.

34’ st SILVESTRO sv. Come sopra.

CIOFFI 6. La differenza di condizione e amalgama si vede in appena cinque minuti, il suo uomo “garanzia” incappa in una giornata nerissima che trasforma il derby in un Mortirolo da scalare con una Graziella ma ottiene quelle risposte di cuore e coraggio che ricercava e si intravedono anche tracce di lavoro di squadra. Il suo Rimini era a dir poco incompleto (Ferrani, Alimi in caso restasse e Gerardi sono la spina dorsale e Finizio uno degli innesti di provata esperienza), aveva dieci giorni e quattro amichevoli in meno dei cugini ed era solo alla seconda uscita, ma ha provato sempre a giocare senza nascondersi anche quando sarebbe stato facile lasciarsi andare. Lui ha mostrato personalità con un cambio di modulo e una sostituzione già poco dopo la mezzora e con le mosse dalla panchina ha fatto crescere la squadra. Buon lavoro!

IL POPOLO BIANCOROSSO 10. Una Curva Est da Serie B, una cornice di pubblico d’altri tempi e soprattutto un tifo che in questa pazza estate e con uno 0-2 lampo a dir poco rocambolesco non ha mai smesso di farsi sentire dai calciatori in campo alimentando anzi le speranze d’impresa: la piazza biancorossa il suo derby l’ha stravinto ed è stato davvero un bel vedere e un bel sentire!

Nicola Strazzacapa

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