sabato 17 agosto 2019
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In foto: Petrovic festeggia il gol dell'1-2
di Icaro Sport   
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lun 5 ago 2019 10:38 ~ ultimo agg. 6 ago 10:10
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Io l’ho sentita la scossa tellurico-sportiva di ieri pomeriggio. Era attesa, perché mancava da un pezzo una sfida (peraltro quasi insignificante sotto l’aspetto del risultato) incorniciata dalla passione vibrante. Ma non era scontata. Invece è arrivata. Complimenti a tutti quelli che hanno reso ancor più calda la sfida sulle tribune.

In campo si sono viste due squadre dal passo e dalla fisicità diversi; differenti anche nell’organizzazione. Va rimarcata la quantità di benzina disponibile e anche la qualità del lavoro svolto fin qui. Tutti elementi a vantaggio del Cesena, che il tecnico vuole alto e spregiudicato, padrone della partita. È un’impostazione ‘presuntuosa’, che un campionato di alto livello riserverà alle squadre davvero forti e vedremo se i cugini saranno di quel lotto.

In campionato il Rimini non prenderà domicilio nella colonna sinistra; nell’inferno di quella di destra serviranno coraggio e denti affilati per stare lontani dal girone più basso. Basti pensare all’esperienza di qualche mese fa. I segnali di ieri sono quelli giusti, ma è solo il 4 agosto e il lavoro da fare è enorme. Bisogna aggiustare e irrobustire la squadra, bisogna inserire giovani che consentano di schierare almeno tre under stabilmente in ogni minuto di tutte le partite (ieri in partenza due nel Rimini e non bene; sei nel Cesena) e non sarà facile farlo perché la serie C ha ‘spazzolato’ quasi tutto quel che c’era di disponibile sul mercato. Tutte cose da fare in un contesto fin qui tecnicamente disordinato.

Insomma, l’1-2 di ieri è stata la migliore sconfitta possibile. S’è visto in negativo quel che si sapeva, s’è visto in positivo quel che si sperava. Per 60 minuti la superiorità cesenate è stata evidente, però quando la partita s’è messa meglio il Rimini (passato a quattro in difesa, assetto che nel calcio renderei obbligatorio per legge) ha usato qualità – il carattere – che non è facile trovare sul mercato.

L’avvio ufficiale della stagione ha anche il lato B e riguarda la definizione dell’assetto societario. L’aria che tira è quella di una guida estranea al territorio, cosa che non è mai produttiva per un club di serie C. Se la nuova componente societaria si paleserà davvero entro poco, ben spiegherà e ben motiverà, un pilastro fondamentale potrà passare il primo collaudo in vista della durissima stagione che verrà. Il secondo collaudo ci sarà al momento di onorare gli impegni. Adesso regnano le chiacchiere, che insieme alle sentenze definitive non costano niente e anzi spesso inquinano l’aria.

Cesare Trevisani

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