giovedì 19 settembre 2019
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In foto: la SS16 a Rimini nord
di Andrea Polazzi   
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gio 16 mag 2019 16:16 ~ ultimo agg. 17 mag 17:48
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Un brusco stop alla realizzazione della nuova Statale 16. Il Ministero dell’Ambiente ha infatti bocciato la richiesta di proroga della Valutazione di Impatto Ambientale. Il tema è stato questa mattina al centro di un incontro in provincia con amministratori e tecnici dei Comuni della costa e la Regione Emilia-Romagna. “E’ il disconoscimento – si legge in una nota – del lavoro svolto dall’intero territorio e portato avanti in oltre venti anni“. Nel corso della riunione è stato ripercorso l’iter che aveva portato il Ministero, nel 2013, ad esprimere parere favorevole alla VIA. Per l’approvazione del progetto (redatto da ANAS, titolare dell’infrastruttura) erano stati necessari più di 3 anni e nel 2018, allo scadere dei termini di durata della VIA era stata inoltrata la richiesta di proroga oggi negata.
Si tratta di un colpo durissimo alla programmazione e alla pianificazione del territorio” si legge in una nota della Provincia nella quale si ricorda che la nuova Statale 16 è una infrastruttura strategica per il territorio e il suo sviluppo economico. ANAS stava lavorando al progetto definitivo per arrivare al finanziamento di un primo lotto da mettere a gara, con risorse previste di 170 milioni di euro a fronte di un costo complessivo di 700 milioni di euro. Il rischio è che si debba ripartire daccapo riaprendo la conferenza dei servizi per un nuovo parere di valutazione ambientale, con un imprevedibile allungamento dei tempi. “E’ urgentissimo – spiega l’Ente – non bloccare l’opera ma proseguire nella progettazione e nella realizzazione il prima possibile”. La nuova Adriatica è, tra l’altro, prevista a tutti i livelli di pianificazione territoriale e già nel corso dell’ampliamento della A14 erano state realizzate alcune infrastrutture a servizio. La provincia definisce dubbie anche le motivazioni del diniego da parte del Ministero “perché in gran parte riferite a rilievi sulla qualità dell’aria (sia l’Italia che la Regione Emilia-Romagna si trovano in procedura d’infrazione) che paradossalmente subirebbe un serio peggioramento proprio per effetto della mancata realizzazione della variante”. Comuni, provincia e Regione hanno deciso di chiedere un incontro urgente al Ministero lanciando, al contempo, un appello ai parlamentari del territorio.

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