martedì 21 maggio 2019
In foto: fucili sequestrati
di Redazione   
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ven 26 ott 2018 13:06
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Tempo di bilanci per i Carabinieri Forestali a poco più di un mese dall’inizio della stagione di caccia.  144 sono stati i controlli effettuati, 117 i cacciatori controllati, 5 gli illeciti amministrativi contestati per un totale di 770 € di sanzioni, 5 le notizie di reato con 4 cacciatori deferiti all’Autorità Giudiziaria. Sono stati sequestrati 5 fucili semiautomatici da caccia e 275 cartucce da caccia oltre a due capi abbattuti (1 tordo bottaccio e 1 merlo)
In generale sul totale dei controlli, solo il 6% ha dato esito negativo anche se non sono mancate le irregolarità rilevanti con l’uso di richiami elettroacustici vietati di armi modificate.
Il fatto più grave rimane comunque il lieve ferimento di un ciclista sulla pista ciclabile Marecchia avvenuto il 16 settembre.

I dati – commenta il comandante Aldo Terzidimostrano la grande attenzione che stiamo dedicando, con le forze disponibili, al controllo dell’attività venatoria per la sicurezza dei cittadini e dei cacciatori stessi in un contesto di necessaria regolarità dell’esercizio venatorio all’interno dei limiti previsti dalla legge. Preoccupa molto il caso del ciclista ferito e la criticità già segnalata per la ciclabile del Marecchia su entrambe le sponde.  Il nostro impegno continuerà poi con ancor maggiore intensità nei prossimi mesi nei quali si concentrerà la caccia di selezione agli ungulati; questo nella consapevolezza che tale attività, soprattutto quella svolta con il metodo della braccata, presenta un più alto livello di rischio per la presenza di un numerosi gruppi di cacciatori molto vicini tra loro e determina inoltre rilevanti movimenti di ungulati e di altri mammiferi protetti, con aumento dei rischi di incidenti sulle strade; in particolare, in alcuni limitati casi, preoccupa l’esercizio della braccata in aree a maggiore naturalità e poco antropizzate dove trovano un habitat favorevole alcuni esemplari di lupo che invece vengono così’ costretti a spostarsi in aree meno adatte, più antropizzate e dove sono presenti allevamenti.”

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