sabato 16 febbraio 2019
In foto: il teatro Novelli
di Redazione   
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dom 23 set 2018 17:27 ~ ultimo agg. 17:28
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Il capogruppo della Lega Marzio Pecci, alla luce del “pensionamento” del teatro Novelli con l’apertura del teatro Galli e delle notizie di un concorso di idee per progettarne il futuro, esprime le proprie considerazioni che partono anche dalla storia della struttura di via Cappellini.

“Per studiare la futura destinazione dell’immobile non possiamo e, soprattutto, non dobbiamo dimenticare la storia che ha accompagnato questo “baraccone” che è stato molto importante nella vita della comunità riminese.  Non dobbiamo dimenticare il contributo dato da quel grande attore che è stato Ermete Novelli che ebbe il coraggio e la capacità di prendere, all’inizio del secolo scorso, quel baraccone dell’ Arena Lido per trasformarlo in un teatro stabile.  Si disse allora: “il Commendatore Ermete Novelli ha compiuto uno dei suoi soliti miracoli ha dato vita ad un morto”.
Noi non vogliamo tradire né la storia ne’ l’opera del fondatore.
Non possiamo dimenticare i vari Congressi dell’avvocatura ove furono stipulati i primi accordi di politica forense per la nascita dell’OUA (Organismo Unitario dell’Avvocatura). Non possiamo dimenticare le “Giornate del Pio Manzù” di Gerardo Filiberto Dasi che portarono il Novelli e la città di Rimini nel mondo: dall’Africa mediterranea, al Medio-Oriente fino agli Stati Uniti d’America.
Per questo e non solo per questo il teatro Novelli dovra’ rimanere il tempio della cultura e del dialogo delle culture.
Ad esempio potrebbe diventare l’Università del teatro oppure, come già ho detto in Consiglio comunale, potrebbe diventare il museo dell’arte moderna e contemporanea e della Pop Art che, invece, il Sindaco e l’Assessore Pulini, vogliono collocare nelle sale dell’Arengo e del Podestà strutturalmente inidonee a questa destinazione.
L’Amministrazione Comunale non può ripetere gli errori del passato come fu ad es. l’abbattimento nel 1954 della “Fontana dei quattro cavalli”, oppure l’abbattimento dei tanti villini e palazzi storici. Dobbiamo salvaguardare la storia della città.  Solo in questo modo il teatro Novelli continuerebbe, come dice spesso il sindaco, a “parlare” con il teatro Galli, con il museo Fellini, con Castel Sismondi e gli altri beni storici – culturali che ci consentiranno di porre la città di Rimini come porta di ingresso del turismo culturale in Italia”.

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