mercoledì 19 dicembre 2018
di Redazione   
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mar 28 ago 2018 13:05 ~ ultimo agg. 17:17
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Approvata dalla Giunta regionale l’assegnazione dei contributi per il 2018 per i servizi educativi 0-3 anni. Si tratta di 7,2 milioni, ripartiti in base al numero dei bambini iscritti (a nidi d’infanzia, spazio bambini, centri per bambini e famiglie, servizi domiciliari e sperimentali) presenti nei singoli Comuni. Alla provincia di Rimini spetta, quindi, la quota più bassa in Regione: circa 365mila euro. Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza riferiti all’anno educativo 2016-2017, a Rimini i bambini da 0 a 3 anni iscritti ai servizi educativi erano 1.823, iscritti in 62 strutture.

I contributi saranno assegnati dalla Regione direttamente ai Comuni ed Unioni e ripartiti in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi. Larga parte delle risorse (6 milioni 525mila euro) è finalizzata alla gestione e al consolidamento dei servizi per la prima infanzia: nell’ambito di questa cifra, è previsto un incremento di 182.700 euro per i bambini iscritti ai servizi educativi di Comuni montani, e una quota aggiuntiva di 137.000 euro assegnati sulla base del numero di bambini con disabilità. La quota di 725.000 euro è destinata a sostenere la qualificazione dei servizi educativi, attraverso il coordinamento pedagogico territoriale (300 mila euro) e la formazione permanente del personale (425 mila euro).

Il finanziamento rientra in un programma triennale (2018-2020) regionale, varato dalla Giunta e poi approvato dall’Assemblea legislativa, finanzia e qualifica il sistema socio-educativo dell’Emilia-Romagna per la fascia d’età 0-6. Le risorse dovranno essere utilizzate anche per contenere i costi delle rette a carico delle famiglie e ridurre le liste d’attesa per le iscrizioni; serviranno a garantire il funzionamento dei coordinamenti pedagogici territoriali e la formazione degli operatori dei servizi educativi; e, inoltre, a valorizzare nel suo insieme il sistema pubblico-privato dei servizi per l’infanzia, tramite la promozione dello strumento delle convenzioni.

Ma gli indirizzi di programmazione prevedono un’altra novità: la graduale promozione sul territorio regionale dei “Poli per l’infanzia”, che riuniscono in un unico o più edifici vicini gli asili nido e le scuole per l’infanzia con l’obiettivo di assicurare la continuità educativa ai bambini dalla nascita fino a 6 anni.