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Governo, passi avanti M5S-Lega. Petitti perplessa da PD; Rufo Spina: FI partito serio

NazionalePolitica

10 maggio 2018, 18:05

Dopo il via libera di Berlusconi al tentativo di Governo Lega – Movimento 5 Stelle, Salvini e Di Maio hanno chiesto al Capo dello Stato Mattarella qualche giorno di tempo per verificarne la fattibilità. Il leader del Carroccio si dice ottimista e parla di “sostanziali passi avanti“. “Sono momenti importanti non per il Movimento ma per la Repubblica italiana ” commenta invece Di Maio in un video su Facebook dove ammette che il tempo è comunque poco e c’è l’obbligo di “fare un lavoro fatto bene” per “ottenere risultati significativi per i cittadini“.

Dalle indiscrezioni emerse, sembra che il nome del nuovo premier non sarà però quello di nessuno dei due leader. Si parla di una figura di alto profilo che potrebbe essere indifferentemente un tecnico od un politico. L’identikit c’è, ma il nome non sarà svelato prima dell”intesa sui punti del programma che M5S e Lega stanno definendo.

Alla finestra resta il PD. Sulla sua pagina facebook l’assessore regionale Emma Petitti, membro della direzione nazionale Pd, non lesina critiche ai colleghi di partito. “Ciò che mi lascia perplessa (per non dire basìta) – scrive – è l’atteggiamento che c’è in parte del gruppo dirigente del Partito Democratico, volto a gridare “al lupo al lupo” per il varo del nuovo esecutivo, agitando lo spauracchio del governo di destra, populista, antieuropeista, degli irresponsabili e chi più ne ha più ne metta, senza però avere l’onestà intellettuale di ammettere che questa è la soluzione voluta anche da una parte rilevante del Pd”.

La Petitti ammette di non aver mai visto addirittura “esultare per la formazione di un Governo ‘avversario’” forse “con la speranza di vedere le cose andare male (è facile che succeda) e dire “l’avevo detto!””.
Non ci si rende conto”, rileva l’assessore regionale, “che se le cose andranno male (come qualcuno auspica) ad andare male sarà l’Italia, che per me viene prima dell’interesse di bottega di una forza politica. Si è scelto di aspettare il cadavere sulla riva del fiume ma il pericolo è che quel cadavere sia quello del Paese”.
La Petitti ribadisce poi che il Pd avrebbe dovuto dare la propria disponibilità ad una verifica con il M5S anche se “probabilmente non c’erano le condizioni per un accordo” perché “avrebbe reso più difficile questo epilogo e si sarebbe comunque provato a far emergere da un lato le contraddizioni (tante) grilline, dall’altro quella che definirei la parte più di sinistra del movimento stesso”.
Secondo la Petitti il PD è ancora fermo al 5 marzo e ha “deliberatamente deciso di non analizzare le cause del risultato disastroso per correggere profondamente la ”linea” e provare a ripartire, ma ci si è presentati senza nessun seppur minimo segno di autocritica, ma con battute e addirittura una certa aria di sfida verso gli italiani che non avevano capito nulla del nostro operato e della nostra proposta”.
Sarà utile – conclude – che, oltre a godersi (coi pop corn ha detto qualcuno) lo ‘spettacolo’ offerto dal nuovo esecutivo, ci si organizzi per ricostruire un partito che sia percepito per davvero come un’alternativa valida ma soprattutto credibile; che si rivolga a chi è rimasto indietro e non ce la fa più, a chi deve essere incluso nella società secondo i metri di misura valoriali che ci hanno sempre guidato: giustizia sociale e solidarietà. Evitiamo di perdere tempo a mangiare i pop corn, perché possono anche andare di traverso, rimanerci indigesti e farci molto ma molto male”.

Sul via libera arrivato invece da Forza Italia con l’intenzione però di non votare la fiducia arriva il commento del coordinatore comunale del partito a Rimini, Carlo Rufo Spina. “Forza Italia – scrive – si conferma l’unico partito serio e responsabile del panorama politico, non mette intralci ma non sosterrà mai governi improbabili e distanti dai nostri valori del liberalismo conservatore“. E ancora. “Voteremo, come sempre, i provvedimenti che riterremo giusto appoggiare, ma dall’opposizione. Certo che da oggi – conclude – chi rappresenta il centro-destra, almeno a livello nazionale, siamo solo noi”.

Andrea Polazzi

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