mercoledì 16 gennaio 2019
di Redazione   
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ven 30 mar 2018 12:38
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I segretari della Funzione Pubblica delle CGIL dei territori che fanno parte dell’Ausl Romagna lamentano una grave carenza di personale infermieristico che, in prospettiva, potrebbe avere gravi conseguenze sull’attività dell’azienda e sul servizio ai cittadini.

In questo periodo numerosi sono  i problemi che si addensano   sull’Azienda USL della Romagna (ritardo nel pagamento degli straordinari, richiamo dalle ferie, doppi turni, ecc.), ma la madre di tutti i problemi rimane sempre una: mancano infermieri”. Se la Direzione Generale non investe in assistenza infermieristica a poco serviranno le previstestabilizzazioni o le mobilità in arrivo dalle altre Regioni.Già oggi alle porte dell’estate sono numerosi i reparti in sofferenza cronica per assenze del personale, perché ebbene sì, capita che anche gli infermieri si ammalino.
Una realtà come l’Ausl Romagna no n puo’ non avere infermieri per mandare avanti le medicine, legeriatrie, le chirurgie ed altro.
L’ inserimento di personale con il contagocce non è un atto di coraggio, bisogna investire in progetti, in
cultura, in formazione.
Un messaggio anche alla politica che “deve capire che gli investimenti in sanità qualif icano le azioni assis ten ziali; con più assistenzaindividuale si abbattono i costi economici, si abbatte la mortalità e si migliorano le condizioni di vita degliassistiti e dei lavoratori, sempre più strozzati da incombenze famigliari e lavorative, specie le donne, chevivono nel confine sempre più sottile della cura degli altri, malati o figli che siano”.
Conclusione. Se non si investe sul personale, “il rischio è il tracollo pezzo per pezzo, reparto per reparto, di una Azienda basata anche, ma oggi soprattutto, sul sacrificio dei lavoratori”.

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