Agricoltura dove la terra trema: dal centro Italia la storia di un agricoltore che non molla

Come si fa a fare gli agricoltori dove la terra trema? Ce lo racconta Giovanni Angelini Paroli nella quarta puntata di New Farmers dalla terra delle lenticchie colpita dal terremoto nel 2016 e 2017. Sono spesso i territori più belli ad essere anche quelli più delicati e fragili, proprio come quello situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la Valnerina, una verde vallata dell’Umbria che nell’autunno 2016 è stata colpita da un terremoto di magnitudo superiore a 6 e da allora tutto è cambiato.

La Valnerina vanta numerosi prodotti alimentari riconosciuti a livello nazionale ed internazionale fra cui la lenticchia di Castelluccio di Norcia, che proprio a causa del sisma ha rischiato di non poter essere coltivata. Qui Giovanni ci racconta come si vive e lavora come agricoltore e imprenditore turistico nonostante il terremoto.

Giovanni, 43 anni, è profondamente legato al casale Fonte Antica e alla terra che lo circonda, un luogo che racchiude ancora oggi gran parte dei ricordi di famiglia. Insieme ai fratelli Elisabetta e Paolo e alla mamma Anna, Giovanni prosegue il sogno iniziato dal papà Angelo, recuperando la vecchia casa di famiglia ristrutturata nel 2007 secondo le più avanzate norme antisismiche, e che oggi ospita turisti dall’Italia e dall’estero. La famiglia di Giovanni conduce anche un’azienda agricola di circa 50 ettari per produrre lenticchia, farro e cicerchia. A questo sposano l’attività agrituristica con un frutteto, un orto e delle piante officinali.

Da New Farmers: un viaggio tra i nuovi agricoltori conosciamo Giovanni Angelini Paroli che fa l’agricoltore dove la terra trema

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La storia di Giovanni ci permette di capire come si possa vivere in queste meravigliose terre, dove tante sono le difficoltà economico e sociali legate al terremoto e non solo, in una terra famosa in tutto il mondo per il suo fascino.

LA VALNERINA

E’ la valle del fiume Nera, che nasce presso i Monti Sibillini nelle Marche, attraversa una zona montuosa nell’Umbria sud-orientale, per poi raggiungere Terni e di lì sfociare nel Tevere presso Orte. Ha un carattere montuoso e comprende le province di Terni, Rieti, Perugia e Macerata. E’ una zona agricola importante, un territorio inalterato e genuino, che vanta numerosi prodotti alimentari di alta qualità fra cui il Prosciutto I.G.P. di Norcia, il Farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto, la lenticchia I.G.P. di Castelluccio di Norcia,  lo Zafferano purissimo di Cascia, il Tartufo Nero Melanosporum pregiato di Norcia, le trote Fario del fiume Nera, la Cicerchia e la Roveja di Civita di Cascia oggi presidio slowfood, i formaggi caprini e pecorini I.G.P. e D.O.P.

LA LENTICCHIA IGP DI CASTELLUCCIO DI NORCIA 

I terreni attorno a Castelluccio sono sassosi, con alta concentrazione di fosforo e bassa disponibilità di potassio, caratteristiche che rendono la lenticchia IGP ricca di proteine e ferro. Dopo la preparazione dei terreni e la semina in primavera, la coltura non ha bisogno di molte cure. L’altitudine della piana la protegge infatti da parassiti e funghi e la presenza di infestanti non danneggia le colture, anzi, ha fatto la fortuna turistica dell’area per la famosa fioritura, che non è dovuta ai piccoli fiori bianchi della leguminosa ma all’esplosione di colori delle altre piante: dal fiordaliso al papavero alla colza selvatica.

TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA DEL 2016 E DEL 2017

La prima forte scossa, di magnitudo 6.0, è avvenuta il 24 agosto 2016 con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP). Due potenti repliche sono avvenute il 26 ottobre 2016 con epicentri al confine umbro-marchigiano, tra i comuni della Provincia di Macerata di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Il 30 ottobre 2016 è stata registrata la scossa più forte, di magnitudo 6.5 con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in Provincia di Perugia. Il 18 gennaio 2017 è avvenuta una nuova sequenza di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5, con massima pari a 5.5 ed epicentri localizzati tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno.

EFFETTI SU AGRICOLTURA E ZOOTECNIA 

Oltre ai danni alla popolazione, al patrimonio culturale ed artistico si sono registrati danni al settore primario che, in queste zone, è prevalentemente incentrato sulla zootecnia. Le mucche, ad esempio, a causa del sisma, erano sotto stress e costrette a vivere all’aperto hanno ridotto di almeno il 30% la produzione di latte. Molti annessi agricoli sono crollati e gli imprenditori agricoli si sono ritrovati con la casa, la stalla o i caseifici inagibili. Però, dopo il terremoto la missione era quella di garantire la semina delle lenticchie in primavera, così è avvenuto e nel 2017 si è potuto di nuovo ammirare la spettacolare fioritura della piana di Castelluccio e garantire così l’economia del luogo.

 

Francesca Magnoni

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