I tifosi del Rimini “invadono” il Consiglio Comunale. Poi l’incontro con Gnassi e Brasini

I tifosi del Rimini "invadono" il Consiglio Comunale. Poi l'incontro con Gnassi e Brasini

in foto: I tifosi prima di entrare in Consiglio Comunale

Una sessantina di tifosi biancorossi, “armati” di striscione con scritto un eloquente “Salviamo il Rimini” hanno presenziato, alle 19 di ieri (giovedì) il Consiglio Comunale di Rimini. Qualche coro, qualche fumogeno, poi l’incontro con il sindaco Andrea Gnassi e l’assessore allo Sport, Gian Luca Brasini, intervenuto ieri con una nota dopo l’SOS lanciato dal responsabile del Settore Giovanile biancorosso, Valter Sapucci. Incontro che si è protratto fino a quasi le 22.

LA NOTA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI RIMINI SULL’INCONTRO CON I TIFOSI BIANCOROSSI

Si è svolto nel tardo pomeriggio di giovedì 3 marzo un incontro tra il sindaco Andrea Gnassi, l’assessore allo Sport Gian Luca Brasini e una delegazione di sostenitori dell’Ac Rimini, preoccupati per il futuro della principale squadra di calcio cittadina a causa delle serie difficoltà finanziarie della gestione. Un confronto che è servito da una parte ai tifosi per esprimere fortissima ansia per le sorti di una realtà che è “un patrimonio di tutta la città” e dall’altra all’amministrazione per mettere a fuoco le ipotesi, gli strumenti e le possibili azioni per scongiurare la nuova emergenza sportiva, che ha molte connessioni sociali attraverso il coinvolgimento del ricco settore giovanile biancorosso. La priorità oggi è salvare la stagione sportiva, garantendo la continuità dell’attività all’intero arcipelago dell’AC Rimini, e in un secondo momento a ragionare su solide prospettive future.

“I colori non si comprano, ma appartengono – sottolineano il sindaco Gnassi e l’assessore Brasini. Chi può e ne ha la possibilità deve dare il suo contributo ora per salvare il Rimini, per arrivare alla fine del campionato e poi, una volta a riva, ragionare sul futuro. Non si tratta solo di salvare questa o quella società, ma di tutelare i colori che rappresentano la città e una comunità che crede nel valore sociale e aggregativo dello sport. Il Rimini, il calcio, infatti rappresenta un pezzo di una ‘comunità’ sportiva cittadina complessa, che conta migliaia di tesserati nelle diverse discipline, e che nel suo complesso necessita di essere rilanciata, sostenuta, aiutata e che non può e non deve contare solo sullo sporadico o isolato contributo del “buon samaritano” di turno. Per questa ragione negli ultimi anni, l’Amministrazione ha agito nel suo ambito di competenza, investendo su una riqualificazione importante degli impianti sportivi comunali del territorio, dalla casa del basket a quella del volley, passando per le palestre alla nuova piscina, ai campi di quartiere. E così agirà nel presente e nel futuro, per il bene di tutto lo sport riminese.

Quello con i tifosi biancorossi è stato un confronto necessario, attraverso il quale l’amministrazione comunale ha messo in fila quanto fatto per sostenere il Rimini, non solo intervenendo in maniera concreta attraverso la riqualificazione del campo da calcio del Neri dopo oltre sessant’anni, ma svolgendo un silenzioso ruolo di ‘ponte’ e di ‘mediazione’ che doverosamente non è stato pubblicizzato. Adesso è giunto il momento però di tornare ad alzare la voce e di fare ognuno la propria parte per salvare un ‘tesoro’ il cui valore non è economico, ma è identitario e sociale. Per questo motivo l’incontro con la delegazione dei tifosi è terminato con la definizione di una serie di azioni a breve e a medio termine che, ognuno per competenza, si impegna a portare avanti, partendo dal presupposto che nessuno in solitario ha le possibilità di salvare le sorti del Rimini e reggerne sulle spalle il destino.

L’Amministrazione comunale ha ribadito nuovamente la volontà di farsi promotore di un incontro tra l’attuale proprietà e gli eventuali interlocutori interessati a subentrare. Questo per capire se ci siano realmente i margini e le possibilità per arrivare ad un accordo che consenta innanzitutto di avere le condizioni minime per concludere il campionato in corso, salvaguardare l’attività del settore giovanile e di evitare il fallimento;

L’Amministrazione provvederà a verificare le condizioni di alcuni servizi dello Stadio attualmente non funzionanti o in cattive condizioni per rendere l’impianto funzionante ‘a pieno regime’ dopo gli importanti interventi di rifacimento del manto e degli spogliatoi;

– Così come già fatto più volte nel passato più o meno recente, seppur con scarsi esiti, l’amministrazione ha rinnovato l’impegno a chiamare a raccolta coloro che possono aiutare il Rimini in questo difficile momento. Siamo convinti, senza se e senza ma, che la città necessiti di un salto culturale sul tema dello sport: serve un sostegno strutturale, non solo per la Rimini calcio ma per le tante realtà sportive del territorio appese a un filo perché in cronica carenza di risorse. Il calcio in questo senso, fatta salva una parentesi gloriosa con la gestione Bellavista, è la dimostrazione più lampante di come il nostro tessuto economico, rispetto a quello di altre realtà anche vicine, sia per natura ‘distratto’ verso lo sport, sottovalutandone il valore, anche sociale. Posto che l’Amministrazione, sul fronte del sostegno economico, deve tenere fede a vincoli precisi imposti dalla legge (che, ad esempio, vieta sponsorizzazioni acquisizione di partecipazioni azionarie in società non strettamente necessarie al perseguimento dei fini istituzionali dell’Ente e infine di erogare contributi in favore di società sportive professionistiche), quello che può fare è rendersi aperta e disponibile verso tutti coloro i quali busseranno alle porte del Comune con un progetto sportivo serio, che abbia basi solide, che miri alla valorizzazione del movimento giovanile e che abbia prospettive future. Dal canto suo, il Comune metterà a disposizione tutto quanto nella sua capacità e tutti gli strumenti per garantire le condizioni di sviluppo e di consolidamento di un progetto di questo tipo, che una città come Rimini merita”.

IL VOLANTINO DEI TIFOSI DEL RIMINI

Durante il sit-in davanti al consiglio, i tifosi avevano distribuito un volantino. Questo il testo:

“Rispetto per lo sport riminese!
Basta indifferenza e speculazioni!
SALVIAMO IL RIMINI!

L’assessore allo sport, che si lancia come al solito in inutili appelli a cose ormai fatte, al pari del sindaco, non si è mai visto allo stadio (ma anche al palasport, e anche al baseball, salvo arrivare all’ottavo inning della finale decisiva: per Brasini significativamente più presenze alle inaugurazioni degli eventi che sui gradoni dei decantati “impianti” riminesi). La gestione del Neri, definita “vitale” nel progetto De Meis, si è insabbiata, e alla fine la paradossale questione dei bar chiusi o improvvisati da inizio stagione con un bando che tuttora manca è davvero indicativa. E’ credibile che lanci un appello a dare una mano chi per primo CONCRETAMENTE non l’ha data? Dobbiamo, amaramente, ritornare su un discorso che portiamo avanti ormai da mesi, da quando abbiamo capito che un unico proprietario con una azienda stagionale non poteva farcela: la politica riminese se ne frega dello sport riminese. Ha scelto di sostenere gli eventi – facendo concorrenza alle squadre cittadine in fatto di sponsorizzazioni – e ha investito negli impianti. E così ci troviamo con un palasport nuovo (anzi già in ristrutturazione) ma con la squadra di basket fallita e in categorie minori, con un campo nuovo e con la squadra di calcio fallita, con una casa del volley finanziata e la squadra fallita e ritirata dal campionato prima ancora di poterci mettere piede (con l’assessore che dichiara che il fallimento era una scelta giusta, non uno smacco per la città!).
Negli ultimi sette anni sono falliti basket, pallamano, due volte la pallavolo, sta fallendo per la seconda volta il calcio, la media è di quasi un fallimento all’anno. Sarebbe forse il caso che la politica facesse un esame del suo operato invece di fare appelli scaricabarile? E con essa l’imprenditoria riminese. Una parte ha affossato il Rimini nell’ultima gestione. L’altra, mai sollecitata ai suoi doveri civici e sociali dall’amministrazione, se ne è fregata.
Intanto l’eventificio comunale, incurante, non arresta la sua marcia effimera, con feste e finali per squadre di altre città nei nostri impianti. A Rimini(ng) si consegnano trofei agli altri mentre le nostre squadre falliscono. Un affronto alla città che passa sotto silenzio anche da un’informazione anestetizzata e acritica.
Al di là di tutto, però, ci è chiaro che il fallimento vero è per l’ennesima volta quello della città che si nasconde, della politica, che continua sulla scia dello scempio fatto con Bellavista e la questione stadio, dell’imprenditoria parassitaria, dell’impiantistica rappezzata ma obsoleta che ormai sta punteggiando la città di cattedrali nel deserto (vedi l’inutile 105 stadium, usato solo per i concerti di Laura Pausini al prezzo collettivo di motori immobiliari cementificatori), dell’idea di polifunzionalità che penalizza tutti e che non è pianificata da nessun’altra città né auspicata dai vertici sportivi sia del calcio che dell’atletica. Tutte scelte suicide.

Sono inacettabili queste politiche da divertimentificio in crisi, sulla pelle della tifoseria riminese.
Non staremo a guardare la barca che affonda mentre i politicanti locali suonano l’orchestra in stile Titanic.
A chi chiede di salvare il settore giovanile, rispondiamo che faremo la nostra parte perchè nulla sia abbandonato a sé stesso andando in rovina.
Prenderemo le nostre responsabilità di fronte a questo scempio perchè il cuore ci chiama e la passività non fa per noi: chi pensa di poter speculare sulle nostra passione non ha fatto bene i suoi conti.
Chiamiamo a raccolta la tifoseria e chi ha a cuore il bene collettivo della città a partire da una raccolta fondi che verrà fatta già da subito fino a fine campionato.
Oggi siamo a gridare la nostra rabbia di fronte al teatrino del consiglio comunale, dato che chi vi siede non è incolpevole.
Occorre che le cose cambino radicalmente.
Non ci fermiamo qui.

La tifoseria riminese”

SABATO ALLO STADIO “ROMEO NERI” LA SECONDA INIZIATIVA: LA “COLLETTA DELL’ORGOGLIO”

In ogni settore dello stadio ci saranno tifosi incaricati di raccogliere quanto ognuno possa dare per assicurare alla prima squadra ed alle giovanili un tranquillo proseguo di campionato. “Ci teniamo a sottolineare – scrivono i tifosi in una nota – che quanto verrà raccolto non sarà consegnato direttamente alla società ma sarà utilizzato per pagare (senza intermediari) pullman per le trasferte, alberghi o qualunque altra cosa possa servire. Ad un’offerta di 10€ o più verrà regalata anche una sciarpa biancorossa“.

Roberto Bonfantini

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