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In foto: Il deputato riminese Tiziano Arlotti
di Roberto Bonfantini   
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mer 11 nov 2015 15:22 ~ ultimo agg. 15:29
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TIZIANO ARLOTTI (DEPUTATO PD RIMINI) COMMENTA L’AGGREGAZIONE DELLE BANCHE DI CREDITO COOP. E DELLE CAMERE DI COMMERCIO

“In questa settimana due eventi importanti sono accaduti: la fusione delle Banche di Credito Cooperativo Valmarecchia e Rimini e la nascita della Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini – scrive Tiziano Arlotti -. Due fatti che avranno un impatto significativo sulle nostre comunità , sulle famiglie e sule imprese.

La fusione delle due BCC con un capitale di 200 milioni, 1,5 miliardi di raccolta e oltre 900 milioni di impieghi che vanta 4.500 soci e 50.000 clienti va nella direzione giusta: quella di dare continuità ai valori mutualistici che sono alla base della storia ultracentenaria delle Casse Rurali e Artigiane che nacquero concedendo “il credito d’onore” per poter acquistare le sementi e la forza motrice per lavorare i campi e per sostenere l’artigianato.

Questa fusione consente di radicare ancor di più le BCC sul territorio e, grazie alla ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie e logistiche le rende più competitive e più forti sui servizi offerti alla clientela, garantisce maggiormente sostegno a imprese, famiglie, terzo settore e associazionismo.

Va nella direzione di quanto a breve sanciremo per legge nel Parlamento completando il percorso avviato con la nuova legge sulle banche popolari.

Su un totale di 700 banche italiani ben 370 sono Banche di Credito Cooperativo e la Banca Centrale Europea già da tempo ha posto il problema di relazionarsi con un sistema meno frammentato proprio per salvaguardare al meglio la solidità e il radicamento sul territorio.

Dall’altra parte la aggregazione delle due Camere di Commercio delle Provincie di Rimini e Forlì-Cesena che comprendono un territorio in cui operano circa 100.000 imprese ed ha 730.000 abitanti e un fatturato annuo complessivo di circa 20 miliardi va nella direzione della recentissima Legge di Riforma della Pubblica Amministrazione.

Anche in questo caso le economie che si attiveranno e le sinergie avranno effetto positivo per il territorio, le imprese e l’economia nel suo insieme.

In entrambe le aggregazioni c’è stato un percorso che si è sviluppato per discuterne approfonditamente, per favorirne la gestazione e il risultato è stato raggiunto con unanimità. Ciò significa che gli amministratori ed i soci hanno condiviso e fatte proprie le volontà del legislatore.

Non posso però non evidenziare che, nel caso della fusione delle Banche di Credito Cooperativo non siamo, ( e qui lo dico da socio BCC) riusciti a far decollare anche la seconda fusione fra Banca Malatestiana e Banca Romagna Est.

Analogamente la aggregazione delle due Camere di Commercio è un fatto positivo ma manca della aggregazione della CCIA di Ravenna.

Non mi permetto di sindacare la scelta dei ravennati, ma voglio evidenziare che questa situazione che si è creata è in netto contrasto con le politiche e le strategie di Area Vasta della Romagna sulla quale siamo stati i primi in assoluto ad attivarci e su cui la Regione, e presto anche lo Stato con apposite norme, interverrà.

Mi auguro che in tempi brevi si possa raggiungere in entrambi i casi una adeguata e coerente dimensione territoriale per le BCC e di Area Vasta per la camera di Commercio. Personalmente non mi stancherò di lavorare per raggiungere l’obiettivo”.

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