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Oggi al Museo della Città la cerimonia di apertura del nuovo anno scolastico

RiminiScuola

10 settembre 2012, 17:26

Oggi al Museo della Città la cerimonia di apertura del nuovo anno scolastico

Alla lettura del messaggio augurale del direttore generale del Miur Lucrezia Stellacci, assente per impegni istituzionali, sono seguiti i saluti del Prefetto Palomba, del Presidente della Provincia Vitali, del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, del Presidente Polo Scientifico — Didattico di Rimini Giorgio Cantelli Forti.
Nel suo intervento il sindaco Gnassi ha rimarcato l’impegno dell’Amministrazione per la scuola e l’istruzione, con un passaggio anche sulle difficoltà in tema di edilizia scolastica, tema quanto mai attuale, si pensi al caso delle elementarti Conforti. Difficoltà, ha detto, legate a un problema di disegno urbano più che a un problema di mancata attenzione.
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L’intervento del sindaco Gnassi:

“L’Amministrazione che ho il compito di guidare sente di portare una grande responsabilità nei confronti delle generazioni che si affacciano alla vita di comunità in questi anni. E sente anche il peso di decenni di scelte di politica generale e amministrativa che raramente hanno investito con determinazione sulle opportunità da lasciare in dote alle generazioni successive.

Fin dal nostro insediamento abbiamo inteso mandare a tutti i legittimi portatori di interessi che operano nella nostra città un messaggio chiaro e semplice: che non saremmo stati disposti a scambiare la tranquillità e le comodità dell’oggi con il disagio e le contraddizioni di carattere economico, sociale e ambientale che potrebbero esplodere domani, magari quando il nostro mandato sarà scaduto.

Non so se questo avrà aumentato la nostra popolarità presso tutti i settori della società riminese ma questa è la pre-condizione che mi permette qui di essere in mezzo a voi con perfetta tranquillità di coscienza a testimoniare l’importanza che annettiamo all’istruzione e alla formazione nel processo di crescita umana e civile dei giovani; e a testimoniare la vicinanza e l’attenzione delle Istituzioni locali nel momento di avvio di una nuova stagione formativa ed educativa.

Consideriamo l’istruzione un bene pubblico ed una preminente responsabilità pubblica perché siamo consapevoli che da essa dipende in larga misura la qualità della convivenza civile futura; e dalla qualità della convivenza civile dipendono anche gli assetti economici e sociali e il benessere delle comunità. Per questo credo di poter dire che dei servizi educativi e scolastici (dai nidi d’infanzia all’università) non beneficiano solo le famiglie o gli utenti diretti ma primariamente la comunità locale e nazionale complessivamente considerata.

La scuola riminese, ho già avuto modo di sottolinearlo altre volte, ha molti tratti positivi da mostrare, è prolifica di esperienze significative, di luoghi in cui si elaborano, si custodiscono e trasmettono saperi di eccellenza.

Ritengo che il nostro e vostro compito sia da un lato quello di coltivare queste eccellenze, dall’altro di elevare gli standard di base del sistema educativo e formativo che deve qualificarsi come serio e rigoroso e al tempo stesso accogliente e inclusivo.

Il Comune di Rimini nell’annualità in corso ha incrementato significativamente (se il dato lo si contestualizza all’interno delle disastrose condizioni della finanza locale) le risorse destinate a soccorrere quei bambini e ragazzi che all’interno del sistema scolastico mostrano maggiori fragilità, e difficoltà di integrazione.

Ma oltre agli interventi di diritto allo studio sono in essere nel nostro Comune interventi di “promozione dell’agio” con risorse rilevanti del settore sociale che hanno visto il diretto protagonismo diretto nella progettazione dei dirigenti scolastici delle scuole dell’obbligo; condizione questa piuttosto rara, se non unica, nel panorama regionale.

Credo che questo esempio valga più di tutte le esortazioni solenni a rafforzare la rete delle sinergie interistituzionali, delle relazioni costruttive tra il mondo della scuola, le famiglie e le istituzioni.

Non voglio nascondere che il nostro territorio soffre di difficoltà importanti sul terreno dell’edilizia scolastica, particolarmente sul versante della scuola dell’obbligo. Tali difficoltà, a vedere bene, sono il riflesso, più che di una storica trascuratezza, dei limiti di un modello di sviluppo che ha largamente condizionato anche il disegno urbano. La edificazione di una scuola al servizio del territorio è essenzialmente un tema di disegno urbano e solo in seconda battuta un capitolo del piano delle opere pubbliche.

Occorre progressivamente recuperare questo nesso se si vogliono trovare soluzioni che guardano oltre la mera emergenza per qualificare realmente il sistema di offerta.

In quest’ottica integrata deve essere condotta anche la operazione in corso di riorganizzazione della rete scolastica.

Come vi è noto, tale riorganizzazione deve poggiare sull’obbligo, contenuto in una legge dello Stato, di prevedere tutti Istituti comprensivi, che se da un lato comporta problematiche relative alla presenza sul territorio di pochi grandi contenitori, dall’altro offre l’opportunità di seguire il percorso pedagogico dei ragazzi dalla scuola infanzia a quella secondaria di primo grado.

Nonostante queste condizioni di base avverse credo sia nostro dovere tentare di costruire la proposta con un approccio integrato e multisettoriale che considera non solo gli attuali bacini naturali ma anche le modificazioni che potranno essere apportate con il ridisegno dei percorsi e delle connessioni urbane nel cotesto del lavoro che stiamo attualmente conducendo sul terreno dell’urbanistica e della mobilità.

In conclusione, credo abbiate colto che la estensione e qualificazione del sistema educativo e scolastico è un obiettivo che chiama prioritariamente le nostre energie progettuali. Mi aspetto che un’analoga tensione progettuale, sulle rispettive attività e responsabilità, diriga le vostre azioni organizzative e professionali. Finché sentiremo alta questa tensione potremo sperare di recuperare credibilità, fiducia ed autorevolezza presso i nostri concittadini più giovani e consegnare alla nostra comunità orizzonti più ampi e liberi.

Buon anno scolastico a tutti noi.”

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