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ven 27 lug 2012 10:21 ~ ultimo agg. 00:00
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Il decreto ministeriale del 04.07.2012 che riconosce l’eccezionalità delle precipitazioni nevose cadute dal 31 gennaio al 20 febbraio 2012, che hanno particolarmente interessato il territorio provinciale riminese.
Ammonta a 27 milioni di euro, ricorda la Provincia, la stima dei danni subiti dalle aziende agricole riminesi nelle tre settimane di eccezionali precipitazioni nevose.
La pubblicazione apre l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale per aiutare le imprese agricole che hanno subito danni alle strutture aziendali (stalle, fienili e ricoveri attrezzi, serre, attrezzature agricole, scorte vive e morte e impianti arborei) così come richiesto nella documentazione tecnica predisposta dalla Provincia di Rimini insieme alla Comunità Montana Alta Valmarecchia e all’Unione Comuni Valle del Marecchia e inoltrata nel maggio scorso alla Regione Emilia-Romagna.

Le domande di aiuto possono essere presentate dalle imprese agricole ricadenti nei territori colpiti e delimitati dallo stesso Decreto agli Enti territoriali competenti (Provincia di Rimini, Comunità Montana Alta Valmarecchia e Unione Comuni Valle del Marecchia) entro 45 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la scadenza è quindi sabato 8 settembre.

Le imprese agricole possono dare mandato ai Centri Autorizzati di Assistenza Agricola (CAA) per la presentazione delle domande che, preliminarmente, vanno inserite in un apposito sistema informatico regionale.

Insieme alla domanda, spiega la Provincia, è necessario che le imprese agricole presentino l’apposita documentazione tecnica (una relazione redatta da professionisti iscritti all’albo contenente la stima analitica dei danni, i computi metrici estimativi delle opere edili, le autorizzazioni ad eseguire i lavori, ecc.).

Il Decreto Legislativo 102/2004, per le domande ammesse al termine delle attività istruttorie, prevede l’erogazione di contributi in conto capitale; è necessario però che i costi per gli interventi di ripristino delle strutture danneggiate siano superiori al 30% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) ordinaria aziendale.
I Comuni, delimitati per intero ed in parte, sono 21 sui 27 dell’intero territorio provinciale (zone montane e collinari).
L’elenco per Ente territoriale competente:
· Comunità Montana Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello);
· Unione Comuni Valle del Marecchia (Poggio Berni, Santarcangelo, Torriana, Verucchio);
· Provincia di Rimini (Coriano, Gemmano, Montefiore, Monte Colombo, Montescudo, Mondaino, Montegridolfo, Rimini, Saludecio, San Clemente).

Le aree delimitate serviranno anche per l’attivazione di ulteriori aiuti previsti sulla Misura 126 del Programma Regionale di Sviluppo Rurale (fondi comunitari, per i quali la Regione è in attesa dell’approvazione da parte dell’Unione Europea).

“E’ un primo, parziale passo, e come tale va considerato” – commenta l’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Rimini, Juri Magrini – “E’ il necessario riconoscimento ufficiale da parte del Ministero per le Politiche agricole che ‘il nevone’ è stato per gli allevatori e gli agricoltori (in particolare romagnoli) un duro colpo, che si è andato a sommare alla già gravissima crisi economica che sta punendo, con particolare severità, questo settore economico. L’invito dell’Amministrazione Provinciale è quello di rivolgersi ai Centri Autorizzati di Assistenza Agricola (CAA) per non perdere l’opportunità di presentare domanda d’aiuto entro i termini stabiliti, che sono stretti (8 settembre prossimo). Con il realismo, e su questo punto bisogna essere molto chiari, che nulla ancora è dato sapere circa le tempistiche o sull’ammontare che questi aiuti statali potranno assumere, viste anche le difficoltà che il Paese e i conti pubblici stanno attraversando”.
“La Provincia di Rimini – conclude Magrini – farà quanto previsto nelle sue competenze per fare in modo che, a questo primo passo, ne seguano altri”.
Al di là di questo primo riconoscimento da parte del Governo italiano, resta ancora aperta e incerta tutta la partita dell’accesso dell’Italia al Fondo di solidarietà della UE, sul quale nei giorni scorsi si è sollevato un duro dibattito
“.

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di Redazione   
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