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mer 20 giu 2012 14:09 ~ ultimo agg. 00:00
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I materiali ferrosi valgono denaro, ma per essere smaltiti occorre seguire protocolli precisi: le multe, altrimenti, possono superare e di parecchio il guadagnato. Per non parlare della piaga discariche abusive. Per questo, in tutt’Italia nascono cooperative per mettere assieme gli operatori della microraccolta porta a porta di materiali e assisterli nell’attività. Dal maggio scorso esiste anche in Provincia di Rimini una realtà di questo tipo: la Metalcoop.

18 le persone assunte, che facevano anche prima questo lavoro, ma illegalmente. Una sede a Rimini e una a Gambettola, dove c’è l’azienda cui i materiali vengono conferiti per poi essere smaltiti, e il sogno di poter un giorno avere un deposito proprio. La richiesta infatti non manca: una decina le tonnellate di materiale, specie il ferro, raccolte al giorno. “Anche i privati devono adattarsi alla nuova via delle regole” spiega Davide Ricci, responsabile del settore a livello nazionale per Confesercenti. “Non è sempre facile, a volte, quando forniamo loro i formulari da firmare, con l’inserimento dei propri dati, sono restii a farlo. Compresi esercenti o albergatori. Ma anche chi chiede di smaltire fuori dalle regole rischia multe salate”.

Un progetto in cui ha creduto, e su cui vigilerà la Provincia, ha sottolineato l’assessore provinciale alla Protezione Sociale Mario Galasso. Oltre a portare il lavoro nelle regole, la cooperativa fa integrazione: gli addetti sono per la maggior parte rom, sinti e albanesi residenti soprattutto in provincia di Rimini. Si sfidano i pregiudizi con un lavoro così delicato proprio in un momento in cui i furti di materiali, specie il rame, sono sotto i riflettori.

(NewsRimini.it)

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