sabato 15 dicembre 2018
In foto: 593mila euro evasi al fisco in provincia, 16milioni in tutta la regione. È il bilancio dei primi 6 mesi del 2011 stilato dall'Agenzia delle Entrate nell'ambito dell'accordo con i comuni del territorio. A Rimini fioccano le segnalazioni, ben 823, ma gli accertamenti non sono dei più proficui.
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mar 12 lug 2011 14:13 ~ ultimo agg. 00:00
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Rimini si conferma uno dei comuni più attivi in regione nell’ambito dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate sugli accertamenti fiscali. Le segnalazioni di casi sospetti sono state infatti nei primi sei mesi dell’anno ben 823 (quasi 400 in più rispetto al dato di fine 2010), portando Rimini al secondo posto dopo Bologna. Dagli altri 11 comuni del territorio aderenti all’accordo di segnalazioni ne sono arrivate solo 75. A fronte di tanti casi sospetti, la maggiore imposta accertata (quindi sfuggita al fisco) nel comune di Rimini è stata di soli 408mila euro, ben al di sotto, ad esempio, di un comune come Gambettola che è arrivato a 565mila euro. In tutta la provincia si è arrivati a quasi 593mila contro gli oltre 2 milioni della provincia di Forlì Cesena. In totale in regione sono state accertate imposte evase per 16,4milioni. Soldi che si tramuteranno in entrate visto che ai Comuni arriverà un premio del 33% del riscosso sui tributi evasi per gli anni 2009 e 2010, e del 50% per il 2011. Un riscosso che finora ammonta a 104mila euro in provincia (92mila nel comune di Rimini) a fronte dei 4,7 milioni complessivi a livello regionale. Il settore nel quale fioccano il maggior numero di segnalazioni resta quello della “proprietà edilizia e patrimonio immobiliare”, con affitti in nero e rendite catastali, anche se quelli più redditizi in termini di accertamenti sono “l’urbanistica e territorio”, con un cospicuo numero di operazioni di speculazione portate in luce, e le indagini sui “finti poveri”.

La nota stampa

Girava con una fuoriserie per le strade di Reggio Emilia, aveva trasferito la residenza nel Regno Unito e deteneva attività finanziarie per un milione di euro su un conto svizzero, mentre al Fisco italiano dichiarava pochi euro: è solo il caso più eclatante tra quelli scoperti grazie alla collaborazione tra Agenzia delle Entrate, Anci e Comuni in Emilia-Romagna, che ha recuperato a tassazione quasi 87 milioni di euro (+54% rispetto ai 56 milioni del 31 dicembre 2010), con una maggiore imposta accertata di 16,4 milioni di euro (+43% rispetto agli 11,5 milioni del 31 dicembre 2010). I risultati del primo semestre 2011 mostrano un incremento significativo delle segnalazioni inviate dai Comuni all’Agenzia (da 7.274 a 10.963, +51%), delle somme riscosse (da 3,1 a 4,7 milioni di euro, +48%). Se al riscosso si aggiungono le rate da versare sugli accertamenti definiti (1,4 milioni di euro), gli incassi superano i 6 milioni.
L’effetto virtuoso dei risultati ottenuti è testimoniato anche dalla crescente adesione dei Comuni al protocollo di intesa tra Agenzia delle Entrate e Anci Emilia-Romagna: 242 su un totale di 348, pari al 90% della popolazione regionale.

Chi segnala. Il picco di segnalazioni si registra nelle province di Bologna (2.145), Modena (2.089) e Ravenna (1.590), mentre a livello comunale il municipio-leader è Bologna (1.038), davanti a Rimini, che in soli sei mesi ha portato il numero di segnalazioni da 475 a 823, e a Ponte dell’Olio (575). Le migliori performance in termini di maggiore imposta accertata sono a vantaggio della provincia di Modena, che raccoglie 5 milioni di euro superando Bologna (4,3 milioni di euro) e Reggio Emilia (2 milioni di euro). La graduatoria per Comune vede in testa il capoluogo di regione, con 3,2 milioni di euro maggiore imposta accertata, davanti a Cesena (1,3 milioni di euro), Reggio Emilia (1 milione di euro), Mirandola (950mila euro) e Ferrara (938mila euro).

Cosa e quanto. Le segnalazioni dei Comuni anti-evasori si concentrano, come nelle precedenti rilevazioni, nel settore della “proprietà edilizia e patrimonio immobiliare” (67% del totale): tra rendite catastali e affitti in nero si annidano circa 2 milioni di euro di evasione, frutto di 1.259 accertamenti. Il vero “tesoretto” dell’alleanza tra Comuni e Agenzia si trova però nel settore “urbanistica e territorio”: le operazioni di speculazione edilizia portate alla luce – tra le quali lo schema classico è la vendita di un terreno edificabile camuffato da cessione di rudere – hanno permesso di accertare una maggiore imposta pari a 7,5 milioni di euro (47% del totale), nonostante una percentuale di accertamenti relativamente bassa (280, pari al 15% del totale), con una maggiore imposta accertata che in media sfiora i 27mila euro per accertamento. Molto proficue risultano anche le indagini sui “finti poveri”, quei contribuenti che a dispetto di un tenore di vita elevato dichiarano redditi irrisori: poco più di 250 accertamenti hanno fatto scoprire un’evasione da oltre 5 milioni di euro. Completano il mosaico dell’evasione “municipale” residenti all’estero solo sulla carta e soggetti che, dietro lo schermo di un’associazione, svolgono attività commerciali, con una maggiore imposta accertata pari a 950mila euro.

Cosa entra in cassa. L’esito finale della macchina organizzativa costruita da Agenzia e Comuni sono i 4,6 milioni di euro già restituiti alle casse dell’erario, a cui si aggiungono 1,4 milioni di rate da riscuotere, già concordate con i contribuenti. Gli ambiti più redditizi restano “urbanistica e territorio” (2,1 milioni di euro, 48% del totale) e “beni indicativi di capacità contributiva (1,7 milioni di euro, 37%), mentre nella ripartizione territoriale i bolognesi si rivelano migliori pagatori rispetto ai modenesi (1,7 milioni di euro versati contro 1,2), così come la provincia di Forlì-Cesena fa registrare incassi in proporzione maggiori rispetto a Reggio Emilia (760mila euro contro 530mila euro, a fronte di una maggiore imposta sostanzialmente identica).

Otto storie di evasione. Il campionario dell’evasione fiscale si arricchisce di nuove storie. A Bologna, un accesso congiunto di Agenzia delle Entrate, Polizia Municipale e Nucleo Edilizia del Comune ha scoperto una scuola di musica che, dietro lo schermo di associazione, svolgeva una vera e propria attività commerciale, con sale prova e registrazione, sala danza e auditorium, arrivando a nascondere all’erario 750mila euro. In provincia di Modena, invece, la passione per i motori ha portato “fuori strada” una finta associazione sportiva che organizzava gare di rally, accumulando oltre 330mila euro completamente in nero, tra quote di iscrizione, spazi pubblicitari e titoli di ingresso per gli spettatori. Sempre nel modenese, nonostante le dimensioni del ripetitore ospitato nel suo terreno, una contribuente aveva omesso di dichiarare gli 80mila euro percepiti dal gestore di telefonia. E ancora in provincia di Modena, una segnalazione ha fatto scoprire una finta contribuente “tedesca” con un patrimonio di 550mila euro non dichiarato e una residenza fittizia in Germania; grazie a un altro Comune sono finiti sotto la lente del redditometro due coniugi modenesi, che dichiaravano redditi modesti ma potevano disporre di investimenti immobiliari e di un’imbarcazione a motore. Spetta però alla provincia di Ferrara la “palma” dell’evasione-record, con un proprietario di 8 fabbricati e 16 terreni che non presentava la dichiarazione dei redditi dal 2002.

Dichiarazione del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate. “Gli ultimi dati sull’alleanza tra Comuni e Agenzia delle Entrate in Emilia-Romagna – afferma il Direttore Regionale, Antonino Gentile – dimostrano che la partecipazione dei Comuni alla lotta all’evasione funziona e dà risultati concreti. Il successo è frutto della capacità dell’Agenzia delle Entrate di fare sistema nel territorio, attuando una collaborazione intensa con i Comuni e con l’Anci. È stata creata una task force congiunta, attuata una formazione mirata su casi concreti, sono state diffuse le pratiche migliori e, soprattutto, è stata creata presso ogni Direzione Provinciale una rete di funzionari di collegamento con i capi-ufficio Tributi dei Comuni, per risolvere problematiche operative e seguire lo sviluppo degli accertamenti. La risposta dei Comuni è stata eccellente e sarà presto premiata con l’erogazione del 33% del riscosso per gli anni 2009 e 2010, mentre dal 2011 l’incentivo salirà al 50%. Una delle fonti principali dell’autonomia finanziaria dei Comuni dovrà essere costituita dalle maggiori entrate provenienti dalla partecipazione all’azione di contrasto all’evasione fiscale”.

Dichiarazione del Presidente di ANCI Emilia-Romagna. “L’evasione fiscale si può contrastare e combattere – sottolinea il Presidente di ANCI Emilia-Romagna, Daniele Manca -. In Emilia-Romagna, la cooperazione tra la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate e i Comuni, con il contributo decisivo della cabina di regia congiunta Agenzia-ANCI regionale-Comuni, costituisce un caso di successo, come confermano gli stessi dati. ANCI Emilia-Romagna continuerà a supportare lo sforzo dei Comuni. A tal fine ha predisposto una nuova attività formativa gratuita, in collaborazione con IFEL e Agenzia delle Entrate regionale, di 9 giornate, una per ogni provincia, che permetterà di estendere e approfondire, attraverso l’analisi delle migliori pratiche realizzate in casi concreti,  la preparazione professionale specifica degli operatori di diversi uffici comunali, primi fra tutti gli uffici tributi e la Polizia Municipale. ANCI ER è, inoltre, impegnata, con il contributo della Regione, a rafforzare gli strumenti telematici di trattamento dati e ad estendere le gestioni associate in campo tributario”.

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