lunedì 17 dicembre 2018
In foto: La decisione della Provincia di Rimini di aumentare la RC Auto (vedi notizia) è unilaterale è inopportuna. E' il commento del segretario provinciale della CISL riminese, Massimo Fossati.
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gio 23 giu 2011 16:57 ~ ultimo agg. 00:00
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Una scelta, per la CISL, che smentisce le premesse del federalismo fiscale. Oltre a chiedere un ripensamento alla Provincia, Fossati ricorda la pressione fiscale a cui si aggiunge, in alcuni comuni, l’applicazione dell’addizionale Irpef retroattiva.

Le dichiarazioni di Fossati:

«Con l’avvento del federalismo fiscale ci avevano promesso l’affermarsi di un modello in grado di garantire più risorse per gli Enti Locali e servizi meno costosi per i cittadini; che i Comuni più virtuosi sarebbero stati premiati concedendo loro più autonomia di bilancio.
Di fatto stiamo assistendo a meno trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali; al ricorso, sempre più frequente, all’imposizione dell’addizionale Irpef da parte di Comuni fino ad ora esenti e all’aumento della percentuale per i Comuni che già l’applicavano.
A questo si somma la persistenza dei vincoli imposti dal patto di stabilità che, di fatto, impediscono anche ai Comuni “virtuosi” di utilizzare le risorse disponibili; si conferma la tendenza sempre più diffusa a richiedere ai cittadini una maggiore compartecipazione alla spesa per i servizi, senza mettere in campo da parte delle amministrazioni interventi e azioni di sussidiarietà e mutualità nella gestione degli stessi.

Su tutto questo la Cisl di Rimini esprime con forza il proprio dissenso, non si può governare solo a colpi di tasse!
La Cisl chiede di non incrementare la pressione fiscale in questo delicato momento senza nel contempo provvedere a ridurre il peso della tassazione a livello centrale, come più volte richiesto.
Per noi l’applicazione del federalismo fiscale non può essere una presa in giro per i cittadini.
Non possono le amministrazioni far finta che non vi siano già nel prossimo anno possibilità di nuove risorse attraverso la lotta alla evasione fiscale e alla compartecipazione Irpef a compensazione di quanto non erogato oggi.

La decisione della Provincia di Rimini di aumentare la tassa rc auto, introducendo l’aumento della addizionale al massimo livello +3,5% rappresenta una scelta unilaterale, sbagliata che non ha potuto trovare un serio momento di approfondimento con le parti sociali; una strada, come ci è stata prospettata, senza alternative.
A questo punto non abbiamo che potuto prendere atto delle intenzioni della Amministrazione, ma se questo è il livello di confronto con le Organizzazioni Sindacali, non porterà certamente a una maggiore coesione sociale.
Questo nuovo balzello va a colpire tutti gli automobilisti indiscriminatamente, risulta particolarmente iniquo perché sarà pesante per quanti devono usare la macchina per lavoro – anche per l’inefficienza e il costo del trasporto pubblico i cui biglietti sono stati aumentati oltre il 20%, ben al di là degli accordi sottoscritti – e sono costretti a usare più di un veicolo per famiglia, moltiplicando così l’effetto tassazione, proprio per quella famiglia che tanto si vorrebbe tutelare. Inoltre peserà sul trasporto pubblico, su chi usa i mezzi come attività lavorativa.
Inoltre non è chiaro a quanto ammonta la platea dei soggetti interessati alla tassa e al relativo gettito preventivato. Secondo nostri calcoli siamo ben oltre i 3 milioni di euro che verranno incassati!!!

A questo tassa si aggiungeranno le nuove addizionali comunali previste in modo retroattivo da alcuni Comuni del nostro territorio, che aumenteranno ulteriormente il peso fiscale per i cittadini di questi Comuni.

Ancora una volta si interviene, sfruttando una norma di legge per aumentare la spesa, senza un serio progetto di intervento sulla revisione della stessa, dei costi delle società partecipate, della necessità di una loro riduzione e semplificazione.

Questa nuova tassa, odiosa e iniqua, è una scelta in forte contrasto con quanto i cittadini chiedono. A fronte di una situazione di crisi ancora lungi dal trovare uno sbocco positivo, riteniamo più utile, per rilanciare l’economia, favorire la capacità di spesa delle famiglie, anziché deprimerla ulteriormente con questo nuovo balzello fiscale, per un servizio obbligatorio che peraltro subisce ogni anno un forte aumento tariffario.
Non vi è nessuna giustificazione “etica”, come si vuole far credere, tanto più che buona parte di questi tributi andranno ai Comuni sotto forma di ristorno alle spese elettorali o per manutenzione delle strade.

Chiediamo quindi alla Provincia che vi sia un ripensamento su questa scelta o che in alternativa ci si impegni a una loro diminuzione o eliminazione già a partire dal 2012.

Chiediamo alla politica di fare la sua parte, di dare un segno di essere viva e utile alla comunità, perché il federalismo fiscale non può e non deve avere queste caratteristiche, se effettivamente vogliamo costruire una comunità locale civile e coesa.
Pena il rischio che questo provvedimento sia un ulteriore contributo a sostegno di quanti da tempo chiedono l’abolizione della Province».

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di Redazione
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di Maurizio Ceccarini
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