sabato 19 gennaio 2019
In foto: Sarà la Corte Costituzionale a pronunciarsi sulla causa intentata da una lavoratrice colombiana contro l'Ausl di Rimini. Lo ha deciso il Giudice del lavoro del tribunale di Rimini, Lucio Ardigò.
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lun 21 mar 2011 17:47 ~ ultimo agg. 00:00
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Il giudice ha rimesso alla Corte Costituzionale gli atti di una causa promossa da una lavoratrice colombiana contro l’Ausl di Rimini, chiedendo alla corte di pronunciarsi sulla costituzionalità dell’art. 38 D.l. n. 165/2001, nella parte in cui non consente l’accesso al lavoro presso le amministrazioni pubbliche agli extracomunitari.

Lo ha reso noto la FP Cgil di Rimini, che tutela la lavoratrice dal punto di vista sindacale. Secondo lo studio legale (convenzionato con la Cgil) Cedrini Urbinati e Zamagni, che difende la lavoratrice straniera assieme agli avvocati Jessica Valentini e Maurizio Ghinelli, un’eventuale decisione favorevole della Corte Costituzionale avrebbe una portata storica, aprendo le porte del pubblico impiego anche ai lavoratori provenienti da Paesi non U.E. alla sola condizione che soggiornino regolarmente in Italia.

“Peraltro – ricorda la Cgil in una nota – lo stesso Tribunale di Rimini si è già pronunciato in senso favorevole agli stranieri, in una causa patrocinata dagli stessi legali, ordinando all’AUSL di Rimini di assumere una operatrice sanitaria albanese classificatasi in posizione utile nella graduatoria del concorso pubblico a cui era stata ammessa a partecipare, ma con riserva (in attesa, cioè, della cittadinanza italiana)”.

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